Il profilo di Cavallo Pazzo

(ormai tristemente su Suzuki Burgman)

 

Comin, noto anche più semplicemente con il solo cognome, e recentemente ridenominato "Cavallo Pazzo", condivide con lo "zio" Pariset il record di moto belligeranza, essendo motociclista da sempre e da sempre su sportivissime  pluri-frazionate di grossa cilindrata della casa di Hamamatsu (Suzuki).


In lui si ritrovano le peggiori caratteristiche degli animali su due ruote nostrani:

  • assoluta incompetenza tecnica, della moto identifica manubrio, sella e poco altro;

  • pericolosità estrema nella condotta stradale del mezzo. Slalom fra autovetture, sorpassi autostradali a filo fra macchine e guard-rail, distanze di sicurezza misurabili con la carta millimetrata sono solo alcune delle doti che esibisce con disinvoltura, associate ad un elevato livello di schizofrenia motociclistica che lo porta a repentini, radicali ed improvvisi cambi di velocità soprattutto nella marcia autostradale (e tutto questo gli è valso l'appellativo di cui sopra);

  • incredibilmente non conosce bene neanche il nome del proprio mezzo, che ostinatamente prosegue a scrivere "Suzuky"

  • entrato in pista si "trasforma" in agnellino, diventando iper prudente, facendosi spesso doppiare dai più smanettoni del gruppo e cercando sovente di occultarsi, al fine di impedire agli altri di valutare le proprie prestazioni 

  • stile di guida personalissimo con incapacità di sporgersi dalla moto, come la guida in circuito richiederebbe, rendendogli così pressoché impossibile provare il piacere della strisciata delle saponette sull'asfalto, come pietosamente testimoniano quelle bianche portate con disinvoltura sulla sua tuta giudici. 

  • esibizione dell'intero repertorio di scuse e dissimulazioni dei più scaltri bikers, come quella, tanto per citarne alcune, di  attribuire la scarsa mobilità sul mezzo alla tuta troppo stretta (peraltro realizzata su misura), oppure l'incredibile velocità con la quale, una volta raggiunto in pista, si alza sul sellino portando la mano sinistra sul fianco a voler testimoniare... si mi avete doppiato, perché per qualche imprecisato motivo stavo giracchiando in circuito senza impegno...

A parziale rettifica di quanto più sopra esposto, vogliamo rimarcare come fra i suoi istinti primari non manchi in ogni caso una buona dose di incoscienza (condotta stradale a parte), tanto da farlo esordire in pista per la prima volta alla sua veneranda età e scegliendo il circuito del Mugello... tanto per gradire.

Comin con la vecchia SRAD A prescindere da quanto detto, l'animale Comin, ha uno spiccato senso del territorio, che lo porta a marcare le stanze degli alberghi dove si soggiorna in occasione delle periodiche uscite in pista, con i propri caratteristici segni di riferimento: disordine, sporcizia, spostamento di mobili ed arredi e quant'altro, tanto da fare assomigliare le suddette camere, dopo il suo
passaggio, ad una tana più che ad altro.

Il Comin è un evidente esemplare di zoon politicòn, nella socialità del branco infatti si esalta, ed è lì che vengono messe in  evidenza tutte le sue caratteristiche migliori, la simpatia, la goliardia, la capacità di divertire e coinvolgere gli altri, che ne fanno a pieno titolo un elemento trainante del gruppo, e tanto da fare ritenere, ai più superficiali, che in lui possano essere presenti persino tracce di intelligenza...  sospetto alimentato anche dalla eccezionale scoperta, fatta dai ricercatori, del fatto che pur "bestia" possiede una vera e propria attività onirica, visti i monologhi notturni in cui sovente, ad occhi chiusi, si lancia.

Da quanto detto si evince che si tratta di un esemplare assolutamente insostituibile nell'autonomia del gruppo, più per le proprie virtù caratteriali che per quelle corsaiole.

Chiamato in causa, corre sempre a soccorso dei compagni d'avventura, tanto da avere il record di recuperi del " Fabius" disperso e, a volte, rimanendo anche vittima della propria generosità come in occasione della trasferta ad Adria,
quando da "salvatore" ha finito con il dover essere soccorso. 

Non c'è altro da dire, tranne il fatto che l'esemplare è sempre sotto attenta osservazione, e ricco di novità com'è, non smetterà di stupire gli studiosi anche in futuro...

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