
La X
ad Adria 30/03/2003

§
La
trasferta per Adria di quest’anno segna un po’ la ripresa delle
attività di gruppo della X Equestris
Infatti anche se i “duri e puri” della
compagnia qualche escursione nella vicina Monza se la sono concessa
(Hereticus, Dominik & Comin), questa è la prima uscita al “gran
completo”.
Presenti tutti (escluso il “debuttando”
Marcus che ha rimandato l’inizio delle ostilità al 24/04), vale a dire:
Hereticus su GSX-R 1000 “Allstar Corona
Replica”, Crazy-Horse Fabio Comin su
GSX-R 750, lo zio Pariset, su Aprilia RSV 1000, Fabius, su Honda CBR
954 Fireblade, Dominik su Kawasaki ZXR-9 SBK, ed in versione
“assistita”, vale a dire con furgone “Maggiore”, Minza, su Yamaha R6 in
corso di sostituzione (?), Luchino “redivivo” su Honda VTR SP1
“Special”, Luchino2 (un amico del Luchino), su VTR SP1 “Special”
Ci sono tutte le premesse per un’altra
grande uscita all’insegna della pista e del divertimento.
Per il primo gruppetto, che si reca sul
posto in moto, l’appuntamento è in tarda mattinata.
Una volta raggruppati, come di consueto,
all’Autogrill di Dalmine, eccezionalmente senza grossi ritardi da parte
di nessuno (Fabius compreso), ci dirigiamo con buon passo alla volta di
Verona, dove è nostra intenzione fare una sosta “tecnica” di
rifornimento (delle ns. pance).
Arriviamo velocemente nella cittadina
verso le 14.00 e parcheggiamo nella centralissima piazza storica.

Bardati di tutto punto come siamo, con
tute in pelle, saponette, gobboni sulla schiena, come tanti “Valentino
replica”, veniamo circondati da un gruppetto di ragazzi che ammirano le
nostre creature, alcuni dei quali ci chiedono se possono fotografarci
(niente autografi però...), ci accomodiamo sui tavolini all’aperto
tenendo comunque prudentemente a vista le cavalcature (Sconsolata
docet: “Se alle vs. moto ci tenete, stateci attenti, altrimenti se’
fottono... la moglie... uguale !!!”).
Approfittiamo della sosta per deridere
telefonicamente Marcus, che ha preferito rinviare il debutto con la sua
CBR 600RR a fine Aprile.
Una volta zavorrati per bene, si riparte
verso la meta finale, l’Hotel Delta Park vicino al circuito, dove
abbiamo prenotato.
Lungo la statale che porta ad Adria primo
“imprevisto”, il buon Comin pensa bene di attraversare un incrocio con
il semaforo rosso proprio in faccia ad una pattuglia di vigili urbani.
Per sua fortuna e per il resto
dell’avventura, i “tutori dell’ordine” sono particolarmente
impreparati, e nonostante gomme fuori specifica, frecce, specchietti e
scarico rigorosamente non omologati, non viene rilevato nulla di
particolare, e se ne può ripartire con la sua scontata e legittima
multa.



La cavalcata finale ci porta dritti
dritti sul circuito di Adria, dove sono in corso delle prove libere. Ci
mettiamo ad ammirare dai box i centauri che corrono, quindi decidiamo
di andare ad occupare le ns. camere.
Arrivati all’alberghetto da noi
conosciuto ci accorgiamo di avere sì prenotato, ma al Park di Badia
Polesine (60km di distanza) invece che al vicinissimo Delta Park, ma ci
va bene per la seconda volta, visto che le camere sono libere.
Dominik è il più lesto e, visto che siamo
in cinque (Minza dorme a casa del Luchino), si impadronisce della
camera doppia assieme a Fabius.
Il sottoscritto e Comin non possono così
evitare il pericolo maggiore... una notte con “lo zio”, terrore della
quiete serale e produttore di suoni indesiderati a raffica!
Ci sistemiamo in camera, il tempo di fare
una doccia e poi fuori a bere un aperitivo per le desolate viuzze del
paese.
Ne approfittiamo per indagare su un buon
ristorantino dove trascorrere la serata, ottenendo rassicuranti
indicazioni su un locale di nome “Crocodile” poco distante (va bene la
vicinanza con il Po, ma coccodrilli dubito se ne vedano, al massimo
Pantegane voraci...).
Comunque cibo e vino sono discreti, e fra
un bicchiere ed un altro si ripete il rituale delle sfide, dei tempi
sul giro e della rievocazione delle memorie precedenti.
Tornati all’Hotel, una volta a letto in
camera, per me e Comin inizia l’incubo...
Provate a mettere insieme il rumore di
una mitragliatrice con il botto che fa un Akrapovic racing quando si
avvia il motore, ed avrete solo una vaga idea dell’intensità sonora del
russare di Pariset.
La cosa assolutamente inspiegabile è che
produce tale frastuono anche da sveglio!!!
Inizialmente lo prendiamo a cuscinate non
appena attacca, ma poi la stanchezza, la disperazione e la
rassegnazione hanno il sopravvento, e mentre lo zio fa letteralmente
tremare i vetri, noi due compagni di sventura ci rassegniamo ad una
nottata assolutamente insonne.
E’ quindi del tutto normale che siamo i
primi in piedi e vestiti al mattino presto, andiamo a bussare alla
camera di Dominik e Fabius e ci viene notificato che anche il loro
riposo non è stato dei migliori.
Fabius è stato male tutta la notte ed ha
la febbre. Anche Dominik quindi ha dormito
poco e a sprazzi.
Lo spettacolo della X MAS alla colazione
è deprimente, tutti con occhiaie e aspetto distrutto, tranne lo zio,
riposato e “dormito”.
Fabius si imbottisce di pastiglie
(psicofarmaci, anfetamine o qualcos’altro) e ci dirigiamo finalmente
alla volta di Adria.
Arriviamo sul posto quando le prime moto
hanno iniziato a girare, e ci raggruppiamo con Minza, Luchino ed il suo
amico.
Quest’ultimo, fra l’altro, ha già
assaggiato l’asfalto, come testimonia lo scarico ammaccato e le carene
in vtr graffiate, ed è piuttosto sconsolato.
Nonostante la stanchezza, la voglia di
girare è tanta quindi ci catapultiamo in gruppo in pista.

C’è pochissima gente e non
particolarmente agguerrita, compreso un gruppetto che sta facendo la
scuola di pilotaggio con CF Promotion, fra cui Fagio e Luppola, due
amici della ML Suzuki Sport Italia .
Il circuito di Adria all’inizio è sempre
faticoso, con il suo susseguirsi di curve lente e continue staccate ed
accelerazioni che non lasciano molto tempo per rilassarsi.
I meno “rodati”, Fabius e Minza, hanno
qualche difficoltà in più del normale a riprendere confidenza con le
pieghe, e dopo il primo turno Comin può vantarsi platealmente di essere
stato davanti al febbricitante Fabius.
Anch’io giro piuttosto lentamente, ma è
mattino presto e l’asfalto ancora umido non invita ad esagerare.
Ci fermiamo quando la stanchezza ha il
sopravvento e la visiera inizia ad appannarsi, cosa che ad Adria
mediamente vuol dire circa una ventina di minuti...
Quando si gira con modalità “pista
aperta” e non c’è folla è sempre particolarmente piacevole, visto che
abbiamo il tempo di rinfrescarci e poi rientrare in circuito a nostro
piacimento.
Con un susseguirsi di sessioni di prova
la confidenza con l’asfalto progredisce, i tempi scendono e le
saponette in titanio scintillano, e sono sempre meno le moto che ci
sverniciano.
Un episodio particolarmente piacevole è
quando entriamo al gran completo tutti assieme. Io
davanti a tutti, inizio a “pennellare” le curve di Adria con ritmo
lento, ma via via crescente ed in progressione, e così per alcuni giri.

Ad un certo punto una R6 mi sfreccia a
fianco e si allontana. E’ il Minza
che “rompe” il gruppo e tenta la fuga.
Ovviamente è un “affronto” che non posso
subire, e quindi ognuno per la sua strada e chi s’è visto
s’è visto...
Mi lancio all’inseguimento e mi
riavvicino al Minza.
Rispetto alle prime curve del mattino,
quando si era lamentato di non trovare traiettorie e quant’altro, si è
trasformato. Adesso aggredisce curve e
staccate, spostandosi ben fuori dalla moto e raschiando saponette e
pedane. L’ex miglior debuttante
della X MAS conferma tutta la sua stoffa.
Lo riprendo grazie anche alla maggior
coppia del mio mille, che mi permette di proiettarmi fuori dalle curve
con accelerazione ben superiore rispetto alla sua R6, quindi lo stacco.
Il guanto di sfida è stato lanciato e
raccolto, ed adesso è anche il momento di iniziare a guardare un po’ i
tempi.

Fortunatamente, come spesso accade,
qualcuno ha il trasponder sul muretto, i nostri AIM quindi iniziano a
mostrare i tempi sul giro che, tornata dopo tornata si abbassano.
All’ennesima sosta confabuliamo come al
solito e “cazziamo” un po’ il Minza per avere rotto il passo, ma ci
confessa candidamente che era come uno stallone con il morso tirato, e
che alla fine non è riuscito a contenersi.
Comunque nell’inseguimento tutti si sono
migliorati, ed adesso anche Paolo e Fabius sono in palla.
Anche Dominik e Comin, di norma i più
prudenti del gruppetto, dimostrano che l’esperienza paga, iniziano a
piegare sempre più e, come testimoniano le foto, adesso gli manca
veramente poco per trovare la soddisfazione di toccare con le
saponette. Di nuovo in pista faccio un po’ di giri in
solitario, quindi rallento il ritmo per riposarmi. Nel frattempo mi raggiungono
Fabius e lo Zio che sono in bagarre.
Prontamente mi accodo per
“studiarli” e devo dire che faccio anche una certa fatica a tenere il
ritmo.
Ad un certo punto Fabius fa abbandona,
quindi mi accodo a Paolo e continuo a seguire, oramai da distanza
ravvicinatissima.
Dopo circa un giro, inizio a pensare che
ci sta veramente dando dentro, per l’esattezza medito fra me e me “non ho mai visto Paolo piegare così tanto”.
Passano alcuni secondi, entriamo in un
tornatino a sinistra superando in staccata all’esterno un pilota più
lento e quindi larghi in traiettoria. Pariset butta giù la moto e io
gli vado dietro.
Ma repentinamente ed inevitabilmente
perde il posteriore e la moto va per la tangente sdraiata sul fianco
sinistro.
Per evitare di investire lui e la moto
devo raddrizzare di colpo ed uscire sulla sabbia (forse l’unico punto
di Adria dove la via di fuga non è asfaltata), ma comunque rimango in
piedi.
Ho giusto il tempo di girarmi per vedere
che Paolo è già in piedi e guarda smarrito la sua RSV 1000.
Come (purtroppo) so per esperienza, in
questi casi stranamente il primo pensiero è per la moto, più che per la
propria incolumità, infatti a differenza dei piloti “veri” con il
mezzo messo a disposizione dal team, per noi poveri dilettanti una
scivolata comporta sempre anche un bel sacrificio economico... ma
l’importante resta sempre e comunque il fatto di uscirne indenni.
Fra l’altro la tuta Giudici dello Zio
(che prima era mia) conferma la sua ottima qualità, avendo resistito
senza grossi segni a ben tre scivolate (due mie e questa dello zio).
Finisco il turno ed attendiamo nel
paddock Pariset con “i resti” della sua Aprilia.
Quando arrivano facciamo un primo check
dei danni:
-
semimanubrio sinistro divelto
-
carena sx, codone ed airbox graffiati
-
cambio rotto e pedana limata
Non è poi andata così male...
Tutto sommato se l’è cavata con poco,
tecnicamente non ci sono grossi danni, e se non fosse per il
semimanubrio la moto potrebbe essere messa in ordine di marcia
agevolmente.
Intanto la mattinata è finita, mangiamo
qualcosa in autodromo e poi cerchiamo di rimettere in sesto la RSV.
La portiamo con il furgone ad un vicino
concessionario ufficiale Aprilia, ma incredibilmente non ha neanche un
semi manubrio in magazzino.
A Paolo non resta che lasciare la moto lì
e tornare a Milano con noi, esattamente in sella dietro a Dominik.
Riprenderà la moto dopo una settimana,
quando andrà con un amico a provare le Buell in pista ad Adria (pare
siano dei cancelli).
L’attenzione è già puntata alle prossime
“sparate”.
Il nostro calendario prevede due uscite
in pista a Monza e poi l’attesissimo debutto a Varano di
Marcus-scarsus...
Stay on line !!!

La gomma di
Fabius
La gomma di Hereticus
Hereticus



§
La Seconda Opinione, by Fabius
Finalmente passato il
lungo e gelido inverno milanese, la Xa MAS
quasi al completo, mancava solo il superlatitante Marcus
che per l’occasione sfoderava un poco credibile repertorio di scuse per non essere della partita (…non ho
lo zainetto, non ho il paracarena, sono mestruato,
ecc…), si ritrovava all’autogrill di Dalmine, per la lunga trasferta veneta.
Orario di partenza mezzogiorno e tutti quasi in orario ("incredibole")!
Solo il Minza, il Luchino ed un loro amico, si affidavano ad un poco cavalleresco
furgone per raggiungere l’autodromo!
Veniva deciso un pitstop strategico a piazza Bra a Verona, di fronte l’Arena per
mangiare e rilassarsi al sole padano e
soprattutto per far riposare le indolenzite chiappe dei
motomaniaci.
Solita andatura imposta dai due suzukomatti, ovvero gli intruders della
POLSTRADA della A4 MI-VE, i demolitori di
ogni autovelox, con cavallo pazzo che come al solito cercava di
speronare a 280 km/h un’auto supersportiva
rea di non averlo ancora fatto passare!
Incredibilmente teneva aperto anche lo Zio, si vede che la voglia di andare in moto
era proprio tanta!
Arrivo
verso le 17:00 ad Adria con Hereticus che
invece di guidare il gruppo all’albergo 4 stelle nel quale aveva prenotato, ci conduceva, come un cavallo da
maneggio in odor di scuderia , presso la
pensioncina 2 stelle dove eravamo stati l’ultima volta!
Accertato l’errore, decidevamo di pernottare là comunque, visto che l’altro
posto distava ben 60 km!
Lo Zio, stavolta, veniva ripudiato da Dominik e Fabius e mandato a collocarsi presso
la tana dei due ominidi australopitechi
suzukoidi, magari insensibili ai molesti rumori notturni
generati dal violento russamento scoppiettante di Paolo
(…non sarà così purtroppo per loro).
Per il cenino si organizza una trasferta in moto a mangiare il pesce alla foce del Po.
Si mangia, si beve e si cazzeggia allegramente da bravi bikers, lanciando
inedite sfide per la giornata seguente…
La notte, ahimé, inizia la disavventura di Fabius!
Viene assalito da febbrone a 39°C (meno male che allora non si parlava ancora di
SARS), tosse, nausea, tremori e mal di
pancia e deve farsi forza per non svegliare Uccio che gli dorme a canto
con uno shampino ai succhi gastrici…
La mattina il sottoscritto sta da schifo e non riesce a stare in piedi!
Penso alla sfiga: mai una febbre da 2 anni e oggi al debutto motociclistico:
influenza!
Chi avrà gufato: Marcus?
Lo zio tenta di rincuorarmi: "…dai è solo un mal di pancia!", invece mi viene da svenire!
A questo punto, anche perché gli altri fregandosene (tranne Uccio) se ne vanno a
girare, tiro fuori gli attributi e cerco
di far fruttare una laurea in Medicina!
Mi bombo con delle gocce di un antipotensivo (tiene su la pressione) ed
ingurgito qualche cosa assieme a della
Tachipirina (zuccheri)
Sto sempre da schifo, ma
almeno riesco a stare in piedi quando
arrivo in pista!
So che l’adrenalina
contribuirà a tenermi in piedi e decido la
pazzia: scendo in pista fedele al motto dello zio: …"boia
chi molla")! Vado molto piano, infatti tengo il passo di Uccio e Comin che mi piglia per il culo
quando esco dal primo turno…
A questo punto decido che febbre o no, dovrò
dimostrargli chi è Fabius! Al secondo turno sto dietro ad Hereticus
e rintuzzo glia attacchi dello Zio, oggi particolarmente
in palla! Mi rendo conto di essere tra i più veloci del circuito e piego come un pazzo sia a
destra che a sinistra: limo tutto anche il
coprivolano del carter! Uccio e Comin li lascio indietro ad ingarellarsi tra di loro: chi andrà più forte?
Anche Luchino ed il suo amico con i VTR SP-1
mi sembrano un bel po’ più lenti di me… Al
terzo turno facciamo tutti quanti i nostri
tempi migliori… Dotati
di AIM vediamo i best laps scendere giro,
dopo giro… Supero decine di
moto e vedo il Minza da vicino
ingarellarsi con Hereticus, davanti a me… Riesco a tenere il passo del Minza, Aldo
è circa 1 sec più veloce a giro…
Paolo cerca di raggiungermi e lo vedo
piegare come un matto! Strappo il mio best lap della
giornata e mi rendo conto che sono
distrutto! Supero Hereticus che ha rallentato e lo lascio ad ingarellarsi con Paolo: io esco per
oggi è abbastanza! Lo Zio però forza troppo: scivola in curva, con la RSV che lo saluta riportando
parecchi danni! Per fortuna Paolo non si è fatto niente: è solo un po’ sbattutello con la faccia bianca
come la mia! Cerca aiuto per spostare la moto, ma io sono collassato e gli altri invece
gozzovigliano… Alla fine dopo aver portato la moto di Paolo dal meccanico ripartiamo per casa!
Il viaggio per me è
un’odissea infinita: sono praticamente
un’ameba gelatinosa appoggiata alla Fireblade! Arrivo a casa con
39 di febbre ed appena giungo in camera
svengo sul letto! Sono stato in piedi più per l’adrenalina e la mia pazzia congenita, che per altro (sono
stupito io stesso)…
Questi sono i best laps di fine giornata:
Hereticus 1’31".006 AIM

Fabius 1’32.95" AIM
Paolo 1’33.6" auto-cronometrato
Comin 1’ 36.8" AIM
Uccio 1’38" Stimato da Comin
Fabius

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