La X Equestris al Mugello, 30/06/2003
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Epica trasferta al
Mugello per la X MAS anche se priva di alcuni padri fondatori storici,
come Lo Zio e Comin, entrambi assenti per rottura, il primo della moto
dopo un tentativo di prelievo forzoso della stessa, il secondo della
clavicola ormai in via di guarigione (...se eri un pilota ufficiale
avevi già fatto tre gare di motomondiale!).
Il
loro posto è stato preso dall'esuberante Riccardo anche lui dotato di
mostro GSX 1000 R e dal più posato compagno Emanuele, in groppa alla
RSV mille nazionale di Noale, assieme alla new entry Salvatore con CBR
900 "Old Fashion" Repsol Replica.
La giornata iniziava con
la disperata richiesta d'aiuto di Salvatore, in panne senza benzina
all'ingresso dell'auto-sole, che mobilitava tutti i membri della
Decima, oltre al soccorso stradale, i pompieri, la protezione civile,
ecc...
Il sottoscritto l'aveva
intravisto sbracciarsi sulla corsia d'emergenza mentre si recava
all'appuntamento con Uccio a Melegnano, ma non conoscendolo ed essendo
un ciccinin in ritardo (come direbbe lo Zio), non mi ero fermato,
pensando che si trattasse di un saluto affettuoso da parte di un biker
simpatizzante...
Appresa la notizia da
Uccio e vista l'idiosincrasia di alcuni membri, muniti di furgone a
nolo, a muoversi per soccorrerlo in tempi non biblici (Minza, Hereticus
ed il conte Marcus), optavo di fare 50 km a ritroso munito di
fiaschetta portabenzina appesa alla gamba, per andarlo a recuperare...
Arrivando dopo un bel
po', lo trovavo già in compagnia degli altri, ma comunque sempre senza
benza, per cui versata la preziosa
linfa nel serbatoio del suo CBR partivamo io, lui ed Uccio in moto, gli
altri col mini bilico Maggiore...
Lungo l'A1 rischiavo di
fare la stessa fine, visto che ad Uccio ed a Salvatore proprio non
andava giù di seguire le mie indicazioni ed entrare all'autogrill di
Modena Nord, per cui, obbligati ad un'andatura supereconomy da far
vergognare il sempre conservativo zio Pariset, impiegavamo 35' per
arrivare dopo ben 70 km di riserva, al pit stop di Cantagallo (...ma
quanto cazzo consuma il Fireblade 2002?)!
Lungo il tratto
appenninico vedevo saettare Salvatore tra i camion (che per lui erano
delle chicane mobili) ad un'andatura da -40 punti di patente e lo
seguivo fino all'oasi del Pelagio, in quel di Scarperia.
Poco dopo arrivavano i
tre neo motofurgonati...
Ci recavamo nel circuito
dove era in corso una gara automobilistica e m'intrattenevo con dei
team managers per organizzare un evento a quattro ruote per
alcuni piloti della X MAS, quindi andavamo in paese per il solito
appuntamento annuale con la cultura.

L'anno scorso c'era a
Scarperia la mostra dei ferri chirurgici, quest'anno quella ben più
tosta di spade e pugnali: per cui incitavo il gruppo, al quale si erano
aggiunti gli atri motofurgonati Riccardo e Lele, ad andare ad ammirare
questa "tagliente" collezione...
Hereticus, vedendo tante
lame, ribadiva il concetto che si corre col "coltello tra i denti", per
cui cercava d'azzannare un affilato serramanico toscano!
Alla sera ci aspettava
la prova più impegnativa della trasferta: l'epica abbuffata toscana del
Pelagio, l'epopea della Gastromachia della X MAS!
Riuscivamo a
metabolizzare ben diciotto chili di cibo (antipasti toscani, mix di
quattro primi, fiorentine a nastro con contorno di patate e
fagioli...), annaffiati da sei bottiglie di Montepulciano sopraffino, a
testa..
Si sparava il solito
repertorio di maxiputtanate alcooliche, tipiche degli stati d'ebrezza e
si andava a letto un minimo appesantiti.
Nella notte Marcus
riusciva ad ottenere il primo posto tra i top russatori, scalzando
d'una posizione zio Paolo, il tutto omologato come sempre dal Minza!
La prossima volta
dormirà assieme a Pariset, per poter effettuare un esperimento
d'acustica: se faremo russare i due tromboni in controfase, forse
riusciremo ad annullare, come c'insegna la fisica, il loro infernale
casino notturno!
Solo Dominik dormiva
preoccupato dopo che qualcuno gli aveva fatto notare d'avere le
pastiglie del freno anteriore consumate, se non l'avesse saputo avrebbe
percorso, con le stesse, probabilmente altri 10000 km!
La mattinata iniziava
con un caldo insopportabile.
Dopo il primo ingresso
in pista uscivamo a pezzi, vedendo resistere solo i due suzukomani in
perenne ingarellamento.
Al secondo turno tutto
andava molto meglio e capivo di essere molto più sciolto dell'anno
prima, così come tutti, visto che toccavo con la saponetta a destra ed
a sinistra in piega sui cordoli, anche nei cambi direzione e non
sbagliavo più le traiettorie (forse ero un po' troppo conservativo in
staccata, memore del lungo dell'anno scorso però!).
Ho capito però, dopo una
violentissima "virgola nera" alla Luco, stile Capirossi, che con questo
caldo non si poteva sperare nella tenuta delle gomme per più di 5-6
giri.
La sorpresa in positivo
ed in negativo (per un'interminabile serie d'uscite di pista, per
"lunghi"...) era Salvatore, che andava fin troppo forte, pur senza mai
uscire troppo dalla moto in piega.
Si formavano presto tre
gruppi "d'andatura":
Il più veloce formato da Hereticus e Riccardo, che s'ingarellavano tra
loro girando sui 2' 20" di passo (best lap di Hereticus 2' 15" AIM)
Il secondo un po' meno
veloce, con Fabius, Salvatore ed il Minza (best lap Fabius 2' 26"
AIM)
Il terzo, il più lento,
formato da Lele, Uccio e Marcus (best lap di Dominik 2' 36" AIM)

Io ho girato poco con
Hereticus e Riccardo, il quale mi passava mentre ero dietro ad Aldo,
infilandomi alla Casanova Savelli come un missile (lo vedevo già lungo
sulla collina, invece riusciva a fare la curva senza problemi!), per
usare la terminologia naselliana, li "vedevo per un po'..." e vedendoli
capivo che andavano veramente forte!

Tra l'altro per la prima
volta, come era già successo ad Adria, trovavo un sacco di traffico più
lento di me, anche con moto racing, mentre giravo col Minza dietro.
Anzi, molte volte
sembrava il traffico di Milano, con varie moto più lente di me che mi
facevano lo slalom davanti.

Spesso ho dovuto
chiudere il gas per un po' di giri per non tamponarli, compreso Uccio,
a cui ho fatto un sorpasso forse un po' troppo "deciso", entrando sul
cordolo interno molto forte all'Arrabbiata 1!
Purtroppo ho fatto
prendere una bella strizza al Minza alla staccata della Scarperia,
quando in scalata ho sfollato: mi sono attaccato ai freni per non
andare sui sassi ed il Minza, che mi seguiva da alcuni giri, mi ha
sfiorato per un pelo.
Comunque al Minza ci si
sta dietro solo perché ha il 600, col mostrissimo Suzuki da 165 CV, per
me sarà un degno rivale di Hereticus!
Il primo mistero del
Mugello è Salvatore: come fa ad andare così forte, dopo solo due volte
in pista, soprattutto guidando in modo così "stradale" e senza mai
sporgersi dalla moto in piega?
Forse per questo molte
volte non riesce a piegare e va lungo sui sassi!
Un altro mistero è
perchè gli si sia spenta la moto senza più ripartire.
Lele è bello da vedere,
plastico in piega, ma mi sembra che non vada così forte come forse
potrebbe.
Uccio migliora, ha avuto
dei problemi tecnici (le pastiglie) e d'umore: mi ha mandato affanculo
per il passatone all'Arrabbiata1, ma era da due giri che lui e gli
altri, che andavano ben più piano di me, mi chiudevano tutte le
traiettorie. (NB: quando gli altri mi
passano sulle orecchie, io mica m'incazzo!)
Certo, rispetto all'anno
scorso è tutta un'altra cosa!
L'ultimo mistero è il
"Conte" Marcus.
Tende a capitalizzare
troppo, nelle sue descrizioni verbali, le sue imprese motoristiche,
quando passa qualcuno che va più piano di lui perché ha dei problemi
(vedi Uccio).
Non si sa ancora, visto
che non ha il trasponder, in quanto giri realmente (al Mugello stimo in
non meno di 2' 40", ottimisticamente...) ma la grinta nel polso
aumenta: adesso in rettilineo scanna la moto e tira le staccate.
L'ho visto però un po'
troppo statico col culetto e non esce per niente in piega, restando
alzato anche in rettilineo!
La "rabbia" per arrivare
c'è, ma tutti si chiedono: ha ragione lui od Uccio, in questa eterna
diatriba su chi vada più forte?
Si prevedono, visti i
suoi buoni progressi, futuri ingarellamenti anche con Comin.
Dalla prossima volta si
fa sul serio: fatti non pugnette!
Unico "neo" di Marcus:
scarso altruismo motociclistico ed eccessiva pigrizia, quando c'era da
tornare in moto per far posto sul furgone a Salvatore (era stato
sorteggiato lui), ha assunto un atteggiamento tra l'incazzato e la
tragedia, costringendo Aldo a "sacrificarsi".
D'altronde si sa, il suo
"aristocratico" sederino, delicato ed ipomobile, mal sopporta le
trasferte lunghe in sella!
Fabius
Report di Hereticus
La trasferta al Mugello
di quest'anno è stata contraddistinta da una serie di
importanti novità: la crescita numerica del gruppo, visto che i ranghi
della Decima sono stati rinforzati con l'arrivo di Riccardo "Black
Magic", Emanuele "Revenge" e Salvatore (assenti invece i veterani Comin
e Pariset); la presenza di... udite udite... ben due furgoni d'appoggio
e, dulcis in fundo, la presenza del camcorder di Riccardo con il quale
abbiamo già realizzato le eccezionali immagini messe a disposizione nel
report di Monza del 30/05.
Il sottoscritto, il
Minza (alla sua ultima uscita con la R6) e Marcus si davano
appuntamento a casa Quilici per caricare il maxifurgone Ducato
noleggiato alla Maggiore.
Nonostante la totale
assenza di mezzi "tecnici", riuscivamo a fissare le moto con delle
corde da tapparella in maniera tutto sommato più che dignitosa, e ci
lanciavamo alla volta di Barberino del Mugello non senza avere
intercettato, per strada, lo sventurato Salvatore Mangia, a secco con
il suo CBR Repsol Replica (assistito anche da Fabius e Dominik,
nonostante il tentativo, di quest'ultimo di lavarsene le mani...).
Il viaggio in
furgone si è rilevato una piacevolissima sorpresa: aria condizionata,
musica e nessuna fatica, senza soprattutto doversi sobbarcare la
noia del tragitto autostradale in moto (e risparmiando così anche la
preziosa gomma ancora presente sulle mie Pirelli Supercorsa SC2 dopo i
ripetuti turni di Monza).
Una breve sosta presso
un Autogrill ci permetteva di rifocillarci e di ricongiungerci al resto
del gruppo, arrivavamo poi al Palagio a Scarperia tutto sommato poco
dopo gli ostinati centauri ma molto, molto più freschi...
Tempo per una doccetta e
via ad annusare l'aria della pista, dove alcune formule su quattro
ruote si davano battaglia (Gloria, Porsche ecc...).
Terminate le "ostilità"
ci dirigevamo in paese per ingannare il tempo e bere qualcosa, e non
avendo niente di meglio da fare, ci dedicavamo al rafforzamento del
nostro livello culturale con una visita al museo locale, dove si teneva
una mostra di armi bianche.
Piacevole intermezzo,
tornati all'albergo, quello fornito da una coppia di giovani sposi, lei
in abito bianco da cerimonia, che pretende "a tutti i costi" di farsi
riprendere e fotografare sulla cattivissima Honda cbr600rr di Marcus,
mostrando di gradire le moto sportive forse più della propria festa
matrimoniale.
Per il "Gran Banchetto"
della sera andavamo sul sicuro, prenotando allo stesso Palagio, e
replicando la "grande abbuffata" sulla falsariga dell'anno prima.
Dopo la altrettanto
consueta passeggiata di qualche km, nella vana speranza di smaltire
almeno una parte dei quintali di cibo introitato, ci ritiravamo nelle
rispettive camere.
In questa trasferta, in
maniera del tutto imprevista, riesco finalmente a beccare un compagno
di stanza che al pari del sottoscritto non russa nè produce altri
rumori molesti di sorta... finalmente una notte tranquilla !!!
Al mattino sveglia
presto, perché l'adrenalina inizia a scorrere e la voglia di pista è
già irrefrenabile.
Colazione e poi via in
autodromo, dove completavo le iscrizioni del gruppo con lo staff di
RossoCorsa e mi facevo consegnare i pass per tutti.
A nostra disposizione
l'intera mattinata di pista aperta, dalle 9.00 alle 13.00.
Quindi, considerato
anche l'esorbitante tributo che l'amore per il Mugello ci richiede ogni
anno, via subito dentro non appena scattato il semaforo verde.
La Decima al completo si
apprestava a compiere i primi giri in una pista ancora deserta e sotto
la guida "didattica" del sottoscritto, che si assumeva il compito di
mostrare le traiettorie a tutti, girando ad un passo molto modesto ma
via via più veloce.

Con grande soddisfazione
ed un po' di sorpresa, mi rendevo conto che non soltanto il velocissimo
"Black Magic" mi restava incollato al codone, ma anche Salvatore, Minza
e gli altri.
Mano a mano che
aumentavo l'andatura mi rendevo conto anche di quanto faticosa fosse la
pista del Mugello, complice anche il caldo già torrido e l'abitudine
alla riposante Monza.
Dopo una ventina di
minuti il grosso della Decima decideva di mollare, mentre io e Riccardo
rimanevamo da soli in pista per altri quattro-cinque giri dove
iniziavamo a forzare un po' il ritmo.
Le curve diventano giro dopo giro più familiari, ma
l'interpretazione di alcuni passaggi, la Casanova-Savelli, le curve
dell'Arrabiata, rimangono una sorta di "mistero" che non può essere
rilevato agli occhi di saltuari frequentatori come i sottoscritti, che
si concedono sulla pista toscana una sola uscita all'anno.
La velocità ed efficacia
che siamo soliti quindi rappresentare a Monza, la pista di casa, è
lontana, e ci accontentiamo di fare il possibile stando attenti a dare
strada ad alcuni razzi, in particolare un missile che ci svernicia
sull'Arrabiata, guidando una splendida MV Agusta F5-1000 (che poi
scopriremo essere Mazzali).
Esausti torniamo ai
furgoni dove troviamo gli altri già "spiaggiati" e traccannanti litri
di Gatored e liquidi vari.
Dopo avere fatto un
pit-stop a nostra volta al fresco dell'aria condizionata del bar
dell'autodromo, ci accingiamo a rientrare in pista.
Le quattro ore sembrano
tante, ma la stanchezza permette in realtà di fare solo quattro turni
da 20-25 minuti circa, dedicando il resto al riposo...
Nel secondo turno io e
Riccardo diamo il via alle schermaglie già viste a Monza, sia pure con
la maggiore prudenza che la scarsa confidenza con il circuito ci impone.
Gli altri li vediamo
poco più che altro quando li passiamo, ma faccio in tempo a notare
comunque che il Marcus inizia persino ad inclinare la moto e che
Salvatore forse non sa di essere solo alla sua seconda uscita, e si
ingarella con tutti.
Proprio Salvatore,
mentre sono dietro a Marcus alla staccata delle Bucine, e per
osservarlo e stargli dietro ovviamente stacco ben prima del mio solito,
mi passa all'esterno in frenata come un missile, riuscendo a non
investirmi solo per un pelo, e terminando la sua "azione" nella ghiaia
della via di fuga fino a cozzare con la ruota anteriore contro il
muretto, per fortuna senza danni.
Questa
sarà solo la prima di una lunga serie di sue escursioni
fuoristradistiche, probabilmente tutte motivate dall'eccessiva foga e
dal tentativo di tenere il passo di chi ha un po' più d'esperienza.
Alla fine del turno gli
rivolgo un invito alla moderazione, suggerendogli anche, quando segue
qualcuno da vicino, di uscire di traiettoria qualche metro prima del
punto di staccata, per evitare situazioni di quasi tamponamento come
quella descritta. Comunque la grinta c'è tutta ed il ragazzo
promette molto, molto bene!!!
Finiti i nostri giri
torniamo ai furgoni e troviamo un clima leggermente agitato. Minza e
Dominik hanno qualcosa da recriminare sulla condotta in pista
dell'esuberante Fabius.
In particolare il Minza
decide di sospendere le attività, più che altro perché ha rischiato un
"botto" e la sua Yamaha R6 è già venduta (in settimana deve ritirare la
sua nuona Suzuki gsx-r 1000 2003 da 165cv) e non intende rischiarla
ancora inutilmente.
Approfitto del "caos"
per dileguarmi e fare benzina per i turni successivi.
Il terzo turno si svolge
senza alcun problema, ed i movimenti iniziano a diventare più fluidi.
Con Black-Magic ci
scambiamo ripetutamente le posizioni.
Quando lo seguo cerco di
capire in quali punti sono più veloce e dove superare, e lui fa
altrettanto, anche se poi finiamo con lo sfilarci quasi sempre alla
staccata della San Donato.
A me sembra, quando sono
dietro, che lui vada più piano alla Casanova-Savelli e sulle due
Arrabiate, ma in maniera del tutto inaspettata lui mi dirà la stessa
cosa di me finito il turno.
Ad un certo punto
Riccardo che è avanti supera un paio di moto "full-racing" che
procedono lente, io mi accingo a fare altrettanto ma i due partono di
botto (evidentemente erano nel giro di riscaldamento). Riesco ad
infilare una delle due mentre l'altra tampina Ricky da vicinissimo.
Mi accorgo subito che è
più veloce, ma non così tanto da sfilarlo senza difficoltà.
Per un intero giro prova
ad infilarlo ad ogni curva, mentre io li seguo da vicino,
spazientendosi sempre di più, finché non gli entra veramente "cattivo"
alla esse Biondetti urtandolo anche con una discreta forza, tanto che
"Black-Magic" a momenti finisce fuori pista...
Decidiamo di prenderci
una ulteriore pausa di meditazione in paddock, in attesa dell'evento
"clou", il montaggio della telecamera e le riprese del Mugello.
L'intenzione è quella di
ripetere i filmati di Monza,
ma questa volta riprendendo a turno tutti i membri della Decima.
Ma il tutto è reso
complicato dal fatto che non riusciamo più ad entrare liberamente come
all'inizio della mattinata.
Le moto nel frattempo
sono aumentate e gli ingressi sono "scaglionati".
Pertanto quando
riusciamo ad entrare in pista io e Ricky siamo separati dal resto del
gruppo.
Iniziamo a girare piano
in attesa di essere raggiunti ma... purtroppo, gli altri fanno
altrettanto, così che facciamo quasi tutto il turno passeggiando e
senza incontrare nessuno.
Decidiamo infine di
fermarci nella pit-lane finché non vediamo sfrecciare Dominik e Lele, e
riusciamo quindi ad accodarci e fare un paio di giri dietro di loro,
giusto in tempo per vedere la bandiera a scacchi!
Che disdetta! Un intero
turno "sprecato" per mancanza di "coordinamento"... ma ci rifaremo!!!
Fra l'altro, mentre
trotterelliamo in pista, vediamo Salvatore fermo sull'erba con la moto
spenta.
Tornati al paddock lo
vediamo arrancare a spinta... la moto si è ammutolita di colpo e non
parte più.
E' chiaro che è un
problema elettrico, ma nè noi né l'assistenza di RossoCorsa riusciamo a
trovare il problema (che poi a Milano si rivelerà essere un banalissimo
filo staccatosi all'interno del blocchetto d'avviamento).
Questo scombussola i
"piani di rientro", visto che Salvatore era venuto in moto ma qualcuno
dovrà cedergli il posto in furgone...
Dopo una "estrazione a
sorte" con tanto di bastoncini stile film, Marcus è lo sfortunato che,
sulla carta, dovrebbe rinunciare alla comodità del furgone e tornare in
moto.
Ma
tanto fa e tanto dice, a suon di faccia incazzata, attapiramento e
piagnucolio, che il sottoscritto, in un estremo "slancio" di altruismo,
decide di farsi volontariamente da parte e rinuciare alla comodità del
rientro in Ducato.
Nella cattiva sorte, se
non altro, c'è di buono che, dopo il pranzo ed un oretta di ristoro,
quando assieme ai compagni di tante avventure Fabius e Dominik
inforchiamo l'autostrada per Milano, passiamo una tal fila di auto
ferme in coda, per km e km, da non farmi rimpiangere il rientro sulle
più comode quattro ruote.
Infatti mentre il mio
sederino sarà sotto la doccia per le sei del pomeriggio, Minza, Marcus
e Salvatore arriveranno a casa soltanto a tarda sera !!!
In ogni caso un'altra
avventura è finita bene, l'entusiasmo ed il divertimento è stato a tale
livello che decidiamo, di comune accordo, e per la prima volta, di
replicare l'uscita sul circuito Toscano per fine Settembre, anche se
c'è qualcuno che addirittura vorrebbe fare anche una ulteriore
trasferta a Misano!!!
Hereticus
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