1a Mugelliade 2006  



In generale non è una buona idea, per noi poveri “dilettanti delle due ruote”, affrontare una pista veloce e tecnica come il Mugello alla prima uscita dell’anno e dopo la lunga pausa invernale. Ed anche il nostro gruppo in passato preferiva togliersi le ragnatele in piste meno impegnative, come Adria, o magari meno stancanti e meno tecniche, come Monza.

Ma il 2006 parte tardi ed in sordina e, per una molteplicità di ragioni, con poco entusiasmo.

Le defezioni nelle fila della “Legio Decima Equestris” hanno minato il morale del gruppo, e la lista dei desaparacidos si allunga sempre di più: Rennyboy, Comin, Dominik, Marcus non animano più il gruppo.

Altri Padri Fondatori, come Lo Zio, latitano, il top rider Black Magic ormai è impegnato solo a scrivere mail, Revenge è assente da tempo immemore, Franz è poco presente e così via, e certo non può sostituire tutti l’unico nuovo ingresso dell’anno scorso: Mazzuk. Insomma la Decima Legione è… decimata!!!

E così un ristretto ed eroico manipolo di cavalieri, Hereticus, Fabius, Terones, Minza e Mazzuk decide di rompere gli indugi, e buttando il cuore oltre l’ostacolo, affrontare un mare di triboli e combattendo sconfiggerli (fatta eccezione per il Minza che opta per una due giorni Misano/Mugello).

Se non altro la logistica organizzativa appare più semplice e perfettamente a punto, quindi ci accingiamo carrello-dotati a partire da Milano senza troppi intoppi.

C’è da dire che fra le file della Decima covano alcune “serpi”, che non partecipando alla trasferta, invocano le Forze del Male con una serie di riti propiziatori e satanici per scatenare l’Inferno (atmosferico) su tutta l’Italia. In particolare è il “campione piacentino”, al secolo Cristiano Guglielmetti, che si prodiga con tanto di tamburi rullanti e danza della pioggia, per invocare un secondo diluvio universale.

E’ quindi sotto un celo plumbeo e nubi cariche di pioggia che i nostri eroi, sprezzanti del pericolo, fanno rotta (vista l’acqua il termine è corretto) verso il tradizionale “rifugio” in Scarperia: Castel Palagio.

Come sopra accennato il compatto manipolo è composto da membri avvezzi alle difficoltà della più bella pista nazionale, tranne Aldo Mazzucco “Mazzuk” che immaginiamo avere passato diverse notti insonni prima dell’evento, studiando su internet il circuito, i resoconti delle trasferte precedenti, i consigli di guida e quant’altro (tutte cose che chiaramente poi risultano inutili), con una certa quota di fiducia data dal positivo esordio, dell’anno precedente, sul difficile (ma più lento) circuito del Santerno.

Ma veniamo alle “attese” (spesso dis-attese) che animano come sempre i nostri eroi alla vigilia di ogni trasferta...



Hereticus, MV Agusta F4-1000S1+1 2005

Il 2005 è stato un anno duro per il Presidente e leader carismatico della Decima. Il passaggio al capolavoro di Tamburini è stato condito con una lunga serie di grattacapi tecnici della moto o estranei alla stessa, che hanno compromesso in buona parte i risultati dell’anno precedente. Tutto ciò ha reso ancora più difficile trovare un buon feeling con la tecnica cavalcatura italica, che già di suo regala alle avversarie giapponesi molti chili di differenza (forse troppi) ed una manciata di cavalli in meno. Per la prima volta nel 2005 il Re della Decima ha dovuto abdicare, prima a Monza, nei confronti di Black Magic (sia pure di pochissimo), evento ritualizzato con il “passaggio della cravatta” dell’autodromo, e poi al Mugello, nei confronti di Sasà Terones, che otteneva lì il primato proprio sull’ex cavalcatura di Hereticus, la cattivissima ZX10R. Solo ad Imola l’onore (ed il best lap) non sono stati scalfiti dai sempre più agguerriti avversari interni. Le attese sono pertanto svariate. C’è la voglia di riscatto, ma anche la speranza che il 2006 possa essere un’annata senza problemi e, soprattutto, la conferma dello stoico tentativo di difendere non soltanto il proprio onore ma anche quello della moto italica, ormai abbandonata quasi da tutti. La voglia di dimostrare alla “faccia di tutti” che con una buona dote di polso, si può stare davanti anche con un mezzo bellissimo ma tecnicamente non all’avanguardia. Ci riuscirò???
 

Fabius, Kawasaki ZX10R-2006

Anche Fabius ha i suoi bei problemi da risolvere, venendo da un 2005 disastroso, dove è stato poco partecipe e nel corso del quale il suo affiatamento con la Yamaha R1 è andato in netto peggioramento, tanto da farlo decisamente staccare dal gruppetto di testa della Decima, facendo “gridare” a molte Cassandre, foriere di sventura, che ormai il “viale del tramonto” era stato imboccato. E’ per questo che, con voglia di riscatto, nel 2006 Fabius decide di cambiare tutto, o meglio di affidarsi ad una nuovissima cavalcatura, tornando in sella alla Kawasaki che l’aveva tradito, con il suo carattere scorbutico, qualche volta di troppo nel 2004, disarcionandolo ripetutamente, ma con la quale almeno i tempi sul giro erano stati sempre interessanti. La nuova ZX10R è nota per essere stata addolcita nel carattere, ma anche per avere comunque una potenza devastante ed un carattere pistaiolo indomito. Riuscirà ad essere l’arma del riscatto???



Terones, Kawasaki ZX10R-2004

Sasà Mangia “Terones” affronta invece la stagione con il morale alto, anzi altissimo. Il 2005 è stato l’anno della sua “consacrazione” fra i top driver della Decima, e proprio sul circuito del Mugello ha scalato la classifica mettendo tutti dietro. E’ stato velocissimo su tutti i circuiti ed ha ben figurato anche nel campionato dilettanti della PowerUp, guidando la sua Ninja affilata come una lama. Si presenta pertanto per “confermarsi” e senza alcuna voglia di farsi impensierire da nessuno, sicuro (forse troppo) di poter bissare i successi dell’anno precedente, dove solo a Monza è apparso in difficoltà.



Minza, Suzuki gsxr-1000 2004

Marco Quilici “Minza” (l’origine del nickname è sconosciuta), ex miglior debuttante della Decima (nel 2002), eterna promessa del gruppo, ha affrontato un 2005 di altissimo livello. Anche lui, come Terones, è stato impegnato sia nelle trasferte italiche sia nel campionato internazionale della PowerUP. Tanta esperienza, miglioramenti continui e una gran moto ormai perfettamente equipaggiata a livello “racing” per essere sempre con i migliori… però… però manca la ciliegina sulla torta! Infatti alla resa dei conti su nessuno dei circuiti frequentati con la Decima riesce a strappare il best lap del gruppo! Ecco cos’ha quindi in mente per quest’anno, riuscire ad essere finalmente non uno dei migliori ma IL MIGLIORE. Il che vuol dire, nell’occasione, strappare lo scettro a Terones. E’ forse per questo che non si accontenta di iniziare la stagione assieme agli altri al Mugello ma, con mossa a sorpresa, fa precedere la trasferta da una intensa giornata di preparazione ed allenamento a Misano. E’ quindi l’unico che entrerà in pista già senza le “ragnatele” dell’inverno.



Mazzuk-Mazgul, Kawasaki zx10r 2005

L’ultimo arrivato della Legione ha dimostrato nell’anno passato di avere la stoffa per ben figurare. Impegnato nella sua opera di apprendimento, è balzato agli onori della cronaca per la sua tenuta alla distanza, e nell’affrontare circuiti a lui sconosciuti sceglie prudentemente un’andatura da Endurance più che la ricerca spasmodica del tempo sul giro. Nel corso della trasferta Imolese rimaneva a girare tanto più a lungo degli altri che tutti, non vendendolo rientrare in paddock per lungo tempo, pensavano fosse scivolato da qualche parte! Ma l’unica pista con la quale ha veramente dimestichezza è Monza, il Tempio della Velocità. E Monza, come noto, è un circuito che richiede grandi doti di coraggio (per non usare altri termini) ma ha due controaltari, non è impegnativa fisicamente e non prepara a dovere a circuiti molto più tecnici. Forse con troppo ottimismo, derivante dall’esordio tutto sommato positivo ad Imola, si prepara mentalmente al Mugello. Ma purtroppo ci sono sostanziali differenze! Innanzitutto Imola era stata affrontata a fine stagione e non all’inizio. In secondo luogo le difficoltà dei due circuiti sono diverse e quindi non immediatamente confrontabili. Il Mugello è un circuito molto tecnico ma anche veloce, mentre Imola è difficile ma tendenzialmente piuttosto lenta. Per l’occasione Mazzuk sfoggia la carenatura racing della ZX10R con tanto di tabella portanumero. Riuscirà ad avvantaggiarsi dei chili in meno derivanti dall’avere asportato il grosso e pesante gruppo ottico anteriore? Vedremo, ma per il momento un primo obiettivo lo ottiene. Essendo tutto “scuro” il suo nick viene di diritto modificato in Mazgul…


Ma riprendiamo la “mera cronaca” dell’episodio direttamente dall’arrivo in pista, tralasciando il prologo al Palagio e “sorvolando” sulla crisi testosteronica di Sasà Terones e sul suo vano tentativo di cercare “compagnia” femminile in tarda ora nelle desolate lande Mugelliane, tentativo che otteneva come unico risultato quello di sottrarre preziose ore di sonno e riposo prima dello sforzo sportivo del giorno successivo (vedi poi report di Fabius).



10 Aprile 2006

Ore 08:00 am La sveglia trilla nella cameretta di Minza ed Hereticus, che in preda alla trance adrenalinica che accompagna ogni trasferta sono in piedi in pochi minuti, solo per constatare che la giornata promette male, con un cielo completamente coperto… Possibile che Guglielmetti, “iettatore” del gruppo, sia al lavoro già così presto??? Ovviamente decidiamo di presentarci in pista prima possibile, per sfruttare il circuito finché è asciutto ma… come al solito, a nulla valgono i nostri sforzi, ed in particolare nulla può scuotere dal sonno i due “dormienti” del gruppo Fabius e Terones, ed infatti mentre i turni in circuito iniziano alle 9:00 noi non riusciremo a varcare i cancelli del Mugello prima delle dieci…

Ore 10:00 am Il gruppo entra trionfalmente in circuito e si appresta a svolgere le solite adempienze burocratiche. E proprio in quel momento gli Dei ci sono propizi, il cielo comincia ad aprirsi, il Sole filtra fra la spessa coltre di nubi prima timidamente, poi imperiosamente ed una Colomba che avevamo lanciato torna con un tubo freni in treccia metallica nel becco…

Quasi stupiti da una sorte così benevola, in aperta contraddizione sia con le previsioni sia con gli sforzi e le danze della pioggia del campione piacentino rimasto a casa, ne approfittiamo per… prendercela ancora più comoda! Del resto abbiamo fortunatamente optato per la “giornata intera” e tutto sommato non c’è motivo di affannarsi. Intanto in paddock incontriamo un vecchio affiliato della Decima, il “Luchino”, che adesso calca i circuiti con una Yamaha R6, e due amici del gruppo Aprilia con i quali avevamo concordato la trasferta, “RSVSteve” e “Bussola”.

Finalmente si accendono i motori ed è l’ora di mettersi alla prova. E per il sottoscritto anche quella di mettere alla prova l’unica seria modifica apportata alla MV Agusta, il montaggio di una bellissima coppia di pinze radiali Discacciati, che però fin dalla installazione sembrano non volerne sapere di spurgarsi a dovere.

Scendiamo in campo in fila indiana, ed il Minza attrezza la sua GSXR montando in maniera artigianale, ma efficace, un camcorder sul serbatoio della sua cavalcatura.

Come spesso avviene i miei furbi soci mi lasciano l’onere iniziale di fare l’andatura e di disegnare le traiettorie, pronti a studiarmi per poi infilarmi appena possibile. Si parte con doverosa circospezione, sia per la ruggine accumulata, sia per la consapevolezza, non avendo cambiato le gomme dall’anno prima (già sfruttate ad Imola ed in strada), di avere maggiori necessità del solito di portare tutto in temperatura (fisico e pneumatici).

Come mi capita praticamente sempre quando, dopo una lunga pausa, affronto per la prima volta nell’anno un circuito, mi sento legato, in difficoltà e tutto sembra più difficile di quanto ricordavo. Non c’è scioltezza nei movimenti, manca agilità, bisogna riparametrare tutto, movimenti, traiettorie, punti di frenata ecc…

Il nostro primo turno dura abbastanza poco e senza grosse sorprese. La moto funziona a dovere, sicuramente meglio del pilota, fatta eccezione per la corsa della pompa freno che molla ampiamente (ma conservando comunque quel minimo di corsa che permette di frenare efficacemente, anche se con la leva praticamente a contatto con il semimanubrio) e per il braccetto reggicupolino sinistro che mi si stacca, evidentemente avvitato male e frettolosamente (tant’è il cupolino starà su senza problemi per tutto il giorno).

Dopo una breve pausa per rifiatare torniamo tutti dentro, cercando sta volta di fare le cose un pochino meglio. Io mi metto (o mi mettono) sempre davanti a tutti e provo, con una certa difficoltà, a “spingere”. Per due/tre giri riesco a contenere gli assalti all’arma bianca di Terones e Minza, ma poi Sasà in uno dei punti a me più ostici, la curva in discesa meglio nota come Casanova, rompe gli indugi e mi attacca all’interno. In uscita sulla Savelli tento il contrattacco, ma lui è all’interno per l’ingresso nella successiva Arrabbiata1 e devo desistere dal mio timido tentativo. Inizio a seguirlo, ma vedo che lentamente prende margine, soprattutto quando capita di passare un gruppetto di moto più lente, frangente nel quale io sono sempre piuttosto prudente e lui meno. Dopo un paio di curve mi infila anche il Minza, e provo pertanto a seguire lui. Lo osservo nelle esse che seguono la San Donato mentre piegatissimo pennella le traiettorie e riesce ad uscire più stretto di me, aprendo il gas prima. Capisco che non posso tenere il suo ritmo e li vedo allontanare piano piano, e non posso neanche dare la colpa solo alla leva del freno che molla. In quel momento io sono già al mio limite. Quando finito il turno torno in paddock consulto il responso di sua Maestà il Crono dell’MXL che attesta un 2.12 alto. Meglio che niente, almeno sono sui tempi dell’anno precedente. Ma una volta arrivati anche Minza e Terones mi fanno “pesare” i rispettivi tempi, oscillanti fra il 2.10-2.11 (best 2.09.7 per il Minza)

In quel momento della giornata sono convinto di non poter fare di meglio… magari con gomme nuove, ma non oggi sicuramente! Passo l’attesa fra un ingresso e l’altro nello spasmodico ed infruttuoso tentativo di spurgare alla perfezione l’impianto Discacciati, ma sembra che dalla pinza sinistra continui ad uscire aria e sporgo… forse residui di lavorazione rimasti all’interno della pinza nuova. Nonostante l’aiuto del Minza non si verrà a capo del problema (anzi finiremo la boccetta d’olio freni molto prima), e quindi mi rassegno ad utilizzare la moto frenando un po’ alla “Valentino”, vale a dire con tutta la mano (mentre di solito io sono solito usare solo un paio di dita). Per fortuna, come detto in precedenza, anche se a fondo corsa, ma comunque l’impianto continua a frenare forte.

Al successivo rientro in pista si accoda al nostro gruppo anche RSVSteve e Bussola e tentiamo di formare un gruppone unico. Le cose iniziano a girare un po’ meglio, i muscoli si sono sciolti e le difficoltà del circuito sembrano un po’ meno ostiche. Come al solito tiro la volata e ben presto Terones inizia ad inzigarmi facendo capolino in staccata. Dopo un po’ perdiamo il Minza senza sapere perché. Anche gli altri del gruppo sono rimasti molto indietro. Solo io e Terones continiamo il nostro match-racing. Intanto vedo alla fine della discesa della Casanova Savelli una Aprilia RSV piuttosto malconcia ferma nella ghiaia. Mi sembra quella di Steve ma non ne sono sicuro. Dopo un po’… ecco l’attacco di Terones, proprio lì come al turno prima alla Casanova, ma stavolta sono meglio preparato e più agguerrito. Esco più interno alla Savelli, spalanco il gas prima e gli chiudo la porta in faccia buttandomi in arrabbiata. Finirà il turno, per la prima volta nella giornata, dietro di me.

Una volta fuori faccio un rapido check. Il tempo è sceso, ma neanche di tanto. 2.12 basso. Vado a vedere cosa è successo a Steve e lì vengo a sapere che in realtà era Bussola ad essere ruzzolato, e neanche per colpa sua, ma “abbattuto” da uno che guidava una Kawasaki verde (non si scoprirà chi è stato neanche guardando le immagini del circuito) che non si è neanche presentato per scusarsi in paddock. Con mio grande disappunto vedo che anche il Minza è scivolato… o meglio, ha fatto un innocente lungo nella sabbia appoggiandosi poi a moto già ferma sulla spalla destra. Nessun danno visibile per la moto, né per il pilota. Soprattutto mi dispiace perché così ci ha “perso” e non rimarrà nella cronaca video della giornata (il camcorder era sempre presente sulla sua moto) il mio contrattacco riuscito con Terones.

Intanto si è fatta ora di pranzo, e andiamo al self-service dell’autodromo. Fabius è piuttosto attapirato, non ha ancora raggiunto un passo sufficientemente veloce con la nuova ZX10R e soprattutto non è mai stato in grado di rimanere attaccato alla “triade” veloce del gruppo, come forse si proponeva, neanche nei giri iniziali. Mazzuk sembra piuttosto provato dalle difficoltà della pista che, affrontata così “a freddo”, l’ha quasi disorientato. Tant’è che rinuncia a priori a montare il trasponder. Inutile preoccuparsi dei tempi quando c’è ancora così tanto da imparare… Minza è di buon umore. Ha la Pole della giornata, e neanche l’innocua scivolata può intaccargli il morale. Terones è allegro come sempre, ma non si è ancora ripetuto sui tempi passati ed è stato “sverniciato” dal Minza e questo gli rode…

Dopo il veloce pasto ed una breve siesta, torniamo in pista per un turno in “scioltezza” dove giriamo tutti in gruppo con una certa calma, appesantiti dalla digestione in corso. Quindi usciamo abbastanza presto per concedere al fisico ed alla pancia un po’ più di tempo. Proprio in quel momento, e visto il Sole che ci ha baciato fino allora, decido di cambiare la visiera trasparente del casco (preparata immaginando un tempo pessimo) con quella scura. Ovviamente da lì a pochi minuti il tempo cambia e il cielo inizia a ricoprirsi nuovamente di nuvole, ma tutto sommato poco minacciose.

Rabbocco di benzina e si torna in pista con buoni propositi. Le gomme ormai prossime alla fine dopo due giorni di circuito (di cui uno l’anno precedente) e diversi chilometri di strada accumulati, la stanchezza che può venir fuori di colpo, le nuvole che iniziano ad addensarsi… Insomma ci promettiamo di girare con passo allegro ma “senza rischi”…

Stavolta lascio che siano le due lepri a farmi da apripista, e mi posiziono quindi a metà gruppo, dopo Minza e Terones e prima di Fabius e Mazgul.

Un giro per scaldare le gomme e poi via, tutti che si lanciano a velocità warp sul rettilineo. Ancora una volta studio le traiettorie dei due top rider, ma stavolta non fatico a stare dietro. Anzi dopo pochissimo Terones attacca il Minza e passa, ed io mi incollo dietro di lui… mica voglio farlo andare in solitario!!! Giro successivo, gli fiato sul collo alle Bucine, ed in uscita di curva do il gas con due mani prima di lui. La mia MV perde qualcosina in potenza rispetto alla ZX10R, ma nulla che non si possa compensare aprendo prima! Piano piano lo sfilo sul rettilineo poco prima dello scollinamento (nel frattempo una Kawasaki del team PSG-1 ci svernicia entrambi) e rimango davanti alla staccata della San Donato, pur stando largo (mi aspettavo un suo immediato contrattacco in frenata). Sono deciso a rendergli la vita difficile ancora più dell’ultimo turno del mattino.

Sulla San Donato lascio correre veloce la verso il cordolo. L’F4 “rimbalza” rigida sulla sconnessione che è presente in traettoria interna, poco prima del punto di corda. E’ abbastanza stupefacente di come certe irregolarità dell’asfalto siano pressoché inavvertibili quando si gira con passo normale, mentre si notano quando i tempi iniziano a diventare interessanti. Provo solo a immaginare quanto possano scomporre la ciclistica delle moto di chi va forte per davvero!

Sacrifico l’uscita tenendomi stretto per poter affrontare bene la Luco. All’ingresso della stessa arrivo con poca spinta, anche perché il tratto dalla San Donato è in salita, e dato che la faccio in terza perché la seconda mi risulta troppo corta e difficile da gestire, sono sotto coppia, ma questo mi permette di affrontare tutto il pezzo fino all’uscita della Poggio Secco senza dovermi preoccupare del cambio. Faccio la mia solita traiettoria, molto simile a quella del Minza, che sacrifica la prima curva per poi aprire vantaggiosamente il gas all’uscita della Poggio Secco, in queste uscite provo a raddrizzare la moto come vedo fare ai veri piloti per accelerare senza grossi rischi di perdite di aderenza. Il tempo di inserire la quarta e subito si deve scalare di nuovo e attaccarsi senza grossa foga ai freni per la seconda esse, la Materassi/Borgo San Lorenzo che, almeno al mio passo, non mi sembra troppo dissimile dalla precedente.

Qui si scatenano nuovamente i cavalli della moto fino all’inizio del diabolico tratto in discesa della Casanova, rimango in quarta, tanto nel pezzo in discesa la moto acquisterà giri, e freno cercando di controllarmi e soprattutto di evitare, come al solito, di entrare troppo piano. Ci riesco solo in parte, un colpo di gas prima della Savelli che affronto facendo allargare la moto fino a quasi il cordolo esterno, quindi altra breve accelerazione portandomi tutto a sinistra per poi fiondarmi in salita verso l’Arrabbiata1.

Appena puntato il cordolo e sempre in piega apro tutta la manetta, tanto in quarta marcia e giù di giri non ci sono grossi problemi di tenuta, chiudo il gas raddrizzando un attimo la moto giusto il tempo per cercare alla cieca di mirare il cordolo interno della Arrabbiata2, quindi di nuovo in piega a gas spalancato con la forza centrifuga che ti porta inevitabilmente sul cordolo esterno. Breve accelerazione e di nuovo frenata e terza marcia per affrontare dopo la discesina la curva Scarperia e la successiva Palagio. Anche qui il mono della moto “pompa” su una asperità che è quasi impossibile evitare.

 

Tiro la marcia senza esagerare, appoggio la quarta, quindi riscalo rapidamente in terza frenando con dolcezza fin dentro la lunga curva a 180° del Correntaio, dove mi sembra sempre di essere troppo lento e poco piegato. Seguo il cordolo più del normale per poter stare tutto a destra nel successivo rettilineo e per poter affrontare nel migliore dei modi la decisiva chicane delle Biondetti anticipando, molto prima del dovuto, l’inserimento della quarta marcia. Piega a sinistra, tutto gas, piega a destra in piena accelerazione, mono che rimbalza sull'ennesima asperità del circuito, con la quarta che entra in coppia giusto quando inizio a raddrizzare il mezzo.

Mi lancio verso la staccata delle Bucine dove freno ed mi inserisco sempre troppo lento e troppo stretto, faccio in piega a mezzo metro dal cordolo tutto il curvone con “il gas in mano” cercando di vedere prima possibile il punto di fuga, per poter iniziare a raddrizzare e dare tutto gas con il solito dubbio se utilizzare la terza ed uscire forte cambiando subito, o la quarta riuscendo a fare scorrere la moto con più tranquillità ma perdendo qualcosa in accelerazione.

Mi lancio sul cordolo esterno del rettilineo e cerco di farmi più piccolo possibile sotto il cupolino, mentre già guardo avanti lo scollinamento e l’uscita box a destra, dove abitualmente mi porto per poi impostare la piega a sinistra che porta in discesa fino al cartello dei 200mt. Appena scollino, in sesta e sempre a gas spalancato, il TRRRRRRRR del limitatore mi avverte che la moto ha raggiunto il numero massimo di giri previsto. Ho lasciato la corona usata a Imola, che ha un dente più dell’originale, ma per il lunghissimo rettilineo del Mugello non va bene. Freno poco prima del cartello dei duecento con un po’ di apprensione per la corsa lunga della leva, ma è tutto Ok, e tenendomi sempre un po’ largo in attesa dell’attacco di Terones che non arriva.

Anzi curvando nuovamente sulla San Donato lo vedo piuttosto indietro e quindi mi appresto a ripetere il giro successivo, che scorre veloce come il precedente. Sono molto concentrato nella guida, e quando questo mi accade mi accorgo poco del traffico, che in ogni caso sicuramente non incrocio né in un giro né nel successivo in punti che mi penalizzano. Cerco nuovamente di guidare come meglio posso, e quando sto per terminare il giro vedo dietro di me Sasà ormai lontano.

Mi butto quindi in piega alle Bucine e nel lungo rettilineo successivo mi prendo il lusso di attendere l’apparizione del tempo sul giro senza dovermi guardare le spalle. L’MXL lampeggia felice con l’indicazione 2.09.53 e la scritta BEST LAP sotto!!! Gioia e soddisfazione! A intuito non mi sembrava di essere stato così efficace. Decido comunque di mollare. Aspetto l’arrivo di Terones e quindi rientriamo in paddock. Qui la seconda sorpresa! Analizzando il cronologico il giro precedente è stato chiuso in 2.09.56… Un passo “terrificante” per il nostro livello, con soli tre centesimi di differenza fra i due giri !!! Ed anche una spiegazione piuttosto efficace del perché Terones, che non riesce nel turno a scendere sotto il 2.10, sia rimasto via via sempre più indietro!



Best lap Hereticus


Grande soddisfazione e strette di mano alla fine del turno per il “ritorno” di Hereticus alla guida del gruppo con un “tempone” che né Sasà né il Minza riusciranno a replicare.

Con la Pole in tasca decido di finire la giornata in maniera rilassante (stavolta veramente). C'è da dire che se girare in pista è di per se eccitante, migliorare e rosicchiare secondi al crono da una motivazione ed un appagamento ancora maggiore! Che poi non sono affatto importanti i tempi in assoluto. Che si giri in 2:30, 2:10; 2:00 o meno è del tutto indifferente. Quello che da maggior gioia è continuare a migliorarsi di volta in volta! E riuscire poi anche a stare davanti agli amici e per di più con una moto italiana, esteticamente affascinante quanto vuoi, ma tecnicamente non all'avanguardia in quanto a prestazioni, rende il tutto veramente speciale!!!

Così mentre Mazgul, un po' sotto-tono, decide di saltare l'ennesimo ingresso in pista, io cedo alle pressanti richieste di mio fratello che vuole assolutamente provare la mia F4. Come da sua abitudine sapendo che è più avvezzo a “rischiare” le moto altrui, non senza averlo redarguito sulle ferree regole di condotta da tenere (che ovviamente saranno disattese) e avere sottolineato (esagerando inutilmente nel vano tentativo di incutergli un pizzico di prudenza) lo stato ormai precario di gomme e freni.

Dal canto mio mi posiziono con curiosità sulla sua nuova Kawasaki ZX10R 2006 per verificare se l'indole corsaiola della vecchia '04 è rimasta intatta. Il turno inizia “tranquillo” con tutti in fila ed un passo prudente, ma dopo pochi giri Fabius e Terones tentano la fuga. Memore di quanto successo in passato, alla staccata della San Donato mi riporto subito davanti a tutti e due. Preferisco imporre io il passo.

La ZX10R è sempre una grandissima moto. Ho letto da qualche parte che ne hanno addolcito il carattere, in parte è vero. Non ha più l'indomita tendenza alla sbacchettata furiosa come in passato, ma rimane da riferimento con un motore che è una bomba, una frenata veramente impeccabile, sia per la potenza e costanza dell'impianto, sia per l'assenza totale di fading... e poi... l'agilità! Sarà per i suoi venti chili in meno rispetto alla MV a cui ormai mi sono abituato, ma appena accenno la piega “di forza” come faccio con l'F4 la moto punta fulminea il cordolo interno, ed in più di una occasione salto letteralmente con entrambe le ruote sopra al cordolo interno, ovviamente in maniera del tutto involontaria.

Fabius si impegna per starmi alle calcagne, Terones lo segue ed io cerco di non tirare al massimo per contenere i rischi. E poi, visto che “occhio non vede cuore non duole”, rimango davanti praticamente per tutta la sessione. Solo in uno degli ultimi giri l'infame Fabius approfitta di un “blocco tattico” regalatogli da alcuni bradipi che mi si parano in traettoria proprio all'uscita delle Bucine per passarmi in accelerazione. Ma a quel punto ruoto con violenza la manopola dell'acceleratore di 360° e la ZX10R urla e divora l'asfalto. Prima della linea del traguardo l'ho già ripreso e superato in velocità. Il motore della Kawa è veramente stupefacente, almeno quanto quello della GSXR! Mi rimetto alla guida del gruppo, e visto che la tattica precedente non è riuscita più di tanto, accelero il passo e concludo il giro successivo in 2:14, staccando di un secondino Fabius che segnerà, con la mia motina, un best di 2:15:38.


Best lap Fabius

Appena finito il turno, tornato in paddock con Fabius, senza alcun intervallo risalgo sulla mia F4 e rientro subito in pista. Sono sempre in apprensione per l'altalenante affidabilità del mezzo dell'anno prima. Proprio mentre rientro in pit-lane incrocio Minza e Terones che stavano uscendo ma, vendendomi, decidono di continuare a girare anche loro. Sono piuttosto stanco, ma faccio qualche giro senza grossi ingarellamenti assieme agli altri due alfieri della decima sul passo del 2'13'' e mi convicono che la moto è Ok e posso pertanto tornare serenamente ai box.


il Minza se la ride...

Qui sono più o meno tutti contenti e soddisfatti. La giornata è filata liscia e senza grossi intoppi, i tempi sono stati ottimi per tutti, la Decima ha “ritrovato” il suo leader e Mazgul può esibire un'altra magliettina della serie “I survived to...”.
Con molta calma iniziamo a smobilitare ed a caricare le moto, e proprio quando abbiamo finito e stiamo partendo, inizia a piovere! Pericolo scampato!!!


una scena commovente... Fabius che fa qualcosa...

Pazienza Cris... la prossima volta prendi meglio la mira... hai fatto piovere solo... in tutto il resto della Penisola! ;)

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IL REPORT DI FABIUS

Mugello 10/4/2006: il ritorno della Xa Legio Augustea Victrix

Nell'emblematico giorno in cui l'odierna politica italiota riafferma la propria ridicolaggine, con i futuri onorevoli che festeggiano, dichiarandosi vittoriosi con il solo 0.03 di differenza nei voti, risorge, ad imperitura memoria, la gloria italica dei padri che furono ed il primo Mugello della Xa diventa un "MV AGUSTA DAY" ovvero "...il ruggito dell'Hereticus"!

La trasferta iniziava la domenica elettorale sotto una pioggia battente che sembrava, analogamente agli exit polls, donare inizialmente la vittoria scaramantica al neo sciamano padano (sta seguendo un corso on line di sfigologia tenuto da Wanna Marchi), Cristiano Guglielmetti, che con il suo funesto tam tam on line e simbolica "danza della pioggia", invocava rovesci equatoriali pluvei sulla zona di Scarperia.

Ma non avendo ancora perfezionata la ritualità magica, egli avrà come unico risultato quello d'inondare la Lombardia (...e speriamo anche il Piacentino) di rovesci di pioggia per 48 ore, facendo scattare un rischio inondazione della protezione civile.

 

Quindi partenza cupa sotto l'acqua (così come il ritorno sotto la pioggia torrenziale appena ritornati a Milano) con gli equipaggi Flendas Brothers e Mazgul/Sasà che, preoccupati, si ritovano per il briefing all'autogrill di S. Zenone, mentra il professional rider Minza (noto partecipante a gare motociclistiche internazionali) era impegnato ad abbassare il proprio chrono personale a Misano, girando quello stesso giorno in una giornata estiva.

Tranquillo viaggio autostradale con inizio del cenone tribale, dopo il ritrovo col Minza, tornato gaudente da Misano, al ristorante Palagio a Scarperia, alle 20.30.

Qui, per tenersi "leggeri", Sasà cercava di limitare l'ordinazione delle portate, che infatti si limitavano ad un leggero antipasto, seguito da 2 kg di carne fiorentina (di manzo ovviamente) a testa con contorni vari. Per dissolvere alchemicamente tale quantità, venivano consumati circa 1.5 litri di Morellino di Scansano a testa, che incidevano sulla digestione notturna, facendo come prima novizia vittima il Mazgul, colto da emesi pre pistaiola la mattina seguente.

Ma il vino aveva anche l'effetto di scatenare l'iperandrosteronismo di Sasà, recentemente soggetto ad attacchi da over dose di testosterone (frequenta regolarmente tutti i portali a sfondo erotico e d'incontri del cyberspazio) che convinceva i Flendas brothers ad accompagnarlo a visitare tutti i locali a luce rossa della piana del Mugello, che risultavano però tutti regolarmente chiusi, essendo domenica sera, con la frustrazione di Terones che cercava di scavalcare ringhiando il cancello palesemente chiuso del locale di lap dance Pussycat di Barberino del Mugello ed abbordava delle turiste che si recavano in albergo, scambiandole per mignotte!

Il giorno dopo in pista, in condizioni fiscihe approssimative, come da norma, tutti i rappresentanti della Xa levavano gli occhi al cielo, vedendo una copertura nuvolosa e facevano gli scongiuri anti Guglielmetti.

Ma il tempo meteorologico premierà i nostri valorosi, concedendo il sole tutta la giornata.

Iniziavano i turni con gli ingarellamenti di Minza, Sasà ed Hereticus che iniziavano già dal primo mattino a girare velocissimi ed a superarsi con sorpassi mozzafiato, seminando il terrore tra i tranquilli pistaioli che giravano con Rossocorsa.

 

Solo l'apparizione di alcune Kawasaki del team PSG-1 Italia del mondiale Superbike ed alcune Yamaha R6 Supersport del CIV ridimensionavano i tre riders, che restano sicuramente tra i più veloci del Mugello girando sul 2' 11" di passo.

Fabius si presentava con una Ninja rigorosamente codice, ancora da rodare e con solo 400 km di odometro (senza neanche i paracarena o dispositivi di protezione dell'amato mezzo) e suscitava lo sbeffeggiamento da parte di Terones che gli diceva: " ...ma come cazzo se fa a venì in pista con la targa e gli specchietti, ma tira via sta monnezza!".

Il buon Fabius iniziava da subito a sdraiare la moto, seppure ancora un po' imballata per i pochi km effettuati da nuova, in pieghe spericolate ed a ritornare ai fasti della vecchia ZX-10R 2004, scendendo subito sotto i tempi della R1 con cui non aveva brillato negli ultimi 2 anni ed arrivando a girare con un passo di 2' 17" e con un best di 2' 16".

Il solito Hereticus passava tutto il tempo tra i turni in pista, ad effettuare la solita attività che lo vede da sempre protagonista delle soste sul piazzale del Mugello, ovvero effettuare spurghi alla pompa radiale dei freni (egli infatti è diventato tester di tutte le produzioni mondiali di impianti frenanti: Brembo, Tokiko, Nissin, Discaccati, avendoli installati tutti in tutte le combinazioni possibili), dopo aver constatato che la sua moto perdeva anche i pezzi in pista, essendoglisi svitato, per montaggio approssimativo, il reggicupolino.

Arrivavano quindi i best laps dei top riders con Hereticus che riconquistava la prima posizione del podio virtuale della Xa staccando un incredibile 2' 09" basso con moto italica, Sasà che per gli stravizi sessuali degli ultimi tempi non si migliorava, restando su un ottimo 2' 10 " alto, ma mantenendo il ruolo di team leader del Kawateam, seguito dal gregario Fabius ed il Minza che confermava il proprio eccellente trend di miglioramento, da quando è diventato pilota professionista allenandosi regolarmente, che staccava un 2' 09" alto, prendendo lo scettro momentaneo del Suzuteam, precedentemente detenuto dall'ex team leader Rik Tagliabue, assente al Mugello per occuparsi della sua principale attività: le PR del Privé Armani. Il buon Minza trovava anche il tempo per fare un lungo al Correntaio, conclusosi con un innocuo voletto tra i sassi della via di fuga, avente come unico risultato quello d'intaccare lo sfavillante casco SHOEI nuovo di pacca.

A fine giornata Fabius proponeva il solito scambio familiare di moto al fratello che accettava ammonendolo pesantemente prima di affidare allle sue novizie mani la preziosa moto italica: "...stai attento le gomme sono dell'anno scorso e quasi finite, il freno va a fondo corsa, le marce sono molto corte, ecc..." suscitando molto batticuore al sottoscritto che sentiva il peso e la responsabilità di esibire la MV al Mugello, soprattutto in condizioni tecniche non ottimali!

Poteva non verificarsi il solito ingarellamento "fraterno" tra i due? Ovviamente no e si assteva ad una accesa bagarre tra Hereticus su Ninja 2006 e Fabius su MV Agusta, con sorpassi, salti di cordolo, slalom tra i numerosi paracarri presenti in pista, con le due moto mai più distanti di un metro e spesso a posizioni invertite, che giravano sul 2' 15" di passo.

Ed il buon Mazzuk, da oggi definito Mazgul per essere un "black rider", tutto nero dalla moto alla tuta?

Sicuramente l'impatto del toboga del Mugello, con le sue curve velocissime ed i suoi saliscendi mozzafiato, è stato per il Mazgul più "forte del previsto" ed ha richiesto più adattamento delle precedenti esperienze a Monza ed a Imola: non a caso è qui che si corre il mondiale MotoGP.

Coscientemente il "secondo Aldo" della Xa, ha scelto di non registrare i suoi tempi AIM per studiare a fondo e digerire la tecnicità della veloce pista toscana.

Frastornato dai "missili" della Xa che gli sfrecciavano accanto, il dott. Mazzucco ha cominciato ad "impare l'arte" per risalire, alla prossima occasione, sia i vertici della Xa sia quelli del Kawateam.

Stimiamo che possa rappresentare un degno avversario per Dominik, qualora l'alfiere storico Kawasaki volesse rimettersi in gioco e per Revenge e Gynus...

Gli avrebbe fatto molto comodo in questa occasione un "tutor" ed una "guida esperta" come quella dello Zio, con le sue pose plastiche e le sue traiettorie morbide, che gli rivelasse, essendo egli ancora neofita nella pista toscana, i segreti del Mugello, ma ahimé anche in questa occasione Lo Zio era impegnato con la sua principale attivtà: "il pilu"...

CONSIDERAZIONI TECNICHE di Fabius

Avendo guidato negli ultimi due anni le seguenti moto in pista: ZX10R 2004, R1 2004, ZX10R 2006, MV Aguta F4 1000 "Hereticus", 2 paroline di commento tecnico.

  • Kawasaki Ninja 2004 vs 2006, Sicuramente rispettate le premesse: la nuova Ninja è più facile e permissiva della vecchia tigre di Akashi! Ma attenzione: per un pilota di medio livello (uno che gira dai 2' 25" ai 2' 30" al Mugello) è molto più facile migliorarsi con la nuova Ninja, ma per un pilota di provato "pelo" non suscettibile di cagarsi sotto con le bizze del mostro Kawasaki di 2 anni fa, si è sicuramente più veloci col Ninja precedente. Il nuovo è più morbido, tranquillo, non sbacchetta, stabile in frenata, ma ha un difetto: per la nuova ciclistica e per i 12 chili di peso inutile in più (soprattutto il mastodontico scarico alto sdoppiato, con imponente catalizzatore Euro 3, voluto fortemente da Dominik), è più pesante nei cambi di direzione e meno agile. La potenza motore e la coppia è immutata, solo "addolcita" l'erogazione (come da dati strumentali pubblicati su tutte le riviste).

  • Yamaha R1 2004. La Yamaha non è una cattiva moto, anzi. La mia è stata sicuramente rovinata da un set up "creativo" e da elaborazioni un po' approssimative, che ne hanno peggiorato le ottime caratteristiche di serie. Ma è una moto molto fisica (anche se non come la MV) che richiede più "sforzo" da buttare in piega rispetto alla Kawasaki e dà un minore spunto in uscita di curva per una coppia livellata in alto. Più difficile essere veloci con questa moto a parità di pilota rispetto alla Ninja dello stesso anno. In mani esperte e con il set up giusto può cambiare molto, divenendo una "spada" probabilmente!

  • MV Agusta "Magna". Non riferendosi ai consumi ovviamente. Signori tanto di cappello all'italica gloria. E' una moto esclusivamente racing (niente coppia in basso ma solo un minaccioso borbottìo) motore rabbioso e molto potente, con i rapporti estremamente corti (sei al limitatore in sesta al Mugello ancor prima dello scollinamento!) e telaio da riferimento: stabile, sicuro. Molto alta rispetto alle Jap (ma per uno grosso come me è meglio) e molto più "fisica" in piega (bisogna essere molto più precisi con i movimenti in sella e spingere molto sulle pedane), ha un ottimo posto di guida, calibrato al millimetro e va guidata con determinazione, senza indecisioni. Regala però sensazioni uniche! Sia col Ninja 2006 che con la MV ho superato molte jap, anche racing (e molti K5) ma con la MV la soddisfazione è più grande perchè richiede maggiori "attributi" per il pilota! Essendo meno facile di una jap propongo un demoltiplicatore per i tempi effettuati con questo mezzo, diciamo uno 0.7 (forse con il K5, visto la sua innegata supremazia bisognerebbe usare per i tempi un fattore moltiplicativo di 1.3) così i tempi effettuati con la moto italica corrisponderebbero ad un tempo "più basso" effettuato con una jap!



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IL REPORT DI MAZGUL

Scoppiettante inizio della stagione 2006 con Decima Equestris in formazione parziale. Al via Hereticus, Minza, Terones (in lotta per il primato di "Top Rider") Fabius e Mazzuk Hereticus motodotato con MV Agusta F4 1000 con ennesima modifica dell'impianto frenante con pompa radiale brembo racing autosvuotante e pinze Discacciati accessoriate di cronica bolla d'aria ineliminabile. Ulteriore chicca la moto presenta delle componenti a rilascio graduale durante la giornata, la cui perdita con effetto autoalleggerente rende la motoitalica sempre più performante. Minza e Suzuki GSXR K3 sapientemente aggiornata e migliorata con sospensioni WP by Andreani e dotata di telecamera on board. Terones con ZX10R 04, migliorata nell'estetica da 4 adesivi frontali, 2 omini michelin e 2 adesivi fast by ferracci che durante il viaggio di andata abbandonano la moto eccetto 1 omino michelin che sopravvive senza 1 piede (farà tutto il giorno in pista, morirà anche lui in autostrada sulla via del ritorno, complici i nubifragi invocati dallo sciamano padano). Fabius , dopo le disavventure patite con la sua R1 si ripresenta in quel di Scarperia con la sua nuova fiammante Kawasaki ZX10R 06 con l'obiettivo di fare un attento e tranquillo rodaggio del mezzo sulle colline toscane (per l'occasione la moto è in versione full codice con tanto di specchietti e targa e con meno di 500 Km percorsi) . Mazzuk infine, esordiente al Mugello, sfoggia una ZX10R 04 con carene racing in VTR (derivate dalla ex moto di Hereticus) ma con dolosa asportazione del cronometro, giusto per evitare dolorosi confronti viste le difficoltà nei primi turni sul saliscendi toscano. La spedizione inizia domenica 9/4 con gli equipaggi Hereticus/Fabius e Mazzuk/Terones. Dal primo orario di meeting previsto per le 15.00 , a causa di vari impegni tecnici, tattici ed elettorali, il gruppo si ritrova all'autogrill di S. Zenone alle ore 18 circa . Viaggio lineare, andatura comoda. Si giunge al Palagio alle 20.30, giusto per mettere i piedi sotto al tavolo raggiunti dal Minza, già in trasferta a Misano. Cena "leggera" al punto che il sottoscritto durante la notte gioca la partita con la fiorentina (vinta dalla fiorentina per una notte insonne a zero) e con altre conseguenze di sommovimento gastrico che evito di descrivere… Mattina di lunedì 10 : le previsioni danno nuvoloso per tutto il giorno e pioggia nel pomeriggio. Lo sciamano padano ha danzato per avere almeno 500 mm di pioggia/24 ore e in effetti alle 9.00 il tempo è nuvoloso e si fa tutto in gran fretta per poter girare con la pista asciutta il più possibile. Iniziano una serie di turni ravvicinati e fisicamente provanti. Verso le 11 il miracolo: non più pioggia ma nuvole diradate e sole (Sorry sciamano, S_O_L_E !!!!) . Continuiamo a girare senza particolari problemi (beh! Per me il problema era il circuito in generale, nemmeno all'esordio a Monza mi sono sentito più scarso, mentre per gli altri il traffico era il problema principale). Lascio a Hereticus i commenti sui dati cronometrici. La fine della giornata manifesta l'arrivo (in ritardo, meno male!) della perturbazione sciamanica, ma con precisione cronometrica inizia a piovere appena dopo avere caricato tutte le moto sui carrelli. Ritorno in autostrada come viaggio in Transilvania con pioggia a catinelle, nebbia, file di camion tra Barberino del Mugello e Ronco Bilaccio e bufera d'acqua su Milano. Scaricata la moto di Terones rientro a casa prima di mezzanotte. Un vero miracolo! Speravo in un esordio al mugello un po' più facile. La pista è bellissima, ma un po' l'inesperienza del circuito, un po' la paura di cadere, un po' i proiettili a due ruote che passavano da tutte le parti, alla fine me la sono goduta, ma non come previsto. E' la pista più bella del mondo, tecnica, veloce e adrenalinica. Merita sicuramente altre visite (speriamo presto)






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