La
X M.A.S. a Varano, 24/04/2003
§
Appuntamento
all’autodromo Riccardo Paletti di Varano per un evento a lungo atteso:
il debutto pistaiolo di Marcus-scarsus con la sua CBR600RR nuova
fiammante.
La
curiosità di vedere come se la caverà Marcus sull’asfalto, a vent’anni
circa di distanza da quando gareggiavamo assieme nei crossodromi del
campionato lombardo, è tanta.
Tutto
è stato organizzato alla perfezione, il che vuol dire che Marcus è
stato accuratamente tenuto all’oscuro del fatto che al suo debutto è
presente anche Dominik.
Questo
in ragione delle prolungate schermaglie verbali che hanno caratterizzato
il periodo invernale.
Per
mettere sulla retta via Marco, vale a dire fargli comprare la moto e
trascinarlo con noi in pista, è stata infatti inscenata una vera e
propria pantomima, con Dominik in veste di provocatore e Marcus in veste
di provocato.
Fatto
il salto, vale a dire comprata la moto e deciso il debutto, il
contenzioso si è ribaltato, con Marcus passato all’attacco, con
proclami di facili sverniciature ai danni del “povero” Dominik.
Iniziata
però la stagione i pomposi proclami si sono trasformati prima in
flebili enunciazioni, per essere poi rimangiati del tutto in occasione
delle prime uscite, dove Marcus va in qualità di “osservatore” a
spiare l’amico rivale Dominik.
Per
il debutto di Varano facciamo pertanto credere a Marcus che Dominik è
assente, e lui potrà esordire e allenarsi un po’ prima di sfidarlo.
Nulla
di più falso, quindi lascio immaginare la faccia di Marcus quando vede
che assieme al sottoscritto ed a Comin, arrivano Fabius e Dominik. Per
l’occasione abbiamo riservato tre turni pomeridiani, alle 15.00 alle
16.00 ed alle 17.00. Fin
da subito notiamo che c’è troppa gente. Vengono
fatte entrare 35 moto per turno che, per il modesto circuito di Varano,
sono troppe.
Marcus
è nervoso ma non si tira indietro.
Tocca
finalmente a noi
Inizialmente
va da un commissario di pista e chiede che gli sia spiegato come
funziona il “gioco”.
Il
commissario un po’ stranito, gli chiede “conosci le bandiere? Sì?
Allora entra e dai gas...”
Rassegnato
Marcus indossa casco e guanti e si appresta ad entrare con noi per il
primo turno.
Una
volta iniziato mi metto alla guida del nostro gruppetto cercando di
affrontare le curve veramente piano, sia per riscaldare le gomme sia per
far vedere le traiettorie a Marcus.
Lui
inizialmente non riesce a stare al passo neanche a queste modestissime
andature, ma dopo un paio di giri inizia almeno ad aprire il gas in
rettilineo!
Si
produce in pratica in una serie di accelerazioni ed inchiodate
repentine, per poi fare le curve da fermo e senza piegare la moto.
Ad
un certo punto si fa prendere dall’entusiasmo e nel contro rettilineo
più lungo, che porta alla seconda variante, frena e poi va dritto
nell’erba.

Il
turno viene interrotto per alcuni scivoloni e passiamo buona parte dei
venti minuti in pit-lane.
Al
secondo turno l’episodio più sfortunato della giornata.
Comin
al “ferro di cavallo” arriva troppo velocemente sotto ad un
motociclista più lento.
Quest’ultimo
rallenta troppo e gli taglia la traiettoria, Comin si attacca al freno
per non tamponarlo, ma blocca l’anteriore e si ribalta proprio davanti
a Dominik.
Quando
passo io e lo vedo immobile disteso per terra mi prende un colpo, ma non
riesco a credere che possa essersi fatto seriamente male in un punto così
lento del circuito.
Bandiera
rossa e tutti ai box per l’ennesima interruzione della giornata.
Mio
fratello corre ad assistere Comin che viene portato in infermeria.
La diagnosi sarà “clavicola destra rotta” e, tutto sommato,
è andata anche bene dopo lo spavento iniziale.
Quando
lo raggiungiamo in infermeria il suo umore è nero ma per nulla
spaventato.
Solo
impreca con quello che ha causato la caduta (ma un po’ dovrebbe
prendersela anche con se stesso! Non si inchioda con il freno anteriore
in piena curva!).
Intanto
è arrivato anche Giudici che deve provare il suo nuovo Kawa 600RR con
il quale correrà il finesettimana la gara del trofeo Motoestate.
Da
vero “avvoltoio” si impossessa del turno delle 17.00 di Comin che
certo non ne potrà usufruire (ma in verità gli era già stato
promesso).
Rientriamo
in pista per l’ultimo turno con l’umore un po’ a terra per la
sfortuna del nostro amico.
Non
ho tempo di girare con gli altri della X MAS perché ho incontrato Steve,
un amico della
ML Aprilia 1000
, e voglio ingarellarmi un po’ con lui visto che il nostro passo non
dovrebbe essere molto dissimile.
Ho
appena il tempo di raggiungerlo quando anche questo turno viene
interrotto per l’ennesima scivolata.
Una
autentica “strage”.
Ma
la colpa è anche degli organizzatori.
Troppa gente in pista, turni attaccati che non permettono reali
recuperi ed una confusione enorme.
Per
questo quando usciamo con l’impressione di avere girato pochissimo e
male andiamo a lamentarci vigorosamente con gli organizzatori.
Poi
pensiamo alla moto di Comin, che viene caricata senza grossi danni sul
furgone di Giudici.
Fabio
intanto viene trasportato in ospedale a Milano.
Marcus
è comunque orgoglioso e soddisfatto.
Il
ghiaccio è rotto, e sembra che al terzo turno sia quasi riuscito a
tenere il passo di Dominik (ma questo non posso confermarlo).
Tornato
a casa, alla sera, mi preoccupo di sentire come se la passa l’amico
infortunato.
Chiamo
Comin e gli chiedo come va... la sua unica preoccupazione è “in che
tempi a girato Dominik???”... l’umore è già tornato in alto !!!!!
Hereticus

§
Il
punto di vista del debuttante
Dopo
aver letto alcuni commenti da parte dei Flenda (ed
alcune stronzate da parte di uno dei due) vi racconto le mie
impressioni della mia 1°
uscita in pista. Dopo
vani tentativi di organizzare il trasferimento
insieme al neo-innamorato-adolesceziale
Fabio
(erano quasi 20 anni che non
dovevo combattere per organizzare appuntamenti con lui ed avevo
dimenticato le "procedure"),
dopo svariati tentativi di chiamare il suo telefonino spento, ho
deciso di andare a Varano per conto mio.
In
precedenza il mio massimo trasferimento era stato
Belgioioso-Monza e per la prima volta in vita mia ho varcato un
casello autostradale in sella ad
una moto (che palle prendere il biglietto e poi
pagare dovendo ogni volta togliere-mettere guanti ecc.). Oltre
i 160 km/h il viaggio è pure faticoso: ho fatto
una puntata ai 220 km/h e mi sembrava la fine del mondo (urge
cambio cupolino).
Arrivato
in pista ho subito trovato Hereticus e Comin, e
siamo andati a vedere gli altri che giravano, momento in cui ho
pensato che
forse era meglio se me ne andavo al lago a girare in gommone o
forse in giardino a tagliare
l'erba. Entrato
in pista, come accadeva 20 anni fa, ogni timore
è svanito: anche allora quando giravamo a Castelletto con quelli
che facevano il mondiale di
motocross mi capitava di essere passato da tutte le parti
(allora anche sopra in salto, cosa che su pista è impossibile).
Cercavo
solo di fare le mie traiettorie lentissime senza
rompere troppo le balle a quelli che andavano. Per
la prima volta il contagiri della mia moto ha visto
il fondo-scala, e per la prima volta ho fatto una staccata (la 2°
lunga, finita sul prato, per
incapacità e paura: chiunque altro (ed anche io ora)
avrebbe curvato senza problemi. Il
primo turno mi ha doppiato alla fine Comin e penso lo
avrebbe fatto anche Uccio visto che hanno circa lo stesso passo All'ultimo
turno, pur andando pianissimo, ma un po'
meglio, tenevo quasi il passo di Uccio, ed infatti, rendendomi
conto che andavo molto
piano, mi sono stupito della sua lentezza: all'inizio pensavo che
scaldasse le gomme...ma poi ho visto che le distanze si
mantenevano costanti, anzi,
preso dalla libidine a dalla competizione mi avvicinavo finché non ho
fatto un lungo.
Fabius
dice che la prima volta col 600 ha doppiato
Dominik quando aveva il VFR, però da quello che dite anche lui è
migliorato parecchio da allora: forse "quel" Dominik lo
avrei doppiato anche io!
Io
prima di partire mi sono letto alcune pagine
datemi da Fabius di un corso di guida da lui fatto: in effetti ho
scoperto che per curvare
occorre premere il manubrio interno...
Effettivamente
mi rendo conto che devo muovere il culo,
tenere il piede interno rivolto verso l'interno della curva, non
uscire con la marcia
sbagliata dalle curve (col 600 se esci giù di giri non vai più)
solo che ancora devo pensare guidando a tutte queste cose e, non
avendo nessun automatismo,
se ad esempio imbrocco la staccata sbaglio tutto il resto o
viceversa. Inoltre aprivo solo con la moto completamente
dritta (se mai è stata un po' piegata...).
Se
fino ad ieri pensavo che la mia moto aveva una
potenza mostruosa, mi rendo conto che una cilindrata maggiore può
aiutare quando esci di curva
giù di giri: la pista fà capire tante cose
Inoltre
non avevo nessuna intenzione di farmi male o
rompere la moto.
Spero
che succeda come ai kart: dalla 1° alla 2° uscita,
ripensando ai miei precenti errori, ho dimezzato il sempre enorme
distacco dai Flenda!
La
giornata è stata certamente esaltante: il solo fatto
di essere in pista mi ha permesso di guidare la mia Honda come
non potrei manco sognare di
fare per strada, anche se alcune volte l'istinto crossistico
si scontrava con la ragione, cercando di farmi fare curve col
peso dalla parte opposta
alla curva, o togliere il piede dalla pedana interna!
Purtroppo
la disavventura capitata a Comin ti fa
comunque pensare che il gioco è divertente ma sul filo dei 200
orari è facile farsi male.
Grazie
comunque a tutti per avermi coinvolto in questo
"gioco" che solo un anno fa non pensavo nemmeno a fare,
soprattutto a Dominik che
per il prossimo futuro sarà il riferimento per le mie prestazioni,
considerando i Flenda (suprattutto Hereticus, che teneva il passo
di Giudici) totalmente fuori
dalla mia portata.
E
domenica c'è Monza!
Marcus

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