Gli "Albori" della X
Equestris
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La storia inizia più di venti anni fa', quando un
gruppetto di amici e compagni di scuola, inizia a muovere i primi passi nel mondo delle due ruote. I
primi mezzi hanno ben poco di sportivo, si tratta di normalissimi
ciclomotori ben noti allora: Garelli Vip, Peugeot 104 ecc... presto
comunque sbloccati dalle limitazioni di potenza (1,5cv) allora
assolutamente restrittive.
Mettendo comunque mano ai collettori
"strozzati", anche quei semplici mezzi riuscivano a raggiungere
velocità perlomeno dignitose.
Ben presto gli amici iniziarono a
dedicarsi a qualcosa di più serio e divertente, incanalando la propria
passione verso il settore del fuoristrada.
Erano gli anni in cui una serie di case
ormai scomparse furoreggiava in quel segmento piuttosto fiorente.
Fantic Motor "Caballero", Acillotti, TGM,
Swm ed altre, oltre alle eterne giapponesi (poco diffuse) ed
all'Aprilia, una delle poche case superstiti (poi convertitasi alla
strada).
Nel
gruppo fanno la loro apparizione quindi le prima moto da "regolarità",
come il Fantic 50 Caballero ritratto in queste due foto, con le quali
era possibile divertirsi, dopo avere effettuato interventi un po' più
radicali, che comprendevano la sostituzione completa del gruppo biella,
del cilindro (con i famosi quattro travasi), del collettore e
carburatore (Dell'Orto 32), del gruppo espansione/silenziatore,
rapporti corti e filtro aria...
Dopo questi interventi, il
"ciclomotore" codice diventava un'autentica belvetta da pista, in
grado, in alcuni campetti locali, di farmi competere con i più
potenti 125cc allora posseduti da Fabio (Fantic 125) (ora Fabius) e
Naselli (Ancillotti 125) (ora Spartacus).
Sono anche i tempi delle prime garette
amatoriali dove ben figuriamo ed io mi aggiudico la prima a cui
partecipo!
Sempre in questi tempi nasce la
competizione all'interno della nostra compagnia, su chi deve
primeggiare in velocità e capacità di guida. Della partita
fanno parte il sottoscritto Aldo Flenda, il fratello Fabio, Marco
Naselli (il naso), Marco Vagnini, ed altri amici meno incalliti.
Il nostro gruppetto si contrapponeva poi
a quello di altri compagni d'avventura che fin da allora preferivano
dedicarsi alla strada, quando questo voleva dire, spesso, avere una
Laverda o una Zundapp 125cc. (come lo Zio Pariset), mentre altri, come Dominik, si dedicavano ad un
fuoristrada "africano" e turistico...
Ovviamente l'appetito vien
mangiando, ragione per cui ben presto si prende la decisione di
dedicarsi a qualcosa di più impegnativo, vale a dire il Cross "puro"
nonché agonistico.
Pronti via, Fabio ed i due Marchi si
iscrivono al campionato regionale di motocross classe 125, dopo avere
acquistato i primi due una cattivissima TGM ed il terzo una KTM 125cc,
mentre io, quattordicenne, decido di aspettare ancora un po'.
Il primo anno di competizione mette
subito in chiaro la differenza che esiste fra amatori ed agonisti, con
gare serratissime e con un numero di partecipanti straordinario.
Mediamente ad ogni gara si presentavano oltre trecento partecipanti. In
quegli anni in effetti il Cross in Italia viveva un autentico Boom,
sulla scorta dei successi internazionali dei vari Rinaldi, Maddii &
C. (un po' come avviene adesso per la pista con Valentino, Max ecc...).
[In questa bella
foto dopo la partenza si nota il sottoscritto n.133 partito
eccezionalmente bene, Marco
"Spartacus" n. 129 che segue e Fabius n.132, con qualche problema in
più... ]
Il passaggio così dalle garette di
categoria "sociale" dei vari motoclub alla classe regionale, anticamera
del campionato italiano, è avaro di risultati di rilievo e,
normalmente, Fabio ed il Naso si classificano sempre più o meno a metà
della propria manche, impossibile così
piazzarsi in finale, di solito dedicata a piloti "ufficiali" (assistiti
cioè direttamente dai concessionari).
I due in ogni caso sono sempre in lotta
su chi deve spuntare la posizione migliore, con l'altro amico, Vagnini,
un po' più staccato.
Chiusa la stagione con tantissimo
entusiasmo e divertimento, si inizia subito a pensare a quella
successiva.
Fabio e Marco decidono di cambiare il
mezzo, passando all'Aprilia e così io... eredito il TGM 125 !
Questo e l'anno dei maggiori
divertimenti, visto che adesso siamo in tre ad ingarellarci e, dopo
alcune gare, passo all'Aprilia anche io.
Quell'anno tuttavia la scelta del mezzo
si rivela un po' infelice, visto che la moto di Noale si affida alla
motorizzazione della Hiro, un motore che si rivelerà disastroso, fonte
per noi di tantissimi problemi meccanici oltre che di un netto
svantaggio in termini di potenza con le giapponesi del momento.
La lotta comunque è sempre serrata, anche
se la preparazione fisica scarsissima ci fa sempre crollare nelle fasi
finali della gara, come quando a Castiglione Olona ero sesto fino ad
alcuni giri dalla fine, per poi cadere sfinito dal fango e dalla stanchezza!
La terza ed ultima stagione ci vede
impegnati con la nuova Aprilia che, ripudiato immediatamente il motore
Hiro, fonte di delusione a tutti i livelli, equipaggiava adesso
la sua moto con un eccellente Rotax (la collaborazione andrà poi
molto avanti nel tempo... chiedete a chi ha una RSV).
E' sicuramente l'anno dei migliori
piazzamenti e con nessun problema meccanico ma, la fine della stagione,
coincide anche con una serie di eventi, fra cui, il più importante, è
l'iscrizione della maggior parte del gruppo all'Università, con la
decisione di abbandonare l'attività agonistica a favore dello studio
(grazie anche ai vincoli imposti in tal senso dai genitori ;-)), ma
anche con la realizzazione del fatto che per gareggiare per la vittoria
ci voleva ben più tempo, denaro, allenamento e capacità.
Rimarranno comunque indelebili numerosi
episodi ed avventure vissute assieme in quel periodo e poi dirottate su
altre attività.
Ma da un po' di tempo a questa parte,
stiamo rivivendo quelle atmosfere e quelle magnifiche sensazioni
frequentando con le nostre "normalissime" moto da strada, i circuiti di
mezza Italia, senza avere più pretese agonistiche (l'età non lo
consente), ma anche senza le grandissime esigenze di allenamento e
logistica che il cross richiedeva.
Per la verità mi è capitato anche di fare
qualche puntata sulle piste da Cross, l'ultima volta a Maggiora cinque
anni fa' con una Honda 250 (e l'amico Sandrino su Honda 500), con
pietosi risultati dal punto di vista della preparazione fisica ma anche
con la netta sensazione di essere, ancora oggi, nettamente più veloce
sulla terra che non sull'asfalto !
Comunque, che dire... sempre due sono le
ruote, sempre le stesse le emozioni !!!!!!!!
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