UN BIKER DELLA Xa MAS IN GARA SULLE MONOPOSTO

 

Molti di voi, almeno una volta nella vita, vedendo le immagini di Schumacher e della Ferrari di F1, si saranno chiesti cosa si prova a calarsi nei panni di un pilota e partecipare ad una vera gara di monoposto.

La mia pazzia motoristica dilagante, che covava nel silenzio da sempre prima che mio fratello ed Uccio la riesumassero e che si alimenta col ruggito selvaggio del motore della mia Fireblade, quando morde l’asfalto delle piste italiane, mi ha convinto a provarci anch’io!

 Fatto a tempo record la licenza C Nazionale di conduttore sportivo (visita medica, antitetanica, EEG, iscrizione all’ACI-CSAI) mi accordavo assieme al mio amico, già pilota da tempo, Daniele Rosano con il pilota milanese campione italiano di F. Renault Monza, Andrea Barbieri, team manager dell’AP Motorsport.

A noi due si aggregava Sandro che si accollava la grande responsabilità di coordinare la nostra tifoseria e s’improvvisava fac-totum della squadra, sempre onnipresente, ovunque noi ci trovassimo.

Il campionato a cui avevamo deciso di partecipare, si sarebbe svolto a Magione, vicino Perugia, un autodromo di 2.5 km molto tecnico, con scarse vie di fughe un curvone molto veloce ed una serie di tornanti caratterizzati da un asfalto molto dissestato. C’è poi una curva, chiamata "del muro", perché la via di fuga è chiusa da un bel muraglione verticale per la gioia di tutti i piloti.

Il campionato internazionale gestito dalla Drumel Motorsport, si svolgeva su quattro gare per tre categorie: F.Renault 2000 Expert (piloti vincitori d’altri campionati) e Rookies (piloti provenienti da altre categorie inferiori) e F.Renault Monza (in cui correvano assieme sia piloti professionisti che debuttanti provenienti dai kart, o "dalla strada"  come me!)

La metà dei piloti era italiana ed il resto dai quattro continenti, con molti sud americani.


La monoposto, una piccola F1, assomiglia molto alla sorella maggiore provata anche da Aldo a Varano, ha una scocca di carbonio molto resistente un display elettronico con molte informazioni (tra cui giri, temperature, marcia inserita, avviso di cambiata, ecc...), un cambio sequenziale che è possibile azionare in accelerazione ed in scalata senza toccare la frizione, che serve solo a partire, grazie ad un "power switch"  che taglia momentaneamente il carburante durante la cambiata e una buona aerodinamica (anche se inferiore a quella del F. Renault 2000).

                                                                            autodromo di Magione

 Per motivi di budget Daniele avrebbe fatto le prime due gare ed io le ultime due.

La nostra prima trasferta avveniva in occasione della giornata di prove libere non ufficiali, nelle quali mi sarei alternato alla guida della Renault Monza con Daniele, per cui arriviamo, come nostra usanza, tardi la sera prima a Magione io Daniele e Sandro e dopo esserci avvinazzati nel solito pub (mezzo litro di rosso a testa), andiamo a letto verso le due di notte belli "freschi" per iniziare a girare la mattina dopo alle sette.

Io peraltro quando ci consegnano la camera dell’albergo, mi accorgo con orrore che dovrò dividere un letto matrimoniale con Sandro (anche se devo dire che si è comportato molto bene, evitando di russare, o tossirmi in faccia mentre dorme, cosa che fa ogni tanto)!

La mattina, dopo una colazione movimentata da Sandro che stabilisce strane comunicazioni verbali con piloti stranieri d’origine slava, arriviamo infreddoliti ed addormentati in autodromo.

In quest’occasione ho sperimentato cosa si prova a fare un frontale a 130 km/h contro una barriera!

Mi fiondo dopo pochi giri al curvone in quarta piena ma con le gomme slick ancora fredde!

Risultato: la macchina perde aderenza di colpo, parte in sovrasterzo mettendosi a 90° rispetto alla pista e si fionda come un missile contro il guarda-rail all’interno, senza neanche avere il tempo di frenare!

Vedo tutto in "slow motion": l’ala che si piega, il musetto che fa un botto incredibile e le ruote che impattano parallele contro la barriera.

Sembra proprio un crash di GP3 (un simulatore che ora posso confermare come assolutamente realistico e che insegna veramente come si guida una monoposto!)

I miei denti sbattono con un’inaudita violenza (ho temuto per la mia lingua: ecco a cosa serve il paradenti!) io urlo mentalmente "Noooo, mentre penso d’aver distrutto la macchina, ma a parte questo, non mi faccio assolutamente niente, neanche un piccolo strappo muscolare (il collo è perfetto, come mai sulla strada la gente chiede i danni per i colpi di frusta, anche quando sbatte a 20 km/h, c’è forse lo zampino degli avvocati vero Uccio?)!

Arriva un commissario che mi chiede se è tutto a posto, io rispondo di si, aspettando di vedermi tirare fuori dal rottame.

Invece la macchina è perfetta, solo con il musetto ammaccato e l’ala anteriore rotta, per cui mi trainano ai box!

Quando i meccanici l’ispezioneranno non troveranno, con mio grande stupore, neanche un difetto di convergenza (io ero convinto d’aver spaccato tutti i braccetti del ammortizzatore!).

Quindi, ferito solo nell’orgoglio, riprendo a girare

Alla fine della giornata avrò girato con gomme vecchie in 1’ 19 40 un tempo non ottimo, ma soddisfacente per un neofita assoluto (il mio primo giro avevo staccato un 1’ 36 50!), Daniele chiude con un buon 1’ 17 90 un tempo da pole in campionato!

(NB: durante quest’occasione i piloti professionisti della mia categoria abbasseranno il record della pista ed i tempi di qualifica di oltre un secondo, rispetto alla gara di campionato normale. Vedere i tempi sul sito della Renault Sport!)

La giornata si conclude con Sandrino che prova ad entrare nella monoposto dicendo che gli provoca una sensazione strana, claustrofobica e mi chiede come si fa a guidare una macchina che sembra incollata alla propria pelle.

Tutto cambia, infatti, quando si guida una vettura da Formula: si è molto bassi e la prospettiva visiva è assai differente dall’usuale, inoltre si è legati come salami si riesce a muovere solo le mani ed i piedi, neanche le spalle!

Salutato gli altri io e Sandro rientriamo a Milano, dandogli appuntamento per le ultime due gare.

Durante il viaggio di ritorno succede un evento spiacevole sull’A1 che ci costringe a restare fermi in coda per tre ore: un tir per un colpo di sonno tampona un autoarticolato che lo precede, si gira, cappotta ed il rimorchio investe un AUDI che sopraggiungeva ad alta velocità.

Io nell’attesa, assisto a tutte le fasi dell’intervento della Polstrada che rimuove i feriti e gli automezzi incidentati (mi ero presentato come medico qualora ce ne fosse stato bisogno)

Arriviamo quindi a Milano alle due di notte!

 

IL GIORNO PRIMA

 Lo stesso giorno della trasferta per la mia gara di Magione mi decido a comprare l’abbigliamento omologato FIA (deve essere resistente alle fiamme); fino adesso, infatti, ho sempre girato con abbigliamento da kart ed il casco SUOMY da moto, ma i commissari di gara potrebbero impedirmi di partecipare se scoprissero la cosa (invece nessuno mi controllerà la dotazione, anche se così è richiesto dai regolamenti. Il casco però si vedeva troppo che era da moto!): compro quindi una bella tuta SPARCO ed un AGV MOTORQUALITY che mi fa assomigliare da fuori tanto a Webber (che è alto come me!)

Penso che farò il viaggio da solo con la macchina che mi ha imprestato Daniele (la mia è in BMW per problemi al sequenziale): meglio così potrò concentrarmi!

Invece no! Sandrino mi manda tre e-mail ed un sacco di SMS chiedendomi perché non lo porto con lui.

Riformato quindi il solito team dribblando le domande dei miei che mi chiedono insospettiti dove cavolo io stia andando, sgommiamo in direzione di Perugia con Sandro che mi aiuta a stare sveglio durante il viaggio, parlandomi continuamente.

Arriviamo in autodromo e stupore: sembra di essere a Monza per il GP di F1!

Paddock pienissimo, tende, bilici assurdi e motorhome vari fotografi e giornalisti

D’altronde chi è stato a Monza con me per la gara di F.Renault sa di cosa sto parlando!

Il mio team ha messo su una struttura spaziale con tenda, pavimento in sintetico ed ingresso nel motorhome con il mio nome sulla porta, oltre che sulla macchina!

Mi accingo quindi ad iniziare la singolare procedura di fare il sedile

Devi sederti nella scocca sopra un sacco, mentre loro ci buttano dentro una miscela bollente di polistirolo fuso che dovrà prendere la forma del tuo corpo.

Senza sedile adeguato, infatti, nella monoposto non si può correre, per le botte che prendi e l’impossibilità d’azionare efficacemente i comandi!

Purtroppo durante il primo tentativo il sacco si buca ed io schizzo fuori con un po’ di sedile liquido attaccato alla tuta.

Al secondo tentativo riesco ad ottenere un calco decente delle mie chiappe.

Dopo che Daniele ha nastrato questa impronta stupenda del mio fondoschiena andiamo a gozzovigliare come nostro solito in un ristorante di Magione.

Stavolta trovo un miniappartamento per me e Sandro, dove trascorriamo la notte prima del mio debutto in gara con una veglia di preghiera e meditazione (dormo pochissimo)!

La mattina piove!

Arrivo all’ultimo minuto in autodromo grazie a Sandro che la tira un po’ lunga a colazione, scordandosi che tutto l’evento è regolato da precisi e puntuali orari ufficiali (..ma dove corri? C’è ancora tempo, mi ripeteva

Tutto il mio team ai box è in agitazione!

Sbrigati! Mi dicono, che se no chiudono le procedure di verifica dei conduttori previste per le 0830!

Vado di corsa dai commissari CSAI ad esibire la mia licenza nuova di zecca.

Dov’è la fotocopia della visita medica? Mi chiedono.

AZZZ perché, non basta la licenza?

No! Senza la fotocopia non si corre!

Daniele chiama urgentemente la segretaria della CSAI a Milano chiedendole di mandare urgentemente una fotocopia della mia visita medica in Direzione Gara!

Miracolo! La segretaria è in ufficio ancora prima delle 0900 e manda con precisione il fax: si corre!

A questo punto inizia la parte più difficile: le prove libere di Gara 1 sotto la pioggia!

 

PROVE LIBERE GARA 1

 

Piove! Mi montano le gomme RAIN e mi fanno l’assetto da bagnato (molle morbide, macchina alta, senza barre antirollio ed aerodinamica molto elevata).

Per chi non sa cosa vuol dire, si rilegga il report di Hereticus di Varano!

Non ho idea delle traiettorie da bagnato, dei punti di staccata e delle marce da usare

Per cui entro guidando come sull’asciutto ma con più margine.

Risultato: mi giro al terzo giro con le gomme ancora fredde alla staccata della Merzario, dopo il rettilineo dei box!

Il motore si spegne ed ahimè, purtroppo la mia monoposto ha un difetto (che si ripresenterà tutte le volte): una volta scaldatosi girando, il motorino d’avviamento non funziona più, per cui dopo il primo avviamento, se la macchina si spegne, non si riparte più! Si butta via la gara ed i soldi!

Ho fatto in totale solo tre giri e penso che, visto che sono prove libere, mi riportino ai box, che sono a due passi.

Invece no! Mi fanno uscire dalla macchina e portano la vettura, con mio grande disappunto, fuori dal circuito!

Disperato, vedo arrivare dopo un po’ Sandrino con lo scooter del team, che mi dice di mettere in moto e di portare la macchina nel paddock lungo la circolazione ordinaria!

Siamo matti? Con un monoposto in strada?

Inoltre ci sono dei dossi artificiali lungo la via e la macchina potrebbe toccare

Alla fine mi convinco, mi spingono per farmi ripartire e completo il breve percorso per rientrare in autodromo scavalcando i piccoli dossi posti sulla carreggiata per far rallentare le vetture in entrata all’autodromo.

Il mio posto d’assistenza, inoltre, non è nella corsia box, occupata dalle vetture F.Renault 2000, bensì nel paddock (infatti, ogni volta dovrò fare lo slalom con la mia monoposto tra le vetture parcheggiate, prima di poter entrare in pista, tra la meraviglia degli spettatori che rischiano d’essere investiti).

Le prove si concludono senza che io abbia potuto riprendere a girare.

Non c’è che dire: un buon inizio!

 

BRIEFING

 

Sconfortato, cerco di rilassarmi in vista delle ulteriori prove libere e soprattutto delle qualifiche del pomeriggio, nonostante Sandro che mi ronza continuamente attorno, quando mi dicono che devo andare a fare un briefing obbligatorio col direttore di gara

Mi ritrovo in un’aula in mezzo a tanti piloti veri, tutti abbastanza esperti, provenienti da tutto il mondo e soprattutto molto più giovani di me!

Il mio, infatti, è un team di vecchietti: sia io che Daniele, come Andrea del resto, che è il campione italiano della Renault Monza, superiamo abbondantemente la trentina, in un mondo, come quello delle monoposto, dominato ormai dagli adolescenti (23 anni l’età media)!

Sia ben chiaro: c’è gente, come in Formula 3, che corre in monoposto anche a 50 anni! Ma lo fa per passione, mentre i pilotini con i contratti pagati dal papà o dagli sponsor, se sono già campioni di kart, si comportano come professionisti veri, viziatissimi, chiedendo perfino che i meccanici gli lucidino le slick, ogni volta che escono dai box!

Mi nascondo pertanto in ultima fila, per non essere visto, né interrogato dai commissari sui regolamenti FIA.

C’è, infatti, molto da sapere su procedure di partenza, segnali, giro di lancio, Safety car, ecc

Io penso figuriamoci se alla prima gara devo pure pensare all’ingresso della Safety car, succederà una volta ogni tanto!” (NB: si verificherà puntualmente in Gara 1).

 

 

PROVE LIBERE GARA 2

 

La pista è ancora umida perciò iniziamo con le slick e con un assetto leggermente più rigido (vengono montate le barre antitorsione, anche se regolate al minimo).

Faccio qualche giro quando mi richiamano ai box.

La pista si sta infatti asciugando, per cui montiamo le slick.

Dopo un po’ la pista si asciuga completamente e comincio a tirare.

Noto di non essere indietrissimo rispetto agli altri, anzi in qualche curva entro proprio bene!

Posticipo sempre più il punto di staccata ed alla fine risulterò settimo, col tempo di 1’ 21” 07 mettendomi dietro un pilota in gamba come Gazzola (1’ 21” 418) e l’altro pilota con cui poi battaglierò sempre cioè Dello Stritto con (1’ 24” 471).

Pensavo d’essere ultimo! Mi ricordavo, infatti, l’ultimo mio tempo (1’ 19” 40) ma non avevo fatto i conti col fatto che stavo girando con un assetto da bagnato e l’aerodinamica molto carica.

Il mio ideal time segnerà 1’ 20” 899 (è la somma dei due migliori intertempi), ma sono ancora più lento, di almeno due secondi, degli assi della Drumel e recordmen della pista (tra cui l’argentino Rios, Di Cienzo ed il pilota di casa Mugnari che gira sugli 1’ 17” 962).

In rettilineo ho la penultima velocità rilevata alla fotocellula con 174.8 km/h frutto di un’aerodinamica molto carica (per la pioggia). Rios che è secondo fa nello stesso tratto 180 km/h e Gazzola 184.6 km/h (anche se io ho girato più veloce di lui). Mena che ha il miglior tempo segna 178.5 km/h.

Stiamo girando quindi tutti con assetti diversi per le incerte condizioni del tempo.

Sembrerà strano ma l’assetto fa tantissimo su questa monoposto!

A parità di pilota (il sottoscritto) perdere o guadagnare 3-4 secondi, guidando uguale, è un attimo!

Quello che succede è che i team si studiano e si spiano regolandole ali e scegliendo le gomme soprattutto n base a quanto fanno gli altri.

Se poi uno ha il culo d’indovinare l’assetto giusto può girare anche due secondi più veloce degli altri o fare molti scavalcamenti sulla griglia di partenza!

(Certo, rischiare con gli assetti in GP3 è più facile!)

Sorprendentemente siamo tutti 4-5 secondi più veloci dei piloti Expert dei R2000, che hanno girato per le qualifiche ufficiali nella mezz’ora precedente!

 

 

QUALIFICHE GARA 1

 

Aleia Iacta Est! Stavolta si corre per la griglia di Gara1!

Assetto da asciutto e via

Tutti tirano come i matti e forzo anch’io

Non riesco però a far scivolare bene la monoposto ma vedo dai tempi letti sul MY CHRONO dell’AIM, installato sulla monoposto, che miglioro ad ogni giro!

Ad un certo punto mi chiamano ai box e mi scaricano l’aerodinamica!

(chissà che bello al curvone dove ho già fatto un botto, penso!)

Riesco a chiudere con un 1’ 18 841 cioè due secondi più lento del poleman e di un secondo più lento di gente giudicata molto in gamba come Muggia e Gazzola (tutti con parecchi campionati alle spalle). Sono ottavo e precedo Dello Stritto (un pilota che le prime volte che avevo provato a Magione mi sembrava velocissimo, rispetto a me!) di un decimo di secondo!

In compenso condivido con Gazzola il record della velocità alla fotocellula: 190.1 km/h (Rios 183.1 km/h).

Evidentemente siamo entrambi abbastanza scarichi aerodinamicamente, oltre ad uscire molto bene dalla curva del Muro!

Inoltre i miei 25 kg in più degli altri piloti si quantificano in almeno 40-50 decimi di secondo in più al giro, su questa macchina e purtroppo non sono eliminabili!

Alla fine questa lunga giornata si conclude mentre riprende a piovere!

Ho avuto girando principalmente due problemi:

1.       Ho la visiera e gli occhiali che mi si appannano in gara e non vedo benissimo, inoltre non ho le visierine a strappo e la visiera mi si macchia in continuazione per l’acqua (quando piove9 ed i moscerini 8quando è asciutto)!

2.       Sul tornantino non ho molto spazio per girare bene il volante a fondo corsa (sbatto un poco sulle cosce col gomito).

 

La sera, dopo una meritata doccia, ci rechiamo a mangiare con il team sotto una pioggia scrosciante, in un ristorante caratteristico in collina.

Siamo tutti molto affiatati (oltre che innaffiati dal vino rosso che scorre a fiumi).

Non ci sono, infatti, tra noi ventenni d’assalto.

Mi fanno un sacco di domande su come si guida l’aereo, su come si diventa piloti di linea, ecc

Argomento che evidentemente li affascina molto, anche se, devo dire, che sono tutti abbastanza acculturati sull’aviazione in genere!

Si unisce a noi anche un anziano fotografo di riviste d’automobilismo, che stava cenando da solo nello stesso locale e la cena si conclude a botte di limoncello!

Daniele ogni tanto fa presente che il giorno dopo dovrei fare 2 gare, ma da bravi piloti della Xa MAS, ignoriamo l’avvertimento!

Mi addormento verso l’una passata, lasciando Sandro che ronfa nell’altra stanza ancora vestito, davanti al televisore con il telecomando in mano!

 

 

IL GIORNO DELLA GARA

 

Mi sveglio e vedo un sinistro grigiore alla finestra: diluvia!

PORCC! Ma non era previsto bello per oggi?

Mi vesto pensando che farei meglio a tornarmene a Milano, ma purtroppo sono in ballo e devo ballare

Sandro m’intrattiene a colazione con discussioni filosofiche sul mondo, la vita, la situazione internazionale, ecc

Io invece penso che tra poco mi dovrò calare in un abitacolo strettissimo e fiondarmi sotto l’acqua a 200 km/h, in mezzo ad una decina di piloti indiavolati e con molta più esperienza di me, facendo perfino fatica a vedere bene, tra visiera appannata e schizzi di fango in pista!

Arrivati al paddock vedo delle facce un po’ scure

Sanno che sono al mio debutto assoluto in gara e che non ho molta esperienza sul bagnato e sono preoccupati!

 

QUALIFICHE GARA 2

 

Assetto da motoscafo e via

Per rompere la tensione faccio una battuta dicendo di non preoccuparsi tanto ho la patente nautica!

Stavolta piove veramente tanto!

Ahimè entro in pista con rassegnazione e comincio a girare con molta circospezione.

L’asfalto di Magione che è viscido anche quando è asciutto, bagnato assume delle caratteristiche da olio multigrado SAE 30!

Riesco a girarmi anche  a delle velocità assolutamente ridicole

Un paio di volte i commissari mi spingono per farmi ripartire, per poi vedermi testacodare di nuovo, il giro successivo.

Mentre mi giro alzo una mano per dirgli mi dispiace, ma guardate un po’ voi che roba

Ovviamente non sono l’unico ad inaugurare il walzer delle giravolte!

Riesco comunque ad inanellare una quindicina di giri (stavolta senza che mi portino fuori dal circuito) e finisco le qualifiche buon ultimo anche se di poco staccato dal penultimo (girando comunque cinque secondi più veloce del giorno prima sul bagnato).

Dopo la bandiera a scacchi mi consolo pensando che almeno non ho danneggiato la macchina!

 

GARA1

Ormai devo distendermi

Prendo lo scooter a disposizione del team e vado ad osservare i colleghi piloti del 2000 al tornantino della Merzario (anche per svincolarmi da Sandro, che mi sta tirando letteralmente scemo con i suoi discorsi infiniti ed omnicomprensivi, in cui alterna commenti critici sulla mia performance a spropositati elogi della mia bravura!).

Cerco d’imparare qualcosa per la gara, ma stanno ancora tutti girando con le rain e facendo le traiettorie da bagnato

Piano, piano, forse per le mie preghiere, il sole comincia a fare capolino e la pista ad asciugarsi!

Parte la gara degli Expert, sempre con l’assetto da bagnato e penso che tra poco toccherà a me, per cui torno nel paddock

Stanno tutti mangiando, ma io non ho molta fame.

Penso ai rituali dei piloti veri, a come ottenere la giusta concentrazione per la partenza!

Ad un tratto Andrea mi si fa incontro e mi chiedo se preferisco partire con le slick o con le rain

Sai mi dice, se parti con le slick e la pista si asciuga avrai un vantaggio, ma dovrai stare attento all’inizio perché la pista è ancora umida!

Sapendo quanto la macchina è inguidabile sul bagnato con le rain e con l’assetto morbido, non oso pensare come sia con le slick!

Ma gli altri cosa fanno? chiedo.

“Non lo so ma aspettiamo e decidiamo all’ultimo..!

Alla fine si opta per una soluzione intermedia tra asciutto e bagnato.

Ecco il gran momento: dopo un giro per scaldare le gomme aspetto il verde del semaforo, chiedendomi come sarà il casino alla prima staccata

Verde, via

Alla prima staccata sono in mezzo al gruppo con macchine che sfilano da tutte le parti.

Bisogna essere molto concentrati, perché toccarsi è un attimo!

Inoltre ho Dello Stritto sempre dietro e non lo voglio fare passare!

Ad una curva si girano in due e li supero, poi ad un certo punto vedo un cartello con scritto SC che cazz vuol dire?

Dopo un po’ capisco Safety Car e raggiungo quelli davanti che fanno a zig, zag dietro la macchina dei commissari!

Ricompattato il gruppo ripartiamo, con i più veloci che scorrono via, ma voilà si toccano in due davanti a me!


A questo punto sono quarto e vedo il podio in vista, i miei tempi scendono sempre di più e quello dietro non

mi prende più!

Bisogna essere molto precisi in monoposto: staccare al riferimento giusto, punto di corda giusto, non sbagliare marcia

E soprattutto non bisogna innervosirsi per il fatto che quello dietro ha il muso nei tuoi scarichi e se sbagli sei fregato!

Mentre se freni prima del riferimento, un pilota vero ti piomberà sicuramente dentro il retrotreno!

Taglio il traguardo, che arriva fin troppo presto e parcheggio la macchina nel parco chiuso.

Scambio un saluto con il pilota che mi seguiva, con cui ho lottato tutta la gara e realizzo di aver ottenuto un quarto posto nella prima gara della mia vita: non male per un debuttante e soprattutto senza aver neanche graffiato la macchina!

La mia monoposto mi sembra bella come non mai…

 

GARA 2

 

Sole, assetto da asciutto: macchina rigida come una barra d’acciaio (perdona molto meno)

Alla partenza do troppo gas e è parto un po’ di traverso, ma sono velocissimo: alla prima staccata ne ho già passati due!

Alla corsia dei box mi segnalano tempi sempre decrescenti, sto guidando bene e sono fiducioso

Già sogno la classifica del campionato d’Inverno: solo due gare e sono a metà classifica!

Perché non ho iniziato a vent’anni, forse potevo essere un bel pilota (ma per trovare i soldi dovevo vincere il Totocalcio) invece di perder tempo con le moto da cross (quanto eravamo fermi!)!

Il motore romba, ma mi sembra cantare una melodia a base di VROAAR” (mi fischieranno le orecchie per due giorni, perché non ho i tappi!), orchestrato dal cambio sequenziale: i rapporti entrano corti e precisi e quando sali di marcia fanno esplodere un bel “BAAANG” negli scarichi della mia F.Renault 1600 cc.

Ma sono troppo fiducioso: entro troppo forte alla esse prima del rettilineo dei box e faccio un bel testacoda con le gomme che urlano!

Colpa mia (scemo, scemo, scemo, scemo che non sono altro!), che ho preteso troppo dalla macchina, che va fatta scivolare ad ogni curva, controsterzando leggermente (NB: a differenza del 2000, il 1600 non ha differenziale, è un grosso kart!) e non contrastata chiudendo lo sterzo per stringere la traiettoria in curva!

Non riesco a rigirarmi in un solo colpo e devo ingranare la retromarcia, perdendo qualche secondo

Quelli dietro mi superano (come ho fatto io in gara1!) e scivolo giù dalla classifica del campionato, che concluderò in decima posizione a parimerito con Daniele, che però è un pilota molto più esperto di me

Alla fine chiudo la gara ultimo, ma a pieni giri (e per me è un bel risultato) con la macchina sempre intonsa (URRA’)!

 

CONSIDERAZONI PER I BIKERS DELLA Xa MAS

 

Una monoposto può sembrare più facile di una moto supersportiva stradale (lasciamo stare i MotoGP) da guidare, ma in realtà non lo è: perdona poco una guida non precisa.

Dà comunque soddisfazioni ed emozioni fantastiche ed uniche!

I g laterali mentre si scorre all’interno delle curve non li si può provare con nessun altro mezzo!

Se è vero che in moto ci vuole più coraggio, in monoposto bisogna essere molto precisi: correre in auto è un fatto mentale!

Le doti fondamentali sono capire qual è il limite della vettura e portarcela sempre ad ogni staccata, ad ogni curva, ad ogni giro!

Altrimenti i tempi non vengono

Non si può guidare come una vettura stradale perché si è ridicolmente LENTI!

Ma se si è portati si può arrivare come ho fatto io a 2-3 secondi da un pilota professionista che arriverà in Formula 1, cosa per me in moto assolutamente impossibile (si becca 20-30 da uno che corre in moto).

Per cui per correre in macchina ci vuole poco fisico e tanta, tanta, concentrazione mentale.

In moto per andare forte e per non fare i mototuristi delle piste, ci vuole fisico, coraggio (tanto, rasentando l’incoscienza) ed una grinta superiore.

Ed infine in tutte e due i mezzi  occorre un’ultima dote: bisogna esserci portati ad andar forte, cosa purtroppo non sempre raggiungibile da tutti.

 

FABIUS

 

 

Back to home page