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Scuola di Pilotaggio di MotoSprint [4/10/2002] §
Alla
presentazione del corso che avveniva in una apposita aula arricchita di
mezzi multimediali per la lezione, nonché con un ricco buffet a
disposizione dei piloti per la colazione ed il pranzo, zio Paolo veniva
scambiato per uno degli istruttori visto che lo conoscevano tutti, anzi
il direttore del servizio prove di Motosprint, Claudio Corsetti
vedendolo l'apostrofava con un : "...ma tu sei ancora qui?"
Io ovviamente gli chiedevo spiegazioni ed il "mentitore" mi rispondeva dicendo che c'era stato solo una volta, subito sbugiardato dal suo amico Eugenio che gli scoppiava a ridere in faccia! Inizialmente ci veniva detto che dovevamo ricordarci che le nostre moto pur avendo il 95 % delle prestazioni di una GP One, sono comunque moto stradali, quindi non bisognava farci le stesse cose di Vale Rossi o di Colin Edwards, che hanno moto assettate appositamente e che pesano 40 kg meno delle nostre! Le lezioni erano interessanti e mi stravolgevano alcuni concetti della guida sportiva:
Sentendoci un po' degli incompetenti ci dovevamo sottoporre ad una prova di slalom tipo scuola guida che serviva a predisporre i gruppi, dai più scarsi ai più smanettoni. Incredibilmente io e Paolo finivamo nel gruppo degli smanettoni (c'erano molte moto racing ed anche due tempi) affidati all'unico pilota sportivo in attività degli istruttori Motosprint di nome Stefano, con trascorsi da superbike, superstock e supersport, che veniva redarguito da Corsetti visto che aveva il vizio, come era successo già il giorno precedente, di tirare troppo lasciandosi indietro gli allievi. Una persona di un altro gruppo si raccomandava con gli istruttori dicendo:" ...io ero con voi al corso di Imola: mi avevate detto che andavate piano, per farci vedere le traiettorie...e mi avete lasciato già ai primi giri da solo come un cretino!". Quasi tutti gli istruttori avevano delle cattivissime Aprilia RSV Mille. Un po' titubanti iniziavamo a girare dietro l'istruttore che dopo solo un giro per scaldare le gomme (le mie EVO Corsa nuove di pacca erano assolutamente fredde e si sarebbero scaldate solo dopo tre giri, come confidatomi in seguito dal gommista Pirelli presente in campo) iniziava a tirare. Alla fine del primo turno veniva scacciato con ignominia un poveretto con un Ducati 998 giallo, accusato di rallentare troppo il gruppo, veniva trasferito ad un gruppo un po' più lento [NdR che onta per quel po' po' di moto!]. Eugenio con la sua R1 si trovava a suo agio in un gruppo notevolmente più "tranquillo". Noi peraltro continuavamo a superare, senza che nessuno ci passasse mai, tutti gli altri gruppi che vedendoci arrivare si facevano spaventati immediatamente da parte. Ovviamente era assolutamente vietato, nell'ambito del gruppo, qualsiasi sorpasso ed ingarellamento e bisognava girare a turno dietro l'istruttore. Alla fine della prima sessione ci veniva detto da Stefano che eravamo abbastanza omogenei e che andavamo abbastanza bene e che nella seconda sessione avremmo dovuto girare davanti all'istruttore. Dopo la pausa pranzo, offerto dallo staff, veniva trasferito da un altro gruppo un ragazzo con un Suzuki 600 Supersport racing da un istruttore che ci diceva: " ...questo va troppo forte per noi e si sta rompendo le palle, lo passiamo al gruppo di voi piloti!". Io stupito dicevo a Paolo: "...ma come 'piloti' a noi? Ma siamo capitati nel gruppo degli smanettoni?". E lui rispondeva orgoglioso :"Certo...tutti gli altri non contano!" (paradigma della sua frase storica: ..."siete delle merde"!). Nel secondo turno pur non andando piano notavo Paolo stranamente aggressivo e combattivo farsi sotto alla mia ruota posteriore per "inzigare" come mi confessava dopo lui. Io peraltro riscontravo parecchi problemi al mio debutto a Varano col Fireblade: rapporti eccessivamente lunghi e stradali (di serie), un comportamento eccessivamente nervoso dell'avantreno dopo che il mio meccanico mi aveva indurito probabilmente troppo la forcella ed una tendenza a viaggiare sempre in impennata, per le brusche accelerazioni dell'Hondona, che comunque sottoponevo all'ennesima limatura delle pedane nelle curve a sx del tracciato. Peraltro un po' perché staccavo troppo tardi, un po' perché l'anteriore faceva veramente schifo, facevo delle staccate un po' troppo aggressive con entrata in piega un po' troppo violenta, mentre il Maestro, pur staccando prima e piegando meno, risultava più elegante e fluido (ed alla fine anche un po' più veloce nella parte lenta del tracciato) ed unico nel gruppo degli smanettoni, riceveva i complimenti da parte dell'istruttore che gli diceva di gradire molto il suo stile di guida pulito, anche se non troppo "coraggioso" [NdR Ahi, ahi Paolo, ti sei preso anche del fifone?]. Comunque ciò bastava a far provare una serie di orgasmi multipli allo "zio", in parte meritati. Io peraltro ero più veloce all'uscita di curva e nel veloce (merito che il Maestro attribuiva ovviamente alla maggiore potenza della 954 RR) con piccole intraversate come al solito. Mi veniva detto di staccare prima con più calma, di essere meno violento nell'entrare in piega e di aspettare un po' prima di aprire il gas a centro curva. Inoltre l'istruttore arringava tutto il nostro gruppo dicendoci: "...mi volete spiegare perché andate così forte quando siete davanti a me, non siamo mica in gara ma siete qui per imparare!" per cui tutti si davano una regolata nell'ultimo turno. Il suddetto Stefano, per farci capire che comunque non eravamo nessuno, si faceva tutto un pezzo di circuito in impennata in piedi su una gamba sola! Dopo la consegna delle pagelline con le votazioni, il sottoscritto, baciato con reverenza il Maestro, schizzava a prendere l'aereo per Olbia coprendo il tragitto Varano-bagno di casa, in poco più di un ora! Con
Paolo rimanevano in sospeso delle sfide per Monza, dove egli asseriva
che io e mio fratello saremmo stati in netto vantaggio per la dote di CV
delle nostre Jap! [NdR Cosa indubbiamente
vera, il suo problema è con la sua RSV è più lento di noi anche nei
circuiti medio-lenti. Fra l'altro un buon manico, anche a Monza,
riesce a girare con la RSV molto vicino alle Jap, vista la velocità di
percorrenza delle curve e l'ottima aerodinamica... ma ho detto un
manico! Solita pretattica Parisettiana...
Fabius |