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Hereticus & Comin a Monza, 16 Marzo 2003 § Questa volta l’appuntamento è con Comin e Luca, un amico della mailing list Aprilia 1000. Il mattino prima ci troviamo da Cirafici (www.cirafici.it) per la messa a punto delle moto. Sulla mia decidiamo di intervenire sulle sospensioni, di serie, per cercare di limitare il repentino trasferimento di carico sull’anteriore in staccata, che mi scompone l’assetto rendendo difficile frenata ed ingresso in curva. Bruno dopo una serie di prove "a mano" mi aumenta di due tacche il precarico delle molle anteriori (adesso è quasi al massimo, manca solo una tacca e mezza) e frena la compressione, mentre dietro diminuisce il freno in estensione del mono. Sulla moto di Comin viene invece installato il trasponder AIM, finalmente anche lui potrà sapere in quanto gira! Comin deve inoltre anche andare a recuperare la sua nuova tuta da Giudici, quindi ci diamo appuntamento a Monza alla solita ora (7.30 a.m.). Il mattino seguente l’aria è decisamente fredda ma la giornata limpidissima, arrivo di nuovo con qualche minuto di anticipo e trovo un ragazzo con una nuovissima Fireblade 2003 che aspetta. Mi metto anch’io ad attendere. Quando arriva Comin vedo che saluta anche il proprietario della CBR che mi viene presentato. E’ Lino un nuovo esordiente! Luca invece non arriva, quindi decidiamo dopo una certa attesa di andare a metterci in coda per i biglietti. Dopo poco meno di un’ora, riusciamo a mettere le mani su due turni (11.00 e 12.15) e, all’uscita, incrociamo ancora in coda Luca, arrivato decisamente tardi. Lui prenderà il turno delle 12.15 ed uno al pomeriggio. Nell’attesa della nostra ora ci mettiamo all’uscita dell’Ascari a vedere quelli che girano, giusto in tempo per assistere ad un paio di ruzzoloni, fra i quali quello di un ragazzo con un CBR con carene in vtr bianca, che perde grip poi lo riacquista e si ribalta piroettando sulla sabbia, come spesso capita di veder fare in televisione ai piloti veri, e con i notevoli danni alla moto che si producono sempre quando la caduta non si limita ad una strisciata. All’esordiente sembra che tutti vadano piano, ma io lo avverto, guarda che una volta "dentro" cambierai opinione, anche se, come nel suo caso, si tratta di un classico "smanettone macina chilometri nonché animale da ingarellamento su Serravalle, Val Trebbia e quant'altro". Finalmente tocca a noi, inizio il turno come spesso
faccio dietro a Comin che, sono costretto ad ammettere Quando inizio ad avere un po’ di confidenza con le gomme decido di superare ed andare sul mio passo. Inizio a forzare e, posso constatare che con l’assetto modificato, in staccata il comportamento della moto è variato tantissimo. La differenza si sente eccome! Niente più scodate, al massimo qualche lievissimo serpeggiamento del posteriore, ma stavolta facilmente controllabile. Questo mi permette di entrare in staccata infilando diversa gente e riesco a testare, forse per la prima volta, l’efficacia delle pinze Beringer. Ad un certo punto sopraggiungendo a forte velocità alla frenata dell’Ascari, c’è uno sventolio di bandiere gialle, la moto che tallonavo in quel momento rallenta improvvisamente ma soprattutto troppo bruscamente. Devo scartare con violenza all’interno per non tamponarlo, ma mi trovo così all’ingresso della prima delle tre curve esattamente dalla parte opposta rispetto a dove avrei dovuto essere. Butto giù la moto e provo ad impostare la curva ma non c’è molto da fare, la traiettoria mi porta direttamente a saltare sul cordolo della seconda curva (quella a destra) e ad andare a rimbalzare sulla sabbia. Per una buona dose di fortuna, o forse grazie ai
trascorsi crossistici, riesco a condurre la moto sulla sabbia
senza assaggiarla, cercando di fermare il manubrio impazzito, come le corna di un
toro da rodeo. Riacquistato il controllo, dopo avere
constatato la buona tenuta del pannolone
In ogni caso finita la manche abbiamo giusto il tempo per rifornire e bere qualcosa, perché si ricomincia... Nel frattempo vengo a sapere che il nostro
smanettone Lino è già riuscito a fare un lungo in parabolica...
promette bene Rientrati, questa volta siamo in gruppetto anche con Luca e la sua RSV, rimessa per l’occasione, in versione "quasi" stradale. Davanti a tutti c’è di nuovo il funambolo della settimana prima, che scopriamo essere nientepopo'dimeno che Piro-Pirovano pronto a sverniciare le carene di tutti i presenti, con la nuova gsxr1000 già vista l'altra volta. All’inizio del turno, come mia abitudine, parto piano per riscaldare le gomme e mi faccio sfilare da tutto il gruppone. Poi cerco il mio ritmo e vado a raggiungere Luca, superandolo. Dopo un paio di giri mentre sono impegnato in "Curva Grande" (meglio conosciuta come curva Biassono) un UFO mi supera sull’esterno, con una differenza di velocità impressionante. E’ il "Piro" che sdraiato con le carene per terra, in una curva da oltre 200Km/h dove IO non riesco neanche a toccare con il ginocchio, stante il freno psicologico a prenderla più forte, mi sfreccia ad un centimetro lasciandomi anche un po’ perplesso per il rischio. Decido di non provare a stargli dietro Continuo da solo e, come al solito quando
non giro ingarellato con qualcuno, mi "addormento" su tempi
modesti. Alla prima di Lesmo, raggiungo uno più lento che,
forse per farmi
passare, si sposta all’interno, ma io mi scompongo, arrivo lungo e
stavolta vado bello dritto dritto e veloce sulla sabbia (escursione
balneare n.2)! Altro numero di equilibrismo, e mi ritrovo a metà
via di fuga a moto, ancora una volta, miracolosamente ferma e soprattutto illesa Alzando sabbia come una scavatrice riparto e torno in pista, costretto però a fare tutto un giro piano per pulire le gomme. In ogni caso non riesco a finirlo! Un’altra volta bandiera rossa e tutti ai box! A qualcuno è andata peggio che a me! Se c’è un evento che in effetti ha un po’
rovinato queste due giornate è proprio l’elevato numero di
interruzioni delle sessioni, cosa che fa perdere il ritmo e la
concentrazione. Che fastidio questa gente che non sa stare in
pista Ma d’altra parte a Monza sono molto attenti all’aspetto sicurezza, e quando mettono la bandiera rossa vuol dire che qualcuno può avere bisogno di aiuto... decisamente meglio questa efficienza che altre piste, dove se uno cade e magari si fa anche male può aspettare lì tutto il giorno... Fortunatamente nessuno dei piloti che hanno assaggiato l’asfalto in questi due week-end ha poi avuto bisogno di cure mediche, anche grazie alle ampie vie di fuga ed alla sabbia fine che rallenta molto. Alla fine siamo tutti stanchi e soddisfatti. L'anno è ricominciato con il piede giusto, abbiamo due nuovi esordienti che andranno ad ingrossare le file della Decima, abbiamo incontrato Riccardo, il suo amico e Luca, con i quali speriamo di trovarci spesso in pista, ed abbiamo un fitto calendario di uscite mano a mano che la stagione avanza. Solo successivamente sarò informato del fatto che
Luca è stato meno fortunato di me, ed al pomeriggio, per usare le sue
parole: "...decisamente meglio la mattinata, anche perche nel
pomeriggio, sono andato ad allungare la lista dei ruzzoloni Per fortuna nulla di grave né a lui né alla moto... Alla prossima! Hereticus |