Hereticus & Fabius a Monza, 5 Aprile 2003
Breve cronaca della giornata trascorsa con Bulldog, della ML Aprilia 1000 .  

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Arrivo come al solito all’alba per la rognosissima fase di prenotazione dei turni (prima o poi Monza si inventerà qualcosa di più decente).  

  Vista "aerea" delle moto che iniziano ad arrivare... quella gialla la conosco...

Il primo turno è verso le 11.00 ed il secondo l’ultimo della mattinata.   Il giorno prima ho fatto cambiare le gomme della mia Suzukona, mettendo delle nuovissime Pirelli Supercosa SC2.

Dopo avere preso i turni, facciamo colazione al bar e ci spostiamo in Ascari ad osservare i pochissimi piloti presenti.

Ci raggiunge anche Comin che però è con il figlio e non può girare.

Entrati in pista inizio a riscaldare progressivamente le gomme, cosa che faccio di norma per almeno un paio di giri.

C’è qualcosa che non va ...

Mentre normalmente i pneumatici mano a mano che si scaldano hanno un grip crescente, la sensazione che ho è nettamente opposta.

Per la prima volta, nei velocissimi curvoni di Monza, in particolare alla Biassono ed in Parabolica, ho la netta sensazione delle ruote che perdono aderenza scivolando, sia pure poco, in senso trasversale alla curva.

Ovviamente non sto parlando di derapate o controsterzi, ma di qualcosa di molto più sottile, ma che viste le velocità che si tengono nei tratti incriminati, mi mette una decisa preoccupazione.  

Dopo un paio di spaghetti che accumulo mentre in piega a 200Km/h sento il culo della moto perdere aderenza, decido di tirare i remi in barca, girando giusto per portare a termine il turno in un non dignitoso passo di 2.17.

Nel frattempo Bulldog ha salutato fin dai primi giri, girando su un passo di 2.08 che comunque non sarei stato in grado di mantenere (il mio miglior giro è in 2.09 alto).

Finito il turno guardo la moto con aria sconsolata e preoccupata, ma ovviamente i miei sospetti si addensano sulle nuove coperture.  Ci prendiamo la pausa "pranzo" in attesa del secondo turno e prima di ripartire, controllo la pressione delle gomme.

Al posto di 2.1 -  1.9, pressione standard dei Supercorsa in pista, trovo 2.5 - 2.7, che forse è troppo anche per una normale guida stradale.

Riporto le pressioni ai valori consigliati, ma con l’incognita di un manometro del benzinaio che ogni volta che si prova segna una pressione che oscilla di +/- 0.5 bar!

Per il secondo turno entro quindi in pista senza sapere esattamente a che pressione ho regolato le gomme, e complice anche la paura accumulata al mattino, inizio con prudenza dietro a Bulldog.

La moto però è nettamente più stabile e quindi riacquisto fiducia e confidenza.

C’è molto più traffico che non al mattino, e questo mi aiuta a seguire l’amico per diversi giri.

Il mio passo stavolta è sul 2.12 (comunque un ritmo prudenziale dopo il pessimo feeling del primo turno) e lui gira un po’ più forte ma non come nella prima sessione, quindi si allontana stavolta molto lentamente.   Tanto che ho il tempo, seguendolo da vicino, di osservare dove apre in parabolica, come prende la Biassono, e in che punti stacca.

Finito il turno mi raggiunge mio fratello.   Non abbiamo praticamente girato assieme perché ognuno aveva le sue preoccupazioni (suo best lap in 2.13).   Dal colore della sua carena destra mi accorgo comunque che ha fatto un incontro ravvicinato con la sabbia, a seguito di un lungo all’ingresso dell’Ascari, proprio davanti a Comin che osservava dalla tribuna.

Comunque si tratta di una scivolata piuttosto incruenta, dopo la lunga frenata ed a velocità modestissima.

Ci salutiamo per il successivo episodio.

Per una volta invece di migliorare i tempi sul giro li ho peggiorati... ma ci sarà presto un'altra occasione.

  Hereticus

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