|
La Xa Equestris al Mugello, 20/09/2003
Il tradizionale report di Hereticus
Per questa inedita replica, la Decima MAS decide di organizzarsi al meglio, affidando a due furgoni Ducato Maxi affittati alla Maggiore il compito di trasportare destrieri e cavalieri riposati fino alla meta. La partenza è prevista per le 14.30-15.00 ma complici i ritardi endemici di Fabius, e la scarsa dimestichezza con il caricamento dei mezzi e l'uso delle cinghie di trasporto, riusciamo ad essere pronti per lasciare Milano soltanto alle 17.30, ed essendo Venerdì questo vuol dire rimanere inesorabilmente bloccati nel traffico in uscita dalla città per oltre un ora e mezza! Quando finalmente riusciamo ad
attraversare il casello autostradale, pur essendoci La "tensione agonistica" inizia già qui, ed i due mezzi condotti rispettivamente dal sottoscritto e dal fratello Fabius si lanciano a velocità Warp nel traffico, non disdegnando una serie di sorpassi a vicenda, staccate a ruote bloccate e curve in controsterzo degne della formula Truck americana, seminando il terrore fra le autovetture e legittimando a tutti gli effetti un ritiro permanente rotativo delle rispettive patenti di guida. Basti dire che per vincere la palma dell'ingresso dello svincolo di Barberino del Mugello superiamo un ignaro turista contemporaneamente uno a destra ed uno a sinistra, ma alla fine la traiettoria della curva "chiude" a mio favore ed il mio furgone è il primo a mettere il muso sotto il casello di arrivo: Milano-Mugello in 2.30 non è male per due mezzi pieni di moto e materiale vario. Giunti alla nostra abituale dimora "Villa Palagio", abbiamo appena il tempo di darci una rinfrescata, che sentiamo arrivare anche l'esaminando "Salvatore Mangia in arte "Terones" (il nick è scelto dallo stesso), con la sua CBR900 classe '97. Ci ha raggiunti in moto per l'avventura del Mugello, e sempre con la stessa alla fine della giornata in pista dirigerà la bussola verso il circuito di Misano dove l'aspetta un altro amico... una roccia!!! Segue l'usuale pantagruelica cena a base
di antipasti toscani, assaggi di primi, fiorentine gigantesche,
contorni, vino a fiumi, dolce, caffè ed ammazza caffè, per un volume
complessivo tale Ci congediamo barcollanti dalla tavola e, saldato il profumato conto, ci avviamo verso i nostri giacigli, la sveglia è per le sette del mattino. La Dea Bendata stavolta volta le spalle a Comin, che deve condividere la camera con Marcus, l?unico in grado di rivaleggiare con lo zio Pariset (e tutti e due con un Akrapovic Racing) per i decibel prodotti dal proprio apparato nasale. Lo Zio infatti ha una camera a sé, mentre le altre coppie Fabius/Dominik (moderati russatori) e Hereticus/Mangia (non russatori) sono ben assortite. In ogni caso Terones mi ?obbliga? a vedere tutto il concerto di Baglioni e poi la sintesi delle prove della MotoGP, tanto che quando spegniamo la televisione sono le 2:00 a.m.
Il mattino dopo siamo eccezionalmente davanti al cancello dell'autodromo alle 8:00 in punto, tanto che dobbiamo aspettare qualche minuto prima che aprano. Facciamo velocemente il check-in e quindi scarichiamo le moto e ci apprestiamo ad entrare in pista, visto che il nostro turno mattutino va dalle 9:00 alle 11:00 Approfitto della presenza di Riga Gomme in pista per cambiare le mie Supercorsa oramai morte e smontando la gomma, guardo più che altro per curiosità lo stato delle pastiglie freno. Le ho cambiate prima delle uscite del Mugello e di Monza ed il liquido in vaschetta è ancora a metà, quindi non sono preoccupato... fino a quando non le vedo... Terrore! Non sono a zero... meno! Su alcune addirittura non c'è neanche più traccia del materiale d'attrito, ne rimangono solo alcuni puntini tondi millimetrici!!! Doppio errore/orrore: non le ho controllate prima come faccio sempre, ed avevo riempito troppo la vaschetta!!! Da questo momento inizia una "Odissea" degna di un girone Dantesco, e che mi fa a tratti sentire in un incubo! Sono cosciente di non avere caricato sul furgone la cassetta degli attrezzi, dove c'erano anche le pastiglie di ricambio, me ne ero già accorto in viaggio ma era troppo tardi per tornare... tanto non era mai servita!!!
Inizio un pellegrinaggio fra i vari team presenti in paddock per cercare le 12 pastiglie che servono a mettere in efficienza il mio impianto Beringer, mentre i miei compagni della Decima iniziano ad entrare in pista. Rimbalzo da un box all'altro con una delle mie pastiglie in mano, ma nessuno sembra avere un set per le mie pinze.
Fornitomi di guida telefonica, chiamo tutte le concessionarie ed officine dei dintorni, fino a Firenze, ma sembra c he il nome Beringer sia del tutto sconosciuto da queste parti, tanto che un negozio mi risponde "ma che modello di scooter è?" (ndr Beringer fa solo pinze racing). Oramai sono alla rassegnazione, ma poi richiamo il mio "angelo custode" Bruno Cirafici (www.cirafici.it) al quale avevo già chiesto aiuto prima, e mi avverte che ha fatto delle verifiche, ed ha notato che le pastiglie per il mio impianto sono simili a quelle delle pinze Tokiko radiali del GSX-R 2003, solo più larghe di un millimetro e con un foro del perno più largo, ma lui pensa che si possono adattare. Nutrito di nuova fiducia riparto da capo con il mio pellegrinaggio, e riesco a trovare da Landi Sospensioni, presente in circuito per assistenza, 4 set di diverse mescole, ma purtroppo ne mancano ancora due (4 pastiglie) e delle mie neanche una è utilizzabile... quindi è tutto inutile.
Mi rassegno per la seconda volta, il turno del mattino è quasi finito, provo a cedere la mia iscrizione ad un ragazzo appena arrivato ma Promoracing mi nega il passaggio, perché il "regolamento" non lo prevede (no comment, a volte è meglio fare i furbi). Per gli ultimi venti minuti lo Zio mi presta la sua Aprilia RSV-R 2003 e posso così fare un po' di giri. Sia per prudenza, visto che non è la mia moto, sia per il mio stile di guida, che non si addice molto ai bicilindrici, faccio una serie di tornate sul 2.22, e mi tornano in mente i motivi per cui anni prima avevo abbandonato la RSV per il GSX-R (anche se la mia era una "base"), motore poco potente, brusco e senza il minimo allungo e pesantezza della moto sono esattamente come le ricordavo, solo la frenata delle radiali Brembo è micidiale, e la ciclistica è incollata a terra (ma forse lo sarebbe anche quella del mio gsx-r con 40 cv in meno e 30kg in più...). Rimango nella mia convinzione che per guidare questi grossi bicilindrici ed andare anche forte bisogna essere dei veri piloti ed io, ahimè, non lo sono... ma i giornalisti continuano invece ad esaltarne la facilità di guida... boh!!!
Quando danno la bandiera a scacchi restituisco la moto a Paolo ringraziandolo. Sono le 11:00 e ci sono ben quattro ore per iniziare da capo la mia ricerca. Nel frattempo giungono nuove persone e nuovi team, ed io continuo a fare la spola cercando i due set di pastiglie mancanti. E' già mezzo giorno quando arriva un ragazzo con un carrello ed un gsx-r 2003 sopra, senza oramai troppa speranza vado a chiedergli se ha un set di pastiglie di ricambio. Lui, gentilissimo, lo ha e me lo offre senza troppe remore. Ancora una volta si rafforza il mio convincimento che quando hai bisogno di aiuto sono proprio i singoli appassionati quelli pronti a darti una mano, mentre team, meccanici e mega organizzazioni iper attrezzati non hanno mai tempo (o voglia). Rimane da fare molto lavoro, adattare le pastiglie,smontare le pinze e installare il nuovo set, ed intanto i minuti scorrono veloci. Tornato alla mia moto non trovo neanche un socio della Decima pronto ad aiutarmi... sono andati tutti a rimpizzarsi al ristorante. Ovviamente non avevo "bloccato" nessuno di loro durante il nostro turno, considerato anche il costo ed il fatto che la mia stupidità non doveva certo pesare su di loro, ma mi aspettavo un minimo di collaborazione almeno nella pausa... invece niente... alla faccia della solidarietà. Seguendo pertanto il motto "chi fa da se fa per tre" torno a cercare un aiuto da parte di qualcuno per adattare le pastiglie, ma per l'ennesima volta rimbalzo. L'unico che mi mostra una certa disponibilità è Landi, che del resto mi deve vendere le Carbone Lorraine, che con le pads della Tokiko ceduti dal ragazzo fanno il full-set. Mi permette di accomodarmi nella sua officina mobile, e con morsetto e lima inizio a lavorare le 12 pastiglie.
Quando ritengo di avere fatto la parte più complicata, corro alla moto per la sostituzione. Smonto le pinze con gli attrezzi di Riga Gomme e mi accingo al cambio, ma lavoro da solo, con estrema fretta, per terra sull'asfalto al Sole sotto la canicola e sono maldestro. Nell'allargare una coppia di pistoni per inserire le nuove pastiglie un altro pistoncino fuoriesce dalla sua sede, svuotando l'olio della pinza sulle mie mani e sulle pastiglie nuove!!! Per un momento penso che questo sia proprio troppo! E dire che ho sempre cambiato io le pastiglie... ma in box e con calma è un altra cosa. Mi riprendo dallo shock e decido di perseverare, rimonto il pistoncino e completo l'opera, quindi passo al montaggio delle pinze. Dal momento che "Riga Gomme" sta ovviamente usando il suo cricchetto, gli chiedo cortesemente di stringermi i bulloni delle pinze, avvisandolo di fare attenzione a non serrarli troppo. Riga mi schernisce dicendomi che smonta e rimonta pinze tutto il giorno, e proprio davanti ai miei occhi ed a quelli di Comin che finito il lauto pranzetto viene a vedere cosa stavo combinando, mi spacca il bullone di serraggio nella sua Sede!!! Questa è la goccia che fa traboccare il vaso!!! Non so se mettergli le mani addosso, urlare o piangere! Tanto più che lui se ne lava le mani dicendo... oramai il bullone è rotto dentro, non si può fare più nulla!!!
Ma io invece ho deciso che a tutti i costi DEVO rimettere quella moto in sesto! Svito il bullone sano e sfruttando il gioco dei dischi flottanti riesco a staccare la pinza e quindi a togliere il moncherino. Un altro motociclista, che aveva assistito alla scena ed alle mie imprecazioni ha fortunatamente con se un un bullone più corto ma con lo stesso passo. Rimonto la pinza e serro DA SOLO il tutto. Finalmente l'impianto frenante è montato ma, come prevedibile, la radiale Brembo pompa completamente a vuoto. Ovviamente non avendo attrezzi né ricambi, non ho né il materiale né l'olio per effettuare uno spurgo. Nel frattempo giungono anche Marcus e Salvatore e chiedo di darmi una mano a cercare nel paddock un'anima pia. Il primo rinuncia per principio... ha la pancia troppo piena e fa fatica a muoversi sotto il sole, Salvatore invece ottiene da un meccanico se non altro un paio di chiavi, un tubetto in gomma ed una mezza vaschetta d'olio.
Mi accingo ad effettuare lo spurgo,
mancano venti minuti all'inizio del nostro turno pomeridiano
(14:00-16:00), intanto giungono dal ristorante del circuito tutti gli
altri, giusto in tempo per essere mandati a quel paese, se mi avessero
dato un minimo di aiuto invece che diverse ore di lavoro e imprecazioni
sotto il Sole probabilmente, dividendo i compiti, ci sarebbero voluti
venti minuti e con meno imprevisti. Ma mi manda in bestia anche il
fatto che oltre ad avere deliberatamente evitato di darmi il minimo
aiuto (troppa fatica) non mi portano neanche una bottiglia Ho quasi metà corsa della leva a vuoto, del tutto inusuale per una Brembo, ma regolandone la distanza alla fine frena. Provo in paddock un paio di frenate e l'impianto bene o male funziona. Inondo la pinza di sgrassante e poi la lavo con acqua per togliere l'olio finito sulle pinze, corro a bermi un Gatorade, infilo la tuta e mi porto all'ingresso pista, quasi incredulo per avercela fatta, ma con un po' di timore perché le pastiglie più piccole delle originali quando non si frena sbatacchiano facendo un dleng-dleng un poco minaccioso. Sono finalmente in pista, per ovvi motivi
ho solo voglia di girare per i fatti miei, inizio a sfrecciare sul
nastro d'asfalto stando ben attento soprattutto alla fase di frenata.
Nonostante il nervosismo, la fatica ed un freno al 70%, con il mio
razzo a protossido Suzuki mi trovo a meraviglia, ma dopo 4-5 giri mi si
paralizza letteralmente l'avambraccio destro. Non riesco più a frenare
con due dita, come faccio di solito, e faccio fatica persino ad aprire
il gas. Probabilmente è anche l'effetto della disidratazione e dello
stress, comunque faccio ancora un paio di giri prima di dovermi
fermare, non potendo più guidare. Il responso dell'AIM è comunque
incoraggiante, 2.14.78, circa un secondo meglio del Sono intenzionato a sfruttare il più possibile il tempo a disposizione, quindi mi bevo un altro Gatorade, metto la testa sotto l'acqua fredda e allento i polsini della tuta. Torno in pista con Terones al seguito, che mi chiede di fargli un po' di strada.
Iniziamo con un ritmo modesto, poi via via più veloce, i primi due giri sta davanti lui ed io l'osservo... incredibile, è un quasi esordiente ma fa traiettorie perfette, disegnate con il pennello... ma ogni tanto sbaglia l'inserimento di una marcia o una staccata e va nella sabbia, succede anche adesso e dato che lo seguo a cinque centimetri ci vado anch'io, per una serie di giri ci passiamo a vicenda. Vedo che rispetto alle altre curve prende in maniera poco decisa soprattutto l'Arrabbiata, allora per mostrargli come affrontarla un poco meglio lo infilo nella Casanova in discesa, apro brutalmente il gas alla Savelli, perché voglio essere davanti a lui nelle due curve in salita, e faccio una derapata che quella di Monza era niente in confronto, complice anche un polso che si muove a scatti... Alla fine del turno verifichiamo i tempi, abbiamo girato con un lusinghiero (per Salvatore) passo di 2.16, incredibile per un "moto-turista" alle prime armi e con un mezzo non proprio racing... vuoi vedere che Terones è un Valentino mancato??? Mi concedo pochi minuti di stop, quindi mi accingo all'ultimo ingresso in circuito, perché manca appena mezz'ora alla fine del turno. Mio fratello mi raggiunge petulante perché la sua CBR 954 "non va e non tiene la strada" e vuole farmela provare, ma in realtà è lui che vuole mettere le mani sulla mia Suzuki Allstar Corona. Ho ancora il coltello fra i denti per essermi dovuto arrangiare per tutta la mattina senza il loro aiuto, ma alla fine, impietosito e non senza timore per il mio mezzo, vista la notoria irruenza della sua guida, acconsento allo scambio. Va avanti lui ed io lo seguo, e nonostante ogni proposito di guidare con prudenza, cosa che dovrebbe essere ovvia quando si pilota un mezzo altrui, da come si butta in piega nel tentativo di staccarmi, con il gomito quasi a terra, capisco che i buoni intendimenti sono rimasti in paddock. Temo per la mia moto, ma se non altro ha gomme SC2 nuove, mentre io sul suo Fireblade ho gomme più stradali ed oramai molto vissute. Lo seguo cercando di concentrarmi sul pilotaggio della "Lama di fuoco", che si rivela essere un cavallino di razza, soprattutto più leggero ed agile del gsx-r e con una frenata eccellente, ma la posizione delle pedane è assolutamente illogica, si strisciano ad ogni curva, e forcella e mono sono irragionevolmente cedevoli per una moto sportiva. Del motore non c'è troppo da dire, ottima cavalleria, se paragonato all'Aprilia provata al mattino, ma una spanna o due dietro alla mia Suzuki. Girando su un passo che va via via scendendo iniziamo a superarci a vicenda, io lo faccio in staccata, un paio di volte alla San Donato ed un paio di volte alle Bucine, lui mi ripassa di potenza soprattutto in uscita di curva. In alcuni casi ci troviamo ad affrontare qualche esse appaiati, come già successo ad Adria, non ho ben idea dei tempi perché non guardo gli strumenti, ma alla fine decido di passare davanti e provare a staccarlo.
Ci metto tutto l'impegno che il buon senso mi permette (in ogni caso non mi fido troppo della tenuta di quelle gomme andate, che sento un poco cedevoli in uscita di curva) e cerco di seminare la mia giallona, transitando finalmente davanti sul traguardo e continuando a darci dentro, mi permetto, involontariamente, anche un monoruota sull'anteriore in staccata, grazie alla potenza esuberante delle Nissin associate ad una forcella che va troppo velocemente a pacco, ma la Fireblade ha il grandissimo pregio di non scomporsi, ed essendo leggerissima si gestisce molto bene anche in acrobazia. Mio fratello è sempre incollato al codone della sua moto, soltanto all'ultimo giro passo sul traguardo con qualche secondo di vantaggio ma è ora di mollare il gas. Il best lap registrato dai nostri due Aim è di 2.20, mio fratello scendendo dalla sua Honda e salendo sulla mia Suzuki è riuscito a limare il tempo sul giro di quasi dieci secondi. Lui attribuisce tale differenza esclusivamente alla moto. Vero è che la GSXR è sicuramente più performante del CBR, ma non c'è questa differenza. Credo che la maggior parte del suo miglioramento sia più che altro dovuto al fatto che con la mia moto si sentiva molto sicuro, nonché all'ingarellamento che, come sempre accade, fa scendere il crono giro per giro (come visto anche con Salvatore), poi il motore di Hamamatsu ha fatto il resto. E se lui alla fine salta come un grillo per avere realizzato il terzo tempo del gruppo, portandosi davanti allo Zio, Dominik, Comin e Marcus, girando con un mezzo non suo, è altrettanto vero che io, girando con la sua Honda, ho tenuto un passo di dieci secondi al giro inferiore a quello fatto da lui con il suo mezzo in molti più turni, segno che tanto scarsa questa 954 non è... Anzi devo dire che se si potesse accoppiare l'agilità dell'Honda, il motore del Suzuki e la frenata dell'Aprilia, forse si avrebbe la moto perfetta. Alla fine si tirano le somme, ed i verdetti della giornata: Aldo Flenda "Hereticus", voto 5, zero per non avere controllato i freni prima di partire e per essersi scordato gli attrezzi, 10 per non avere mai mollato, riuscendo alla fine a fare comunque bella figura con un best lap di 2.14.7 Salvatore Mangia "Terones", voto 9, per avere girato a ritmi da esperto con una moto vecchia, un abbigliamento da rider tedesco, e per essere stato il solo ad offrire almeno un minimo d'aiuto al sottoscritto. Best lap 2.16 Fabio Comin "Cavallo pazzo", voto 8, è tornato in pista dopo la grossa botta di Varano, dimostrando un gran cuore, visto che non siamo certo professionisti. Voci incontrollate attestano che ha anche strisciato la saponetta per la prima volta!!! Paolo Pariset "lo zio", voto 7, più che per le performance in pista, che comunque migliorano, anche se il bicilindrico non è la moto che fa per lui, per avermi offerto almeno di girare con la sua RSV-R al mattino. Best Lap 2.26.75 Fabio Flenda "Fabius", voto 6. Zero per essere sparito del tutto quando c'era bisogno, salvo poi ricomparire per chiedere di provare la mia moto una volta sistemata, 8 per le performance pistaiole sulla Suzuki, 4 per quelle sulla sua Honda. Domenico Frasca "Dominik", voto 4. Zero per avere abbandonato il socio a sé stesso, e secondo quanto riferito dagli altri, per avere anche affermato che non avevo bisogno di alcun aiuto, 8 per i miglioramenti in pista, arrivando con la sua pesante Kawa a girare come Fabius con L?Honda, e per essere rimasto in piedi nonostante abbia subito un tamponamento. Best-lap 2.30 Marco Naselli "Marcus", voto 2. Zero per i motivi di cui sopra, 4 perché non ha ancora deciso di aprire la manetta del suo cbr600rr. Si consiglia vivamente qualche corso di pilotaggio. Best Lap 2.40.
La giornata vissuta da
Dominik
Questa volta tutto il gruppo ha optato per prenotare due gran furgoni per il trasporto in Toscana dei nostri "destrieri" a due ruote. L’appuntamento è sotto casa di Hereticus, alla chiamata settembrina hanno risposto oltre il sottoscritto Kawadominik, Cavallo Pazzo, Fabius, Lo Zio, Salvatore (il cui nick è in fase di studio, ma Fenomeno potrebbe andar bene) (ndr poi deciso in "Terones"), Marcus e lo stesso Hereticus. Caricate le belve siamo finalmente
partiti per la ns. destinazione. ma non dopo qualche imbarazzo
generale, poiché nessuno, se non dopo un’ora di vani tentativi e
qualche parolaccia, aveva capito come funzionassero le cinghie per
tensionare le moto a bordo.
Arrivati a tarda sera a Scarperia, come al solito nella ns. dimora abituale, ovvero, il Castello del Palagio, subito senza colpo ferire abbiamo approfittato dell’ottimo ristorante toscano, e così fiumi di vino, pappardelle coi funghi, costate alla fiorentina ci hanno ben preparato l’animo per le pieghe del giorno dopo. Oltre che per la sana dormita/russata generale. Avevamo prenotato due turni, ciascuno di due ore, la mattina dalle 9 alle 11 ed il pomeriggio dalle 14 alle 16. La giornata era priva di nuvole, molto soleggiata, fresca la mattina, ma quasi rovente al pomeriggio, fortunatamente senza troppa ressa nei paddock! Tanto per iniziare Hereticus si accorgeva subito di aver consumato, probabilmente a Monza in agosto, tutte le pastiglie freni, così iniziava a sudare freddo perché vedeva sfumare con tutta probabilità la sua giornata pistaiola. Infatti il primo turno, purtroppo, lo vedeva a visiera alzata. Tutti gli altri entravano nell’arena dei combattimenti, dopo un primo giro di riscaldamento iniziavano le ostilità ed il gruppo si sfaldava come al solito secondo le singole capacità: Fabius e Lo Zio si allontanavano ingarellandosi nell’eterno scontro tra l’Apriliona che piega meglio in curva e l’Hondona che ha più gas e cavalli da vendere; Cavallo Pazzo reduce da un grave incidente a Varano, Marcus avido di sfide e di rivincite e kawadominik agguerrito più che mai, seguivano con un passo più conservativo studiandosi a vicenda senza perdersi di vista, ma uno su tutti si imponeva, la biglia impazzita del gruppo, ovvero, Salvatore "O’ Fenomeno", la rivelazione dell’anno! Con un CBR fabbricato nel 1800’ rattoppato qua e là, tuta in pelle più da harleysta che da japan-biker, guanti quasi da giardiniere e stivali da pompiere con una risata sorniona stampata sul viso sverniciava tutti raggiungendo a fine giornata lo straordinario tempone di 2 minuti e 16 secondi come best lap! Ma andiamo per gradi. Quando finalmente Hereticus metteva a posto l’impianto frenante ci raggiungeva in pista e come al solito spariva con la sua Suzukona giallo Corona, alla velocità della luce, inseguito a poche lunghezze in scia da Salvatore, che tra un "dritto" e l’altro arando le vie di fuga del circuito, riusciva a tenerne il passo. I loro tempi credo che oscillassero intorno ai due minuti e 16 insieme ai più veloci del circuito. Complimenti ad entrambi, al solito campioncino Hereticus che si dimostra ancora maestro del saliscendi più emozionante d’Italia e a Salvato'. Il mistero lo avvolge... perché è amico di tutti i piloti? Per quale misterioso motivo andava a Misano? Qual è il suo passato? Mah! Il secondo turno è sempre il migliore, vuoi perché hai già imparato le traiettorie, vuoi perché sei ancora fresco ed elastico sulle gambe e perché non c’è ancora la canicola del pomeriggio. Infatti il sottoscritto kawadominik dopo un piccolo assaggio dato a Cavallo Pazzo e Marcus nel primo turno con un best lap di 2 minuti e 31 secondi - loro rimanevano sui 2 minuti e 39. Nel secondo turno annichilivo letteralmente lo sfidante Marcus, abbassando di un bel secondo ancora il proprio best, 2 min. e 30 sec!!! Fantastico, da Luglio ad oggi miglioravo di 7/8 secondi la performance mugelliana!!! Sfida vinta, no Contest, the game is over, o forse non è mai iniziato, d’altra parte come a Monza dove lo scalpitante hondista Marcus veniva quasi doppiato: TAPIRO D’ORO perché ha fatto lo sborone ed è stato punito a dovere!!!!!!!!!!!!!! Discorso a parte per Cavallo Pazzo Comin che ha dato prova di coraggio riprendendo le ostilità dopo la brutta caduta di Varano, cercando di riprendere confidenza con la Pista del Mugello che certo non è delle più facili, mantenendo in ogni caso i suoi vecchi tempi di sempre intorno ai 2 minuti e 40 secondi. Avrà tempo per rifarsi e lasciarsi alle spalle la brutta esperienza. Lo Zio per conto mio è sempre forte, suo best lap è di 2 min. e 29 sec., anche se non migliora i suoi tempi, tant’è che Fabius non solo lo sorpassa spesso, girando in uno "zicchino" più veloce del "maestro", ma quando cambia moto con suo fratello Hereticus addirittura gira in 2 min. e 20 sec, ovvero, in uno "ziccone" più veloce!!! Tempi inusitati per il vecchio "maestro"!!! In ogni caso riuscivo a stargli dietro anch’io per qualche giro frapponendomi tra lui e Fabius e ciò che mi dava soddisfazione è che non riuscivano ne l’uno né l’altro a staccarmi, fino a quando un’altra kawa subito dopo l’arrabbiata 2 non decideva di sfondarmi la targa tamponandomi da tergo con una manovra da vero pirata. Miiiiii... mi ero già visto per terra ma fortunatamente dopo uno scodinzolio del retrotreno tenevo in piedi il mezzo! Ma ahimè perdevo il gruppetto dei veloci Fabius e Zio abbandonando il pensiero di poter competere anche con loro. Sarà per la prossima!!!
Cari mugellisti, vicini e lontani, questa mia solo per fare alcune precisazioni, secondo me non di poco conto.
Quindi la prima sessione di prove (9,00-11,00) si è così conclusa:
Menzione a parte va fatta per Comin che con indubbio spirito gagliardo e coraggio non da poco si è limitato a studiare i futuri avversari! Nella sessione pomeridiana (14,00-16,00) delle prove si sono verificati importanti eventi che ora vado ad elencare.
Concludo queste mie "brevi" precisazioni
con l'augurio di volerci tutti
Eccomi qua, appena tornato da una comoda giornatina lavorativa di sole 18 ore di servizio (anche se i miei fans diranno che è l'unica che io faccio in tutto l'anno...)! Il sottoscritto, infatti, alle sette e mezzo di domenica era a Linate per andare a prendere servizio ad Olbia, venendo informato che purtroppo il mio volo era stato cancellato! Quindi, dopo il record sulla tratta Linate-Malpensa con Ford Ka, riuscivo a prendere un altro volo, arrivando giusto in tempo in Sardegna per potere tornare a pilotare (... aerei questa volta!). Ma torniamo ai mitici membri della Xa MAS Concordo con le analisi di Kawadominik e dello Zio e devo dire che sono molto sorpreso delle prestazioni di noi tutti! Al mattino ho guidato in modo un po' troppo conservativo. Pensavo a vendere la moto senza ulteriori danni (oltre a quelli causati dall'"investimento" subito il giorno prima), inoltre la sentivo "scivolare" sul posteriore, per una gomma un po' alla frutta ed allungava un tantino la frenata, rispetto allo standard sempre buono del CBR 2002. Inoltre non volevo passare in maniera " troppo energica" Uccio, dopo che mi aveva apostrofato in malo modo l'ultima volta al Mugello, per un passatone che gli avevo dato all'Arrabbiata 1! Il risultato era che il mio best lap non scendeva sotto i 2' 29", ovvero solo un secondo e mezzo più veloce di Uccio (che ho visto fare enormi progressi) e più lento del best lap di Paolo di 2' 26".75 (ignominia ed infamia su di me!). In definitiva tre secondi più lento dl mio best lap di giugno che era di 2' 26" Giravo comunque assieme a Paolo per almeno un'ora ed un quarto e la fatica si sarebbe fatta sentire per noi "vecchietti"! Peraltro mentre cercavo di superare Uccio vedevo un altro Kawa tamponarlo davanti a me, col pilota che capitombolava rimbalzando fuori pista e sui sassi come una palla da tennis, con la moto che si sfracellava a 200 km/h (roba da cagarsi veramente!) Dopo aver assistito dopo pranzo allo sfogo giustificato di Aldus (... ma non sapevo che si trovava in difficoltà, pensando che la sua moto fosse sottoposta alle amorevoli cure del meccanico)(NdR ed io non sapevo che avevamo un meccanico), effettuavo la prima parte del turno 14:00-16:00 con le gambe di legno, senza riuscire a muovermi sulla moto. A quel punto si verificava l'evento che mi avrebbe dato le ali! Lo zio ci apostrofava (giustamente) dandoci della "banda dei lenti" dopo la performance di wonder-man Salvatore! Io gli rispondevo che avrei girato sui 2' 20" (anche perché sapevo di avere un po' di margine sulla mia performance mattutina, avendo fatto un po' di pretattica) e lui mi guardava assieme a Comin con aria di compatimento, come se fossi un pazzo farneticante, dicendomi "... cominciamo ad arrivare a 2' 25" ! Quindi il colpo di genio: perché non far provare la mia moto a mio fratello per vedere in quanto riusciva a girare? Mio fratello ci stava, offrendomi il Suzukone! Mi apprestavo a "domare" il mostro con cui non avevo confidenza e per di più nel toboga del Mugello! A quel punto i miei freni "inibitori" e le mie paure psicologiche si volatilizzavano (in fondo non ero sulla mia moto) e cominciavo a tirare con mio fratello dietro! Primo giro: 2'29".0 a gomme fredde, ma notavo una moto stabilissima in piega ed in frenata (forse merito della lunghezza dell'interasse e dell'avancorsa, della forcella o dei Pirelli Supercorsa nuovi di pacca), molto di più del mio CBR (che è più nervoso e maneggevole). A quel punto mi era sparita tutta la fatica ed ho iniziato ad osare sempre di più, seguito dal fratellone: 2' 26", 2' 23", 2' 20" !!!!Eravamo ingarellati veramente e con le moto altrui! Io mi vedevo piegare a dx ed a sx,
strisciando tutto lo strisciabile fino a quasi il gomito,
piegando come un matto e dando sempre più gas. Ci
superavamo due tre volte a vicenda (caro Paolo, la distanza tra me ed
Aldo non è mai stata più di un metro, alternandoci a condurre il
gruppo diverse volte reciprocamente ed anche lui ha fatto il mio stesso
identico tempo: 2' 20"), e capivo che avrei potuto osare, conoscendo la
moto, molto di più: probabilmente scendendo di altri 2-3
secondi! Non pensavo che il Suzuki fosse così bello da guidare e
che figata il display con la marcia inserita: mi ha aiutato
tantissimo! Aldo tirava la staccata della S. Donato ma non
riusciva a passarmi, ci provava alle Bucine ma io lo risuperavo in
rettilineo, alla fine passava davanti (avremmo superato in questa
manche decine di moto...) e si voltava indietro solo per vedermi
esattamente dietro di lui! A questo punto ne avevamo
abbastanza ed uscivamo, essendo un po' "cagati" reciprocamente, per
vedere i nostri gioielli spremuti da mani altrui! Devo comunque
fare i seguenti complimenti: Complimenti a Salvatore "Stupor Mundi" per il suo 2' 16" (non è che correvi nel motomondiale?) Bravissimo Uccio, ha migliorato tantissimo, vincendo a mani basse la sfida con Marcus (NO CONTEST, NO MATCH!), sei quasi nella "serie A" della Xa MAS (Paolo è la "Borderline")! Complimenti ad Hereticus per il suo 2' 14", come sempre, ed anche per aver metabolizzato la frustrazione di vedersi solo senza moto e senza compagni (ed un grazie per avermi dato la Suzuki facendomi capire che posso farcela a prenderti!). Complimenti a Marcus per avere "incassato il colpo" da Dominik senza cercare scuse. Ed un bravo anche a Cavallo Pazzo, che forse ha avuto più coraggio di tutti noi tornando in pista dopo l'incidente, riuscendo anche a sfiorare la saponetta (... forse per sbaglio!) sull'asfalto di Scarperia! Infine mi complimento con me stesso, perché non avrei mai creduto di guidare la moto di mio fratello come ho fatto, soprattutto dopo la legnosità che avevo nelle gambe! Ho ancora nella testa la stupenda sensazione di potenza e velocità di quel turno davanti a mio fratello: Hereticus aspettami... sto arrivando!
Causa il grande divertimento del 30/06/03 e l'allora purtroppo assenza di due padri fondatori della Xa (Comin e Pariset, causa le note rotture di spalla a Varano per il primo e della moto durante un tentato furto per il secondo) rieccoci in quel di Mugello. Questa volta tutti optiamo per il noleggio di 2 Ducatoni maxi, con briefing venerdì alle ore 14:30 a casa di Hereticus, per ritiro furgoni e caricamento moto. Purtroppo il Fabius non ha perso le antiche abitudini ritardatarie, dimostrando una minore velocità nel recarsi agli appuntamenti di quanta ne dimostri in pista. Arrivava così con un'oretta di ritardo e verso le 16:00 andavamo a prendere i furgoni. A questo punto si potevano caricare i mezzi (agevolati da uno splendido scivolo procurato dal sottoscritto ai danni di un vicino di casa a Stresa). Qui iniziava una tragicomica pantomima sul montaggio e l'utilizzo delle cinghie a cricchetto acquistate da tutti gli altri membri della Xa che si protraeva per un'altra oretta. Caricati i furgoni, condotti dai Flenda, ci addentravamo nel traffico del venerdì sera per giungere con varie ore di ritardo all'ingresso in autostrada. Un po' di ritardo veniva recuperato
dall'ingarellamento autostradale che i soliti Flenda ingaggiavano con i
Ducatoni Turbo, seminando il panico tra gli sventurati automobilisti
presenti in quel momento nel tratto appenninico dell'A1. Questa volta la sventura di dormire con me toccava al rientrante Comin, che purtroppo si dimostrava meno remissivo del Minza, svegliandomi ogni volta che russavo col risultato di passare entrambi la notte in bianco. Il cantar del gallo del suo telefonino ci svegliava alle 7:00, e, attesa una laboriosa e contrastata ca**ta di Dominik poco dopo le 8:00 eravamo in autodromo. Scaricate le moto Hereticus decideva di cambiare le gomme al suo mostro Lavilla replica e qui accadeva l'indimenticabile tragedia. Lui, il pilota + professionale tra gli amatori, colui che passa il tempo libero a pulire, modificare e regolare l'amata Suzuki, si accorgeva di essere con le pastiglie del freno completamente esaurite, passando la mattinata a cercare di rimediare a tale colpevole trascuratezza (io che non ci capisco un c.... di queste moto, prima di andare in pista controllo solo acqua, olio, pressione gomme, lubrificazione catena e per l'appunto, pastiglie freno ant..). La mattina, perdendo subito di vista dopo il giro di riscaldamento la maggior parte del gruppo, tentavo di seguire Dominik, che però dopo qualche giro se ne andava (2'30). Rimanevo così a girare col rientrante e quindi prudente Comin, ci ingarellavamo in vari sorpassi con un best di 2'37 (non 2'40). Rincoglioniti dal caldo e dalla stanchezza andavamo a mangiare, lasciando Hereticus (non da solo ma circondato da tecnici vari) (ndr probabilmente si riferisce ai curiosi che stavano intorno a me a guardare?) alle prese col suo freno. Al ritorno, su sua richiesta, andavo ad elemosinare con Comin presso vari team lo spurgo del suo freno, ricevendo risposte seccate, che avevano da fare sulle loro moto e non avevano tempo (alla Yamaha addirittura ci hanno chiuso letteralmente la saracinesca in testa, Comin testimone!). Al pomeriggio si rientrava in pista tutti, avendo Hereticus risolto i suoi problemi grazie anche a Salvatore, stranamente con vari addentellati in ogni pista, dopo averci mandati affan'.... per la scarsa solidarietà (problemi tecnici certamente non avrei potuto risolvergliene, ma effettivamente avremmo dovuto, andando al bar, chiedergli se voleva un panino o qualcosa da bere). Dei più veloci non so dire, un paio di volte mi ha passato Salvatore a velocità fotonica. Sceso in pista dietro a Dominik e Comin, l'ho subito passato mettendomi tranquillamente in scia a Dominik con abbondante margine per passare anche lui finché è rientrato ai box ed io mi sono messo all'inseguimento di un altro alla mia portata. Mi sembrava di andare un po' meglio che la mattina, probabilmente sarò stato sui 2:35 (prossima stagione non cambierò certamente moto ma mi munirò di AIM). Il fatto che stessi facilmente dietro a Dominik purtroppo non era però dovuto ad un mio repentino progresso ma al fatto che lui, dopo essere stato tamponato ed essersi preso una bella strizza, andava con molta cautela, molto più lento che nei turni precedenti. Effettivamente ogni volta che andiamo in pista raggiungo le sue prestazioni precedenti, ma lui migliora parecchio ogni volta ed io rimango sempre dietro a distanza di vari secondi (nota positiva: miglioriamo entrambi, quindi anche io). Caricate le moto, partiti, arrivato a casa sono andato a letto alle 22:30 con tutti i muscoli indolenziti, ma con la voglia di tornare presto in pista! Saluti a tutti e magari arrivederci a Monza il 2 ottobre.
|