Imola...il Mostro, la Paura #02!

 

Hereticus

 

 

IMOLA 26/09/05

L’occasione di girare nello splendido circuito del Santerno è più unica che rara, le date messe a disposizione sono infatti estremamente centellinate, a causa della dislocazione della pista in pieno centro abitato.   Personalmente sono rimasto stregato da questo circuito già alla prima uscita nel 2004, al Kawasaki Day. Pur essendo più lenta del Mugello, rivaleggia con quest’ultima in quanto a difficoltà tecniche: salite, discese e scollinamenti si susseguono senza tregua.

Considerate le poche possibilità di frequentare l’autodromo di Imola, non mi faccio scappare l’occasione di studiare il circuito nel corso della Ducati Riding Experience, dove sono andato con lo Zio a primavera e, nuovamente, solo pochi giorni fa', a saggiare l’asfalto su una delle tante 999 messe a disposizione dalla magistrale organizzazione di casa Ducati.  Il corso DRE è un’ottimo “espediente” per imparare velocemente trucchi e traiettorie del circuito, con tutta la calma che permette il passo tutto sommato modesto imposto ai partecipanti.

Interpreto la bella giornata del D.R.E. quindi come “propedeutica” alla data del 26-09, quando dovrò trovarmi sulla stessa pista assieme a Sasà e, soprattutto, con la mia MV, appena ritirata dalla concessionaria dopo le noie meccaniche del Mugello.

Obiettivo dichiarato della giornata, scendere sotto il 2.06 fatto segnare da Black Magic alla precedente uscita, quando, rimasto a piedi per un inconveniente banalissimo (si era staccato il cavetto dell’alternatore), non avevo potuto nè ribattere nè affinare il feeling con la MV.

I compagni d’avventura in questa nuova occasione sono Mazzuk, alla sua prima esperienza (Monza a parte), e l’irriducibile Terones, che aveva mal digerito il circuito la volta precedente, ma con ampie giustificazioni (era il suo debutto al Santerno e veniva dopo un volo al Mugello).

All’ultimo momento si aggiunge al gruppo Bruno Cirafici, che decide di raggiungerci venendo direttamente dal Mugello, dove è impegnato fino al giorno precedente. Con mia grandissima gioia si offre di farmi da Tutor su questo circuito (che peraltro lui non vede da un ventennio).

Salto a piè pari, per non ripetermi, la fase di preparazione, il viaggio e la solita pantagruelica cena, consumata assieme a Mazzuk e Terones la sera prima, nel corso della quale mi lancio nell’improbabile compito di illustrare al mio omonimo, a voce, le “insidie” del circuito.

Passo direttamente alla mattina del 26, quando varchiamo il cancello del Santerno molto presto, per goderci il più possibile la mezza giornata a nostra disposizione con formula “pista aperta”.

Hereticus precede Terones

Nonostante le previsioni non univoche il tempo è splendido, il sole già riscalda l’asfalto. Cirafici non è ancora arrivato, quindi, dopo avere scaricato le tre moto, decidiamo di entrare subito in pista.

Durante i primi due/tre giri mi piazzo davanti a Mazzuk per cercare di fargli vedere le traiettorie, tenendo a freno l’impulso irrefrenabile a spalancare il gas senza ritegno.   Mi rendo perfettamente conto delle difficoltà del circuito, e soprattutto della fatica che si fa cercando di seguire qualcuno che già lo conosce, infatti vedo che il mio omonimo Aldo arranca dietro di me anche se sto guidando con il freno a mano.

Dopo un po’ l’adrenalina prende il sopravvento, e così saluto e vado per la mia strada, mentre di Terones ormai non c’è più traccia.

Come sempre quando decido di “spingere” all’inizio faccio una gran fatica a far correre la moto. Devo inoltre riprogrammare la testa per la potenza della MV, decisamente altra cosa rispetto alle 999 un po’ spompe messe a disposizione del partecipanti al D.R.E.   Dopo una decina di minuti sono già stanco e decido di fermarmi, in ogni caso il cronometro mostra già un buon 2.10 che al primo turno è pur sempre un tempo discreto.

Una volta tornato in paddock trovo Terones, anche lui alle prese con una preparazione fisica a dir poco modesta, ed intanto arriva anche Cirafici, che per l’occasione cavalca una Yamaha R6 ex mondiale SS.   Mazzuk invece continua imperterrito a girare, accumulando chilometri ed esperienza.

Non appena Bruno è pronto torno dentro dietro di lui ed inizio a seguirlo. Mentre Terones si allontana Cirafici inizia a girare a passo decisamente modesto. Deve memorizzare la pista che non calca da una vita, e fra l’altro risulta modificata in più punti.  Bene, non ci mette molto ad iniziare ad accelerare con andatura sempre più allegra, ed io devo iniziare decisamente ad impegnarmi per seguirlo.  Devo dire che Bruno si rivela un maestro veramente d’eccezione. Pur essendo velocissimo, rallenta non appena mi stacca, permettendomi così di riattaccarmi al codone e seguire le sue impostazioni al meglio.  Inoltre passa dietro per studiarmi e mi passa in frenata nei punti dove sono chiaramente troppo lento.   Mentre sono impegnato in questo balletto, il crono inizia a scendere, e ci portiamo rapidamente a 2.08, che era il mio precedente “best”.  Nel contempo inizio ad accusare strani problemi in accelerazione, soprattutto nelle uscite da seconda marcia. Sento il motore salire di giri per poi riscendere, e non capisco se è la frizione che slitta o il posteriore che perde leggermente aderenza.  In compenso il feeling con l’Agusta migliora a vista d’occhio, ed inizio a sentirmi a mio agio. Anche le nuovissime Racetec K2, che provo per la prima volta, sembrano decisamente delle ottime coperture, ed in curva la mia moto viaggia su un binario.

Una volta fermi, pur contento del tempo già realizzato, sono decisamente crucciato per lo strano comportamento della moto.  Nel dubbio, la metto in mano a Cirafici chiedendogli di fare qualche giro.   Entra in pista e non ne completa neanche uno, rifermandosi subito. La sentenza è inappellabile. La frizione slitta e, ovviamente, non si può fare nulla.   La decisione è comunque presa, cercherò di finire la mattinata così, tentando di aprire il gas in maniera leggermente più progressiva nelle marce basse, e così faccio.

Intanto si ferma finalmente anche Mazzuk, con l’orgogliosa aria di chi è riuscito in una grande impresa…

Inizia a fare decisamente caldo, ma tempo non ne abbiamo troppo, quindi in breve decidiamo di rientrare.   Bruno mi da alcune dritte su un paio di punti dove perdo troppo, quindi si riaprono le danze.

Ancora una volta, come prima, mi fa da lepre, ma senza mai allontanarsi troppo. La sua seicento ha un gran bel motore, ma comunque non all’altezza di un mille. In ingresso di curva però è su un altro pianeta.  Mentre lo seguo cerco di emulare il suo ingresso largo per poi stringere di colpo alla Tosa, o l’entrata alle acque minerali e l’uscita fatta quasi senza frenare, ed il crono regala le prime soddisfazioni, perché siamo già sul 2.05 alto ed io inizio a gongolare…  La mia frizione però continua a slittare e adesso inizia a farlo anche quando metto dentro la terza.  Anche l’impianto frenante denota qualche limite, presumibilmente dovuto ai sottili dischi di serie, e la corsa della pompa tende ad allungarsi.   Così decido di anticipare il rientro per non sforzare troppo il mezzo, mentre Cirafici si accoda a Terones che intercettiamo in quel momento.

Terones tallonato da Cirafici

In paddock lascio raffreddare il motore, e faccio quattro chiacchiere con Marchetti, che oltre ad essere un validissimo pilota è anche “l’istruttore capo” dei corsi Ducati, il quale mi propone più tardi di fare qualche giro assieme (lui è lì con un paio di Ducati 999 ufficiali).

Intanto si fermano anche Bruno e Terones, mentre Mazzuk continua imperterrito nella sua stoica prova di endurance, tanto che ad un certo punto temiamo persino possa essere caduto perché ci sembra essere in pista da troppo tempo.

Un breve check-up della moto evidenzia un consumo pressoché perfetto della gomma, segno che la ciclistica lavora veramente bene. Il freno appena si raffredda torna a lavorare bene, e per la frizione… beh, lì c’è poco da fare… finché dura…

Una volta tolto il casco Bruno ci confessa che è decisamente stupito del passo dimostrato da me e Sasà. Fino ad oggi era convinto che la nostra andatura fosse molto meno brillante, e detto da un pilota come lui, la cosa non può che fare molto piacere!

Anche il crono di Terones non è affatto male, avendo eguagliato quello di Black Magic, il che vuol dire aver tirato giù quattro secondi dall’uscita precedente…!   Ma la mattinata non è ancora finita!!!

Hereticus davanti a Cirafici ed il suo amico

Ci rimettiamo “in gioco” per una nuova sessione. Questa volta entriamo in trenino dietro a Bruno, un suo amico, io e Sasà.   Nel primo giro riscaldiamo velocemente le gomme, grazie anche all’asfalto rovente, ed inizia il secondo giro già con passo notevole.   Mi sento carico e galvanizzato dai tempi fatti segnare, ed anche se c’è il problema alla frizione, sento finalmente un gran feeling con l’Agusta, tanto che inizia a sembrarmi finalmente anche più leggera del solito, per cui rompo gli indugi e passo subito davanti a me sia l’amico di Bruno sia lo stesso Cirafici, ponendomi alla guida del gruppo e "tentando" la fuga.   Cerco di mettere a frutto gli insegnamenti del nostro istruttore e soprattutto di lasciare scorrere il più possibile la moto in ingresso di curva.   Alla fine del giro rimango basito dall’eccezionale tempo di 2.03.5 che lampeggia sul mio AIM, provo a continuare a tirare ma il motore sembra essere alla frutta, lo slittamento della frizione adesso è presente anche in terza marcia, inoltre in un paio di curve mi sembra di sentire perdita d’aderenza al posteriore, mi convinco quindi del fatto che sto esagerando e soprattutto temo nuove rotture catastrofiche, così appagato del “tempone”, rientro prematuramente ai box,  e mentre imbocco la corsia della pit-lane, vedo Cirafici, il suo amico e Terones che proseguono il turno.

Mi fermo, e posiziono la moto sul cavalletto posteriore ma... colpo di scena!!! La pancia della carena (per fortuna racing e quindi chiusa) ha un bel laghetto d’olio, e la spalla della gomma e tutta destra è tutta sporca della viscida sostanza!   Credo di essermi fermato appena in tempo per evitare danni e soprattutto se avessi perso ancora più olio il trafilaggio dalla carena avrebbe potuto arrivare sulla ruota in maniera molto più massiccia e lo scivolone sarebbe stato inevitabile!

 

Olio si è riversato nella pancia della carena schizzando sulla ruota posteriore...

Rapidamente smonto la carena e vedo che la perdita avviene dal copricarter destro, forse serrato male (?).    In ogni caso tanto vale caricare la moto sul carrello e riportarla (ahimé) in assistenza!

Non so se sentirmi fortunato per lo scampato pericolo o incazzato per i nuovi guai, in ogni caso dopo un po’ che sto “sbollendo”,  il gruppetto torna compatto (ovviamente escluso Mazzuk impegnato nella sua 24 ore senza sosta).

Sceso dalla sua moto Cirafici ha complimenti per tutti.

Personalmente elogia il fatto che sia riuscito a mettere subito in atto i suoi consigli in alcuni punti della pista, poi fa presente a Sasà che hanno girato intorno al 2.04 e soprattutto che fermandosi all’ultimo giro (in quel momento Terones era davanti) ha vanificato quella che era la migliore prestazione del turno (chissà che tempo sarebbe potuto venire fuori)!  Infine ci inorgoglisce, dicendoci che con dei dilettanti con il nostro passo si diverte anche lui a girare, e magari si potrebbe anche fare un team assieme per qualche garetta di Endurance (e detto da uno che ha corso anche nella SuperBike…).

Per gli altri ci sarà ancora tempo per un’ultima sessione, mentre io devo limitarmi a contemplare il mio mezzo in versione statica (sarà mica questo il vero ruolo della F4?), nella quale però – PER FORTUNA MIA – Sasà non riesce a bissare i tempi del turno precedente!

Mi spiace solo aver perso l’occasione di fare qualche giro in più, compresi quelli con il grande Marchetti !

Pazienza! L’amore comunque per il mezzo italico non si farà scalfire per così poco!   Si torna tutti allegri a Milano, dopo un rapido pranzetto al ristorante dell’autodromo. Ovviamente durante il viaggio il sottoscritto e Terones non possono fare a meno di telefonare più volte all’amico/rivale BlackMagic a puro scopo canzonatorio, avendo frantumato il di lui record.

Mentre voci non confermate informano che Mazzuk sia stato visto alla guida della sua macchina con una magliettina con scritto “I SURVIVED IMOLA”  :PPPPPP

 

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 IL REPORT DI MAZZUK 

Sono alla mia prima uscita extra Monza da quando mi è venuta la “malattia” della pista.

Certo è che da Aprile 04, quando ho comprato la ZX10R parecchie cose sono successe.

Inizi molto timidi con qualche turno a Monza con l’amico Marco col Guzzone Le Mans e, pur con un mezzo marziano rispetto a quello del collega, indigestione di doppiaggi (subiti) e gran fatica nel digerire le vagonate di adrenalina che solo girare in pista può provocare.

Poi come folgore dal cielo il fattaccio: marzo 05, sempre su consiglio del mio collega,  cazzeggiando  in internet sui vari siti smanettonici, mi imbatto in Maxxmoto dove mi dicevano esserci vari  filmati di Monza “on board” dove studiare le traiettorie. Qui vedo che assieme ai filmati ci sono le descrizioni dei membri della Decima Equestris con le foto dei “Bikers”. Mi soffermo un poco sulla foto di Hereticus e penso…..ma dove l’ho già visto?? Si, ha pochi capelli, ma 20 anni fa era biondo; si chiama come me, Aldo. Ha un fratello che si chiama Fabio (Fabius), è di Milano. Caz..! Ma non sarà mica il mio ex compagno di scuole medie e di Liceo del mitico Istituto…….(privacy). Provo a mandargli una mail! Dopo qualche ora la risposta. E’ PROPRIO LUI, CAVOLO!!!!! Il mondo è proprio piccolo. Rivedo anche la pagina degli albori e quando saltava  col Fantic io ero li! a bordo pista. Per farla breve, dopo la graditissima iscrizione alla ML  della decima ma dopo una primavera 05 veramente da schifo, ci ritroviamo finalmente a giugno a Monza per il D-Store Day. Bellissimo ambiente, sembra di conoscere tutti da sempre. Conosco  gli altri membri del gruppo che partecipano alle danze (gli assenti avrò modo di conoscerli al Dixieland successivamente) e inizio a familiarizzare con il circuito e le difficoltà della guida veloce.

Il mio impietoso GPT mi dice che la strada è proprio lunga ma me la godo alla grande lo stesso. Arriva il carrello…comodo anche se rompe un po’ le palle in garage. La “scimmia” si aggrava. Poi in agosto nella 2 giorni del MCT il miniteam Aldo & Aldo monomoto vanno alla grande!  A parte il crono, la cosa più bella è stata il senso di appagamento, probabilmente effetto della  quantità di adrenalina prodotta in due giorni e dal “viaggio nel tempo” con un vecchio amico.  Ci voleva tutta questa prefazione per iniziare il report di Imola del 26/9, giusto per dare un po’  L’idea della tempesta di sensazioni che provavo durante il viaggio verso il circuito del Santerno.

Si parte il 25, domenica. Appuntamento dopo il casello della A1. Arrivano Aldo e Sasà con le rispettive moto carrellate. Che spettacolo! Sono proprio belle, la MV con livrea full racing con cattivissime carene rosso corsa e la ninjona di Sasà con ancora tracce del volo del Mugello ma carene nuove e conferma della mia impressione scritta sopra! CHE SPETTACOLO!

Terones

Si parte. Il viaggio purtroppo è un po’ noioso, sono da solo, ma ci si ferma due o tre volte per fare quattro chiacchere, bere un caffè e riposare. In autogrill la nostra carovana non passa inosservata, molti girano intorno alle moto, guardano i vari particolari, discutono. Siamo in Italia, ma la gente non è appassionata solo di calcio! Abbiamo il problema della benzina. Una tanica fornita dal Gynus è bucata. Dopo aver sparso un po’ di benza al distributore compriamo un tanica nuova, riempiamo tutto;  serbatoi di macchine e moto, taniche e si riparte. Arriviamo a Imola con comodo, con il sole già tramontato. Troviamo l’albergo e posteggiamo moto e carrelli. La cena a base di gnocco fritto, antipasti, primi e secondi abbondanti ci appesantisce nel corpo e minaccia di farci vedere le streghe di notte, ma i nostri apparati digerenti (soprattutto quello di Sasà) fanno il loro dovere. Prima di dormire, con Aldo ripasso un po’ il circuito, (lui ha appena fatto un Ducati day lì, mi spiega un po’ di cose) un po’ di tele poi arriva Morfeo….A domani.

Sveglia alle sette. Colazione leggera (non mi va giù niente, ho lo stomaco che gioca a calcio coi reni ed il pancreas in porta). Si parte. Il viaggio verso l’autodromo è breve, il circuito è praticamente in città (per quello che si può girare poco a Imola). Ci sistemiamo proprio vicino all’ingresso pista e scarichiamo le moto. Ovviamente Aldo, Sasà e Cirafici, che conoscono già il circuito ed hanno più esperienza di me, faranno gruppo a parte. Visto che sono solo e visto che non voglio distrarmi col crono, col rischio di andare a gambe all’aria per abbassare il tempo, essendo la prima uscita di studio, non monto il trasponder (poi però un po’ mi pento perché non so quanto gap ho da loro!).

Mazzuk guida un gruppetto...

Aldo all’inizio mi fa da guida apripista, ma io non riesco a seguirlo. Ho le SC2 nuove da rodare. Già alla variante del tamburello sento che l’anteriore scivola. Lo lascio andare. Me la studio un po’ da solo ‘sta pista!  Prima cosa che salta all’occhio è che rispetto a Monza è una pista tridimensionale.  Le variazioni altimetriche sono notevoli. Faccio la variante Villeneuve piano (meno male) e scopro che se la prima a sx puoi prenderla piuttosto forte, poi, sulla seconda a dx devi chiudere parecchio, altrimenti te ne vai fuori e assicuro che prima di digerire un po’ la pinzata tra una curva e l’altra ci ho messo metà mattina. Uscita Villeneuve 3-4 ,Tosa , 180 gradi a sx in salita. 2 e dentro. Lunga percorrenza in 2 aprendo il gas in uscita e su verso la piratella. 3-4 scollino. La curva è già lì! Cieca a sx . La moto è molto alleggerita, freno, 3, si scompone parecchio, il posteriore oscilla. Cervello spento. Giù a chiodo a sx 3-4. Le  acque minerali. La prima sono sicuro di poterla prendere più forte, ma sto un po’ sul risparmio. Non voglio cadere. La faccio di 3, raddrizzo la moto, pinzo,2, entro nella seconda in salita e mi fa paura quel cordolo, che a volte sfioro e a volte scavalco, comunque la moto non reagisce male. Uscito di 2 dalla curva apro tutto. Lì si che si scompone, sculetta parecchio mentre si sale sulla variante alta, ma dov’e?? URK!!!!! Non si vede!!! Freno sempre male qui. Non riesco a trovare un riferimento esatto e non vedo i cordoli perché sono piatti! Sacrifico un po’ a dx e cerco di tirare su la moto subito a sx. via in discesa per l’ampio curvone a sx verso le due della Rivazza. Altro punto da paura. Su questo curvone  mi viene di stare a pelo erba a sx per entrare meglio nella discesa verso la Rivazza 1 che gira invece un po’ a dx. Morale, in questa esse ampissima ci si trova con la moto un po’ piegata a dx, in discesa, e si deve frenare, raddrizzando la moto per poi entrare nella rivazza 1 stando a dx e tagliare bene sulla corda per cercare di raccordarla con la rivazza 2. Non ci riesco! Quel pezzetto di rettilineo in mezzo non mi fa capire bene la traiettoria. Sarà per la prossima volta. Poi curvone  a dx e variante bassa. Lì è piatto e sembra di essere a Monza. Via bene, rettilineo giù in carena, in fondo il rettilineo volta un po’ a sx e va un po’ capito l’ingresso del tamburello. 3, dentro dx,sx apro 3 e via ancora verso la variante Villeneuve. 

Mazzuk in action

Uffa! Che fatica! E’ una pista molto tecnica e vedo che gli altri, che vanno molto più forte, reggono per pochi giri, non hai un attimo di tregua. Ci vuole proprio un bel fisico!

Ho apprezzato comunque le modifiche alla moto. Il contamarce mi rende più sicuro e preciso e la pompa radiale Brembo  è granitica.  Alla fine della mattina mi dispiace molto rientrare ai box.

Ho fatto fuori 3 pieni, ho riposato si e no mezz’ora tra un run e l’altro. Haldus mi ha chiamato “Il maratoneta” e ha ragione, visto che quando mi doppiavano si scollavano tutti gli adesivi dalle carene! Sasà, molto educatamente quando mi passava mi salutava col piede. Cirafici non lo vedevo nemmeno……lui e Haldus hanno fatto dei tempi da spettacolo, tipo 10 sec. Più della pole della Superstock! (Per la Mv 3-4 secondi più della pole della prima MV ufficiale).

Come al solito la cavalcatura di Hereticus, convalescente dalla piegatura valvole, ha avuto una piccola ricaduta con perdita d’olio, allarmante e fastidiosa ma poi risolta. (peccato poi per la CADUTA VERA DAL CARRELLO un mese più tardi, maledetta cinghia!!).

A parte poi un singolo turno a Monza il 30/10 con poche pretese, dichiariamo conclusa la stagione 2005.

Tutti stanno già affilando le armi per la prossima. Avremo probabilmente un po’ di novità!

Da parte mia dichiaro fedeltà alla Kawa.

Un grazie agli amici della Decima.

 

Mazzuk