La
Stagione ricomincia, Monza 9/3/2003

Dopo i lunghi e freddi mesi invernali, durante i
quali le uniche forme di competizione che hanno visto coinvolti i
componenti della Decima sono state le garette indoor in kart e gli
scontri cyber-verbali sulla mailing list, fra l’esordiendo Marcus e il
veterano Dominik, siamo nuovamente in azione.
Il
"campo di battaglia" è rappresentato
dall’autodromo di Monza, dove giochiamo in "casa".
Amiamo questa pista oltre che per le emozioni e le scariche di
adrenalina che sa regalare, anche per la vicinanza con le nostre dimore,
è il solo circuito che non ci
costringe a lunghe trasferte moto-itineranti, per ora sconsigliate dalla
temperatura ancora rigida.
Domenica 9 Marzo è la data programmata
da lungo tempo per il
rientro ma, ad onor del vero, solo i fondatori storici del gruppo decidono di
indossare la tuta in pelle, cioè il sottoscritto
Hereticus e Kawa-Dominik.
Gli altri al momento
latitano per una serie
di futili motivi che è superfluo ricordare, rimandando la presenza al
completo alla trasferta di Adria a fine mese.
La pausa invernale non è in ogni caso stata
infruttuosa. E se siamo stati inattivi con le moto,
abbiamo sfruttato lo stop per lavorare sulle moto.
Il mio millone sfoggia infatti in autodromo il suo
nuovo look, carene in vtr in colorazione Allstar Corona Replica, le
nuove ruote OZ-Racing, il nuovo ammortizzatore di sterzo regolabile
Scotts e, finalmente, un terminale racing in carbonio, il tutto made by Cirafici
Decisamente meno drastici gli interventi sul Kawasaki
900 di Dominik, limitati alla sostituzione del silenziatore, ad un paio
di gomme nuove, tamponi ed alcuni dettagli minori (targa rialzata,
frecce ecc...).
Vista l’impossibilità di prenotare i turni e
considerata le esperienze dell’estate precedenti, quando dopo un paio
d’ore di fila eravamo rimasti senza il becco di un turno, decidiamo di
darci appuntamento davanti all’ingresso della pista per le
7.30 a.m., ben
un’ora prima dell’apertura della biglietteria.
Al gruppo si unisce, all’ultimo minuto, una
vecchia conoscenza, dal nome molto promettente, Valentino, con la sua
CBR600F blu, che fa il suo esordio in pista scegliendo "prudentemente" il circuito più veloce d’Europa , dopo un
vecchio tentativo, abortito per cattivo tempo, di esordire sul ben più
modesto asfalto di Lombardore.
La sera del sabato prima, a casa mia, mi accordo con Dominik per
il ritrovo in pista. Dominik mi dice di fare pure con comodo, tanto lui
sarà in circuito addirittura prima di noi ed andrà direttamente ad
aspettarci davanti all’ufficio della vendita dei turni.
Evidentemente la voglia di tornare a calcare le
piste è tanta, visto che Domenica mattina mi ritrovo comunque in
autodromo alle 7.15, così presto che non c’è ancora nessuno ed il
circuito è ancora chiuso e, fra l’altro, non c’è Dominik che
avrebbe dovuto precedermi.
Aspetto l’arrivo dei soci.
Puntualissimo, all’orario previsto, arriva
Valentino, con tanto di giubbotto racing Ducati (memoria della moto
precedente). Di Dominik, invece, nessun segno.
Intanto il circuito ha aperto e la gente inizia a
sfilare, quindi alle otto meno un quarto decidiamo di entrare dopo
alcuni infruttuosi tentativi di contattare telefonicamente il "desaparecido".
Ci mettiamo in coda alla vendita
dei turni, comunque in buona posizione, anche perché non c’è la
tipica ressa estiva e, verso le otto, finalmente Dominik si fa vivo..
Come oramai sospettavamo è ancora a letto... non
ha sentito la sveglia (o almeno così dice )!!!
Giungerà solo alle nove, giusto quando abbiamo
esaurito la coda e siamo davanti al bancone. Con capacità degne del
migliore degli incursori, riesce con non so quale scusa a farsi avanti
nella folla di gente in fila (che intanto era cresciuta parecchio) ed a
raggiungerci.
Vista la giornata coperta e uggiosa e la temperatura bassa, decidiamo
di prendere l’ultimo turno della mattinata ed il primo del pomeriggio
quando, si suppone, l’asfalto dovrebbe essere un po’ più caldo.
Nel paddock veniamo fermati da due ragazzi,
Riccardo ed un suo amico, che ci riconoscono, visto che hanno visitato
la prestigiosa home-page di Maxxmoto , e ci offrono
ospitalità sotto il gazebo del
loro furgone.
Riccardo ha una Suzuki GSX-R 1000 ‘01 con alcune
modifiche, fra cui forcelle e mono rivisitati dalla Hyperpro e,
soprattutto, una bellissima frizione idraulica by Discacciati che si
aziona con un dito.
Il suo amico ha una bellissima Aprilia RSV1000R con
il solo scarico racing (del resto cos’altro si può cambiare ad una
RSV-R? Ha già tutto il meglio di serie).
Al mattino non potremo girare assieme, mentre il
turno del pomeriggio coincide, e potremo confrontarci.
Più tardi giunge anche il Marcus che
è lì,
accompagnato dal figlioletto, più che altro per studiare il "nemico” Dominik,
viste le sfide verbali lanciate su internet nel corso di tutto
l’inverno .
Fra un cazzeggio e un altro, una pausa al bar, ed
un’occhiata alle moto, arriva il nostro turno delle 12.00.
La lunga attesa ci fa vivere con un po’
d’emozione l’ingresso in pista. Dispensiamo i pochi ma preziosi consigli a
Valentino per il suo esordio, poi dopo il consueto briefing siamo in
ballo.
Percorriamo i primi giri con molta cautela,
l’asfalto e freddo e, soprattutto, noi siamo molto arrugginiti.
La facilità con cui avevo affrontato le curve a
Ottobre sembra lontana e sono piuttosto legnoso.
Ne approfitto, visto il passo più che modesto, per
fare un po’ di strada davanti a Valentino che, a sua volta, osa
veramente poco. Dopo un paio di tornate con lui (lentissimo ma
comunque positivo all'esordio) decido di andare a raggiungere Dominik e,
passati alcuni giri, lo ritrovo e mi accodo, giusto per vedere che i due
anni di pista hanno fatto il loro dovere, ed adesso la sua andatura
anche se non velocissima è però disinvolta.
Ben diversa da quella titubante e insicura del suo esordio (del
tutto simile a quella attuale di Valentino), quando era riuscito ad
arenarsi nella
esse di Varano per la difficoltà allora insormontabile di inserirsi in curva e piegare la
moto, pur andando pianissimo
!
Ad un certo punto lo stacco e provo
ad
alzare un po’ il ritmo (cioè abbassare i tempi ), ma per poco, visto che una bandiera rossa,
dopo le numerose gialle, interrompe la sessione.
In effetti il tracciato è ancora infido, dopo
tutto il freddo accumulato e senza alcuna gommatura, e c’è parecchia gente che, osando troppo, si sdraia per terra.
Quando riprendiamo decido di andare da solo, e
provo a cercare un po’ di velocità, ma sarà per la pausa invernale,
sarà per la pista che non ispira confidenza, sono decisamente più
lento di Ottobre, girando al massimo intorno al 2'15", ed ho le solite
difficoltà di assetto in staccata, con il posteriore che si alza e
scondizola come un Cocker emozionato .
Finisco il turno soddisfatto ma un
po' perplesso, come avrò mai fatto solo pochi mesi prima a stare sotto il 2.10 ???????
Sfruttiamo la pausa per rifornire (a Monza il
consumo è talmente elevato che con un pieno spesso non si fanno due
turni), mangiare qualcosa e scambiarci le rispettive impressioni.
Nel frattempo ci raggiunge anche un amico di Valentino R1 munito.
Valentino è piuttosto crucciato, del resto non è
facile esordire a Monza, dove tutti (all’inizio) sembrano andare come
razzi e ti sverniciano le carene (ci siamo passati tutti, o quasi )!
Però vedere Dominik che gli sfreccia davanti, quando solo due anni fa'
avevano la stessa andatura, dovrebbe confermargli quanto serva andare in
pista e quanto insegni sull'arte di condurre una moto... Fra i funanboli della giornata c’è un misterioso
pilota su una fiammante Suzuki gsx-r 1000 2003 che sta letteralmente
facendo vedere i sorci verdi a tutti... chi sarà questo folle ???
Si riprende al pomeriggio e, stavolta, siamo in
gruppo anche con gli altri. Decido quindi di seguire Riccardo ed il suo amico.
Partiamo, scaglionati come sempre avviene a Monza,
mi metto in coda a Riccardo e vedo che subito inizia forte (mentre io
di solito tengo un’andatura modesta per uno o due giri).
Poiché la RSV del suo socio è partita con un buon
anticipo, immagino che lo voglia raggiungere per poi girare assieme.

In effetti dopo un giro, alla prima di Lesmo lo
pigliamo, ma senza perdere un secondo lui lo passa e accelera
ancora, ed io dietro. Cerco di stargli vicino, anche se non è affatto
facile, visto che è decisamente più veloce di me.
Facciamo così due giri completi ad un passo che
non so precisare, c’è un po’ di tira e molla anche considerato il
buon numero di persone che sorpassiamo, comunque mi prende almeno una
cinquantina di metri.
Ad un certo punto lo vedo superare in staccata
della parabolica un’altra moto, mentre io non riesco e arrivo solo ad
accodarmi, imposto la curva e ... me lo trovo che striscia per terra
finendo all’interno.
La distanza che ci separava mi ha fatto purtroppo
perdere la dinamica della caduta, meno male comunque che non eravamo
troppo vicini...
Strano che la moto sia strisciata verso l’interno
della parabolica, di solito la forza centrifuga tende a buttare fuori.
Comunque i principali imputati, secondo me, e per
quello che posso valutare, sono le gomme non ancora in temperatura
oppure una piega troppo accentuata, perché decisamente non era ancora
in fase di
accelerazione.
Di nuovo bandiera rossa (non so se per recuperare
la moto di Riccardo o per qualcun altro) e nuovo stop, che se non altro
serve a tirare il fiato e fare raffreddare i freni.
Si riparte e mi ingarello con una R1 che provo a
passare in staccata al termine del rettilineo.
Purtroppo arrivo un po’ lungo e mentre lui chiude
lo scontro sembra inevitabile, mi attacco anche al freno di dietro ed
entro in derapata, mentre il pilota Yamaha, prudentemente e saggiamente
allarga e taglia la chichane. Errore mio e merito suo se non ci siamo
"presi"...
Alla fine del turno il trasponder riporta un 2.12
che è pur sempre un tempo decente, ma ancora una volta lontano dal mio
best di 2.09, comunque sicuramente meglio della prima
sessione.
Tornati in paddock andiamo a verificare le
condizioni di Riccardo e della sua moto.
Il pilota è illeso, tranne forse nell’orgoglio,
la tuta Giudici ha fatto ancora una volta il suo dovere, dimostrando una
qualità della pelle e delle protezioni eccezionale.
Anche la moto sembra non avere subito poi troppi
danni, a parte carena e cotone. In
realtà poi si scoprirà che si sono leggermente piegate anche le
forcelle...
Un peccato, soprattutto perché Riccardo deve
saltare il bis della Domenica successiva, cioè:
Hereticus
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